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Pubblicato il: lun 20 Mag 2019
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L’arte contemporanea nella campagna toscana: tre opere permanenti a Ghizzano

David Tremlett, Via di Mezzo, Ghizzano. Ph.(c)️Li Zhao

David Tremlett, Via di Mezzo, Ghizzano. Ph.(c) Li Zhao

Dal 23 maggio a Ghizzano (Pisa) troveranno spazio le opere permanenti di Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco per Ghizzano.  L’evento, a cura di Antonella Soldaini si inserisce nell’ambito di una strategia culturale che ha preso avvio alla fine degli anni Novanta ed è a tutt’oggi in pieno sviluppo.

Aggirandosi per le vie di Ghizzano, frazione di Peccioli (Pisa), le stradine conduco con sicurezza per le piccole chiese e la biblioteca, fino a raggiungere la grande villa rinascimentale che domina gli edifici adiacenti. Da ogni punto del paese si riesce a scorgere la campagna circostante e dal 23 maggio il paesaggio si arricchisce delle opere del trio di artisti chiamati a collaborare con le loro differenti sensibilità al delicato tema dell’opera pubblica: Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco.

Alicja Kwade (Polen, 1979), Solid Sky, 2018

Alicja Kwade (Polen, 1979), Solid Sky, 2018

Segnare il territorio, inserirsi nelle venature delle sue strade per arrivare al suo cuore, ma senza alterarlo. Questa è l’intenzione dell’artista di origine polacca Alicja Kwade, che vive a Berlino e arriva in Toscana con una pietra azzurra proveniente dal Sud America. Azul Macaubas il suo nome, SolidSky la scultura che ne deriva. L’artista, presente anche alla Biennale d’Arte di Venezia 2017, è al suo primo lavoro permanente in Italia: una grande pietra dalle venature azzurre che confluiscono talvolta in abissi blu intensi. L’opera, sebbene presenti misure e pesi ragguardevoli, rimane profondamente anti-monumentale, invitando al contatto.

David Tremlett ha già operato nei pressi di Ghizzano (presso la discarica di Legoli, 2018), forse per questo si muove con piacere per le sue strade ciottolate. E proprio durante una di queste passeggiate svicola per un passaggio misterioso, anonimo per un verso ed evocativo per un altro: la Via di Mezzo. In questa strada dal carattere ambiguo, poco considerata nonostante l’apertura sulla campagna a cui conduce, Tremlett sviluppa un progetto che prevede una serie di wall drawings da effettuare sulle facciate delle case. Dall’osservazione delle morbide colline che circondano il paese si determina la scelta dei colori, marrone e verde. Una strategia che lascia confluire il paesaggio all’interno del paese e rende la Via di Mezzo un reale passaggio integrante tra la città e la campagna che la assorbe.

Patrick Tuttofuoco, Elevatio corpus, Ghizzano

Patrick Tuttofuoco, Elevatio corpus, Ghizzano

Sculture in marmo, neon e ferro si distinguono dal paese emergendo visivamente. Elevatio corpus l’unico titolo che raccoglie le tre sculture di Patrick Tuttofuoco, situate in punti nevralgici del paese e svettanti come torri di controllo. Lo spunto per realizzare le opere sono alcuni dettagli dei personaggi raffigurati da Benozzo: San Sebastiano, San Michele e San Giovanni. Si tratta di un ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli che in queste zone è stato attivo in un momento particolare della sua vita. I fatti risalgono al 1479 quando la peste costrinse l’artista che stava lavorando a Pisa, a trasferirsi con tutta la famiglia a Legoli, a pochi chilometri da Ghizzano, dove esegue la decorazione di un tabernacolo. Da questa opera Tuttofuoco trae lo spunto per le sue sculture nate da un dettaglio e destinate a diventare protagoniste del paesaggio urbano di Ghizzano.

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