meeting art istituzionale
Pubblicato il: dom 19 Mag 2019
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La violenza dell’uomo sull’uomo. 15 mila farfalle nere per “l’ora dannata” di Carlos Amorales a Milano

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

Fino all’8 luglio è possibile ammirare alla Fondazione Adolfo Pini di Milano L’ora dannata di Carlos Amorales (Città del Messico, Messico, 1970). La mostra, curata da Gabi Scardi, fa parte di un percorso dedicato all’arte contemporanea già in atto nella Fondazione e guidato da Adrian Paci. Inaugurata in occasione della Milano Art Week, la mostra ha raggiunto da subito un grande successo grazie all’installazione di dimensione ambientale Black Cloud, a cui sono aggiunti elementi provenienti da un precedente progetto dell’artista presentato alla Biennale di Venezia nel 2017, Life in the folds.

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

Già percorrendo lo scalone d’ingresso ci si immerge completamente in Black cloud, un’immensa nuvola di farfalle nere che conducono lo spettatore fino alle sale principali dell’edificio ottocentesco, i cui arredi sono anch’essi infestati dallo sciame. Le 15.000 farfalle di carta, ritagliate e incollate a mano sulle pareti della struttura, accompagnano lo spettatore alla visione delle opere del progetto Life in the folds, dove viene messo in scena il tema della violenza dell’uomo sull’uomo.

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

Il tema della migrazione e della xenofobia emerge tramite The cursed village, un video di animazione dove una famiglia lascia il suo villaggio per uno nuovo e viene linciata; a muovere i fili della vicenda è un burattinaio, metafora della manipolazione a cui la storia e le nostre azioni sono sottoposte. Tali personaggi e vicende prendono forma per la prima volta sui fogli dello storyboard, anch’esso in mostra. Le ocarine formano un linguaggio nuovo fatto di segni, astratto e illeggibile, che può però essere suonato ed è proprio la loro melodia che accompagna in sottofondo il video. Infine, le sagome umane della Protesta fantasma, impresse sulle pareti come se le avessero attraversate, si proteggono gli occhi da ciò che vedono.

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

In questa mostra fatta di immagini e segni si colgono i tratti cari alle ricerche dell’artista: l’interesse sia verso il linguaggio, le immagini e il loro costante rinnovamento sia verso i meccanismi e le manipolazioni che si celano dietro la comunicazione. Quella di Amorales è una ricerca basata non solo sull’arte visiva ma anche sull’animazione, la poesia e la musica, un insieme volto a creare una narrazione per la presa di conoscenza del presente e delle sue tensioni.  L’invito è di identificare l’origine dei nostri fantasmi, di averne consapevolezza e di riconoscerne la valenza ideologica.

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

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L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

L’ora dannata di Carlos Amorales

Informazioni utili

L’ora dannata. Carlos Amorales

Fondazione Adolfo Pini – Corso Garibaldi 2, Milano

2 aprile – 8 luglio

Dal lunedì al venerdì 10.00– 13.00 / 15.00– 17.00

http://www.fondazionepini.net/mostra/carlos-amorales-lora-dannata/

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