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Pubblicato il: dom 19 Mag 2019
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DA VENEZIA. La riscoperta di un personaggio incredibile. Luigi Pericle oltre il visibile

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Riemerge dall’oblio l’opera di Luigi Pericle, come un tesoro nascosto e quasi dimenticato, grazie alla scoperta della sua villetta ad Ascona da parte dei coniugi Greta e Andrea Biasca Caroni. Dall’11 maggio al 24 novembre 2019, in concomitanza con la 58. Esposizione Internazionale d’Arte, una parte del prezioso archivio verrà esposta alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia con la mostra Beyond the Visible, a cura di Chiara Gatti.

L’opera di Luigi Pericle (1916 – 2001) riemerge dall’oblio come un tesoro nascosto e quasi dimenticato. Non meraviglia la poca conoscenza di questo maestro eclettico e visionario, dopo una carriera costellata da importanti esposizioni e riconoscimenti, sul finire degli anni Settanta decide infatti di ritirarsi in un otium privato e silenzioso. Il suo nome torna a riecheggiare grazie ai coniugi Greta e Andrea Biasca Caroni i quali, nel 2016, hanno acquistato all’asta la casa dell’artista di origine italiana ma naturalizzato svizzero. Nessuno avrebbe immaginato cosa potesse svelarsi aprendo le porte di quella villetta nascosta nel Canton Ticino proprio sopra Ascona: la mostra Beyond the Visible, curata dalla storica dell’arte e giornalista Chiara Gatti, propone un’attenta selezione di 50 opere tra dipinti su tela e chine su carta, oltre che testimonianze inedite, appunti autografi e pagine di diario, frutto di un approfondito lavoro di recupero critico e filologico.

6_Luigi Pericle, Matri Dei d.d.d., China su carta, 1963, 42 x 60 cm

Luigi Pericle, Matri Dei d.d.d., China su carta, 1963, 42 x 60 cm

La rivalorizzazione di questo patrimonio inaspettato, venuto alla luce dopo 15 anni di totale misconoscenza, non consiste solamente nell’illuminare nuovamente la figura di Luigi Pericle e far conoscere ai più la sua storia, ma è la scoperta di un mondo che mai finora era stato mostrato e che si nutre delle più eterogenee discipline, dalla letteratura all’ufologia, dalla medicina cinese all’arte egizia, dalle pratiche omeopatiche all’astrologia. Tutti questi stimoli, alimentati da una curiosità inappagabile, confluiscono in un’indagine sul linguaggio pittorico che prende le mosse sin dai primi anni della sua attività di artista e pensatore, quando decide a sedici anni di lasciare la scuola d’arte deluso dai metodi di insegnamento.

Luigi Pericle, Uranian Golem II (Golem Uraniano II), Matri Dei d.d.d., 1964, Tecnica mista su tela, 55 x 34 cm

Luigi Pericle, Uranian Golem II (Golem Uraniano II), Matri Dei d.d.d., 1964, Tecnica mista su tela, 55 x 34 cm

Già all’altezza del suo tempo, e forse oltre, il successo travolge precocemente Pericle. Attorno a lui si raccolgono i nomi di importanti figure legate al panorama artistico europeo e internazionale, dal collezionista Peter G. Staechelin -il quale nel 1959 dona a lui e a sua moglie Orsolina Klainguti la casa di Ascona- a Herbert Read della Tate Gallery, da Hans Hess, curatore della York Art Gallery, ai titolari della Arthur Tooth & Sons Gallery di Londra grazie ai quali espone negli anni Sessanta accanto a Tàpies, Dubuffet, Mathieu e Picasso. Uomo eclettico e instancabile sperimentatore, affianca alla pratica pittorica anche quella di fumettista, che tuttavia scinde firmandosi con il cognome Giovannetti: con la nascita nel 1951 della marmotta Max, protagonista dell’omonimo fumetto, la sua fama internazionale lo porta a collaborare come illustratore con l’editore Macmillan di New York e quotidiani e periodici come il Washington Post, Herald Tribune o Punch.

Luigi Pericle, Mahâkâlî (Grande Kali), Matri Dei d.d.d., 1965, Tecnica mista su tela, 129,5 x 80 cm

Luigi Pericle, Mahâkâlî (Grande Kali), Matri Dei d.d.d., 1965, Tecnica mista su tela, 129,5 x 80 cm

Gli anni Sessanta sono quelli caratterizzati da un’inarrestabile energia creativa e durante i quali realizza le sue più importanti esposizioni legate soprattutto a Martin Summers, gallerista e curatore alla Arthur Tooth & Sons Gallery, e Hans Hess, con la cui collaborazione -nel 1965- per una personale itinerante attraverso la Gran Bretagna (tra York, Newcastle, Hull, Bristol, Cardiff e Leicester) si ritira dai riflettori che lo avevano illuminato fino a quel momento rifugiandosi nel paradiso anarchico della mistica Collina dell’Utopia, sopra Ascona, culla della controcultura europea del XX secolo e dove è rimasto fino alla sua “resurrezione”.

Ritratto fotografico del pittore Luigi Pericle

Ritratto fotografico del pittore Luigi Pericle

Informazioni utili

Luigi Pericle
Beyond the Visible

dall’11 maggio al 24 novembre 2019

Fondazione Querini Stampalia
Campo Santa Maria Formosa 5252
30122, Venezia

[*Luigi Pericle e Orsolina Klainguti]

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