meeting art istituzionale
Pubblicato il: mar 21 Mag 2019
Print Friendly and PDF

Le poetiche trame della xilografia, Franz Gertsch in un inedito dialogo con Gauguin e Munch, a Lugano

Franz Gertsch, Maria, 2001, xilografia (tre matrici affiancate) | ArtsLife

Dimensioni senza tempo e lontane corrispondenze. Gertsch – Gauguin – Munch, Cut in Wood, al LAC di Lugano dal 12 maggio al 22 settembre 2019, mostra più di quanto si vede. È lo stesso Franz Gertsch -invitato da Tobia Bezzola, direttore del museo svizzero- a proporre l’inedito dialogo in un’esposizione da scrutare silenziosamente. I tre maestri si ritrovano nella xilografia, la più antica tecnica grafica, di cui ognuno tesse trame differenti.

Non c’è tempo nel silenzio che avvolge un’opera d’arte, è un insieme di sensazioni indecise che faticano a prevalere l’una sull’altra. Irrazionale, eppure squisitamente piacevole, molto più avvolgente di tutte quelle experience immersive così tanto alla moda negli ultimi anni. Non ci sono luci, voci fuoricampo seducenti o musiche da colossal americano. Non c’è nulla se non la monumentalità eloquente, che non per forza corrisponde alle dimensioni dell’opera, della tecnica con cui questa è stata realizzata. È la xilografia, la più antica tra le pratiche incisorie, canonizzata nel XV secolo, a offrire la possibilità di porre in dialogo, su piani diversi, Franz Gertsch, Paul Gauguin ed Evard Munch.

L’esposizione si apre su 9 monumentali incisioni del maestro svizzero, quadri monocromi che velano e rivelano tra contorni sfumati ritratti di donne o motivi vegetali, tutti realizzati tra il 1988 e il 2017 e appartenenti all’ultima fase creativa dell’artista, precedentemente dedito alla pittura iperrealistica. A queste, come radici che le hanno generate, corrispondono agli estremi, oltre 70 xilografie di Gauguin e Munch selezionate dallo stesso Gertsch e incapsulate in ambienti separati.

Franz Gertsch, Triptychon Schwarzwasser, 1992, xilografia (tre matrici affiancate) | ArtsLife

La scelta di accostare, non lanciandosi in un confronto meramente tecnico, le produzioni dei tre artisti suggerisce la connessione che ha intessuto la genesi della mostra: la maniera in cui, ognuno dei tre, ha elaborato il proprio personalissimo linguaggio. Sia Gauguin che Munch furono maestri dell’incisione fra Ottocento e Novecento e anche se una tradizione di storici dell’arte vede nell’operato dell’espressionista norvegese un’influenza di Gauguin, insinuata per alcune comuni frequentazioni, come la casa di William Molard, le produzioni di entrambi si muovono su binari paralleli: Gauguin incide i blocchi di legno con qualsiasi strumento disponibile e li rielabora continuamente, anche nelle fasi finali di stampa, mentre Munch scompone le matrici delle sue opere in vari elementi utilizzando colori diversi, per poi ricomporli come un puzzle e procedere con la stampa di un’immagine a più cromie in un solo passaggio. Inoltre nel primo caso il legame con la produzione pittorica è praticamente nullo, rispetto ai dipinti, che rappresentano scene di vita quotidiana, le incisioni vivono di un’aurea mistica e irreale, in linea con la corrente simbolista dell’ultimo decennio dell’Ottocento che trovava nell’ambiguità interpretativa il suo segno caratteristico, mentre per Munch queste sono alla pari dei dipinti, di cui rielabora e replica i motivi.

Edvard Munch, Malinconia III, xilografia a colori su carta giapponese | ArtsLife

Paul Gauguin, Maruru, Offerta di ringraziamento, 1893-44, xilografia a colori ritoccata a mano su carta velina | ArtsLife

Al contenuto narrativo di Paul Gauguin e Edvard Munch si oppone l’atemporalità dei ritratti e dei motivi vegetali di Gertsch, il quale proietta fotografie amatoriali su enormi tavole di legno che poi va a incidere con piccoli punti scavati, realizzando una trama fittissima di segni che delineano, a poco a poco, l’immagine. La meticolosità del lavoro, svolto manualmente senza avvalersi delle innovazioni tecniche, ha richiesto per ogni opera circa un anno di lavoro. Questi grandi monocromi sono quadri che si aprono su dimensioni sospese, specchi che riflettono visioni subacquee, tentativi poetici che mostrano più di quanto si vede: [nella xilografia] “vedo uno sforzo congiunto per aumentare al massimo la sottigliezza e la ricchezza di sfumature di un’immagine e trovare al tempo stesso l’essenza delle immagini”. (Da un’intervista di Gerd Wall a Franz Gertsch, 22 ottobre 2018, Berna).

Franz Gertsch, Sommer, 2017, xilografia (due matrici affiancate) | ArtsLife

Gertsch – Gauguin – Munch, Cut in Wood | ArtsLife

Gertsch – Gauguin – Munch, Cut in Wood | ArtsLife

Informazioni utili

Gertsch – Gauguin – Munch, Cut in Wood
a cura di Franz Gertsch e Tobia Bezzola

dal 12 maggio al 22 settembre 2019

LAC – Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini, 6
6900, Lugano
Svizzera

 

Valuta

Commenta con Facebook

Displaying 1 Comments
Have Your Say
  1. GERTSCH… Vera Arte! Splendido

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

WopArt 2019
Bertolami | 10 sett
Il Ponte
Wannenes
Cambi |istituzionale