meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 16 Mag 2019
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Tra Natura Morta e Metafisica: il mistero delle cose in mostra a Pavia

Giorgio de Chirico, Frutta con sfondo di paese, 1956

Giorgio de Chirico, Frutta con sfondo di paese, 1956

Natura Morta e Metafisica si incontrano attorno al tema dell’oggetto. De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose è la mostra che racconta questo inedito accostamento. A Pavia dal 19 aprile al 28 luglio 2019.

Il soggetto artistico della Natura Morta e la corrente della Metafisica condividono un’analoga attenzione per l’oggetto, colto in un preciso meditabondo momento di espansione simbolica. La sua trasposizione pittorica rivela infatti la sua essenza più intima, celata dietro il suo utilizzo quotidiano e ignorata dal nostro veloce procedere di fronte ad esso. Immortalato sulla tela l’oggetto ha invece tutto il tempo (e lo spazio) per ampliarsi nei dettagli e accogliere una precisa analisi di sé, scoprendo e riscoprendosi depositario di un mistero difficilmente afferrabile per intero.

Filippo de Pisis, Vaso di fiori, 1932 circa

Filippo de Pisis, Vaso di fiori, 1932 circa

I Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia dedicano una mostra a questa tematica: De Chirico, De Pisis, Carrà. La vita nascosta delle cose, 19 aprile – 28 luglio 2019. Curata da Antonio D’Amico, con la collaborazione di Elena Pontiggia e Maria Silvia Proni, la mostra propone un dialogo inedito tra i maestri del Seicento e del Novecento italiani sul tema delle Nature Morte di caravaggesca ispirazione e le Vite Silenti di stampo metafisico.

Ardengo Soffici, Natura morta, 1915-1916

Ardengo Soffici, Natura morta, 1915-1916

Paolo Porpora, Giovanni Battista, Giuseppe Recco e Giovanni Battista Ruoppolo dialogano con De Chirico, De Pisis e Carrà all’interno di un percorso di 60 opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane e straniere. Il valore simbolico degli oggetti si trova qui declinato nelle sue forme più evocative, strettamente legato alla vita e alla poetica delle piccole cose.

Giorgio de Chirico, Gli Archeologi, 1961 circa

Giorgio de Chirico, Gli Archeologi, 1961 circa

La mostra è inoltre occasione per ammirare anche Gli Archeologi, opera in cui De Chirico adopera un tempietto addossato a un masso roccioso, ripreso da un dipinto appartenuto a De Pisis, suggellando così la loro amicizia anche attraverso il linguaggio pittorico

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