meeting art istituzionale
Pubblicato il: lun 20 Mag 2019
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Selfie ad Arte @ Biennale di Venezia

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia è aperta al pubblico fino al 24 novembre 2019. Dal titolo “May You Live In Interesting Times” è curata da Ralph Rugoff.

«Il titolo di questa Mostra può essere letto come una sorta di maledizione – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – nella quale l’espressione “interesting times” evoca l’idea di tempi sfidanti e persino minacciosi. Ma può essere anche un invito a vedere e considerare sempre il corso degli eventi umani nella loro complessità, un invito pertanto che ci appare particolarmente importante in tempi nei quali troppo spesso prevale un eccesso di semplificazione, generato da conformismo o da paura. E io credo che una mostra d’arte valga la pena di esistere, in primo luogo, se intende condurci davanti all’arte e agli artisti come una decisiva sfida a tutte le inclinazioni alla sovrasemplificazione.»

1 Nabuqi – Do real things happen in moments of rationality? (2018)
Nabuqi esplora gli aspetti estetici e materiali degli oggetti scultorei e mantiene i suoi assemblaggi scevri da implicazioni o funzioni narrative. L’artista impiega elementi ready-made e costruisce degli scenari inclusivi, generando sensazioni di déjà-vu stabilendo connessioni tra gli oggetti e ciò che li circonda. Do real things happen in moments of rationality? si compone di un mix eclettico di materiali che evocano un’ambientazione naturale. Secondo l’artista gli oggetti industriali e quelli di natura decorativa di questo assemblaggio “sembrerebbero simulare una sorta di realtà oppure alimentare un’immaginazione di un’estetica virtuale, piacevole e ospitale”. Messi insieme questi materiali disparati si misurano con il limite che passa tra il reale e l’artificiale, invitandoci a riflettere su quali sono gli elementi che potremmo percepirecome realtà.

#SELFIEADARTE "Mukka express" #Nabuqi Do real things happen in moments of rationality?, 2018 #MayYouLiveInInterestingTimes @BiennaleArte2019 #Venezia

#SELFIEADARTE “Mukka express”
#Nabuqi Do real things happen in moments of rationality?, 2018
#MayYouLiveInInterestingTimes @BiennaleArte2019 #Venezia

2 Shilpa Gupta – Untitle (2009) cancello mobile che oscilla da una parte all’altra del muro, rompendolo.
L’arte di Shilpa Gupta si rivolge spesso all’esistenza fisica e ideologica dei cofini, svelandone le funzioni arbitrarie e al contempo repressive. I suoi lavori esplorano le aree interstiziali tra Stati-nazione, le divisioni etnico-religiose e le strutture di sorveglianza, oscillando tra i concetti di legale e illegale, appartenenza e isolamento. Untitled è un cancello meccanico residenziale di quelli usati per chiudere i vialetti privati e garantire sicurezzae isolamento. Ma questo, con le sue punte esageratamente lunghe e una cornice metallica sporgente, oscille avanti e indietro seguendo una propria volontà e colpendo con aggressività la parete della sala fino a incrinarla e romperla. Gupta paragona la strana forma centrale sulla griglia di metallo alle linee di confine di un territorio, ma anche a un “buco nel cervello”, conferendo al cancello un inquietante aspetto antropomorfo.

#SELFIEADARTE "control+alt!+cancello" #ShilpaGupta Untitle, 2009 #MayYouLiveInInterestingTimes @BiennaleArte2019 #Venezia

#SELFIEADARTE “control+alt!+cancello”
#ShilpaGupta Untitle, 2009
#MayYouLiveInInterestingTimes @BiennaleArte2019 #Venezia

3 Teresa Margolles – Muro Ciudad Juarez (2010)
L’artista esamina il costo socio-economico della criminalizzazione delle droghe e le crudeltà della narcoviolenza che affliggono il Messico, suo paese d’origine. Avendo studiato medicina forense, nella sua pratica Margolles evidenzia le consistenze, gli odori e i residui fisici della morte. Per realizzare Muro Ciudad Juarez, l’artista ha trasportato blocchi di un muro di cemento che si trovava davanti a una scuola a Juarez, una città con uno dei più alti tassi di omicidi nel Messico; crivellato di buchi di pallottole e sormontato da un groviglio di filo spinato, il muro rappresenta un memoriale viscerale alle vittime della narcoviolenza. L’artista si rifiuta di rappresentare la violenza in sé, preferendo mostrare ciò che rimane delle sue conseguenze come mezzo per richiamare l’attenzione verso una situazione tragica e irrisolta che continua fino ad oggi.

#SELFIEADARTE “All in all you’r just a selfie stick in the wall”
#TeresaMargolles Muro Ciudad Juarez, 2010
#MayYouLiveInInterestingTimes @BiennaleArte2019 #Venezia

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Autore

- Salentina di nascita e milanese di rinascita, Clelia - figlia di due pittori - dopo il Liceo Artistico si dedica a radio e tv occupandosi di programmi musicali per i quali ha intervistato i grandi protagonisti della musica italiana. Ma l'arte rappresenta il suo primario interesse e da quattro anni ne scrive, prima con il suo blog Artos, ora per Artslife, Hestetika e IlGiornaleOff. Con Walk in Art ci racconta in tre minuti le mostre che la appassionano di più per ArtsLifeTV


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