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Pubblicato il: gio 16 Mag 2019
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Sette ragazze imperdonabili, il primo libro di Maria Antonietta

Sette ragazze imperdonabili, il primo libro di Maria AntoniettaSette ragazze imperdonabili, il primo libro di Maria Antonietta: «Il femminismo è una tensione alla comprensione»

La cantante Maria Antonietta ci ha raccontato in un’intervista il suo primo libro Sette ragazze imperdonabili che presenterà dal vivo in una serie di speciali reading-concerti. In tour a partire da sabato 11 maggio. Lo scorso 18 marzo è uscito per Rizzoli Sette ragazze imperdonabili, il libro di esordio di Letizia Cesarini che conosciamo dal 2012 in veste di Maria Antonietta. L’esordio della cantautrice di Pesaro nel mondo della letteratura prende una forma del tutto particolare e coraggiosa, in linea con il suo personaggio e il suo percorso fino a oggi.

Radicali, impazienti, oneste e spesso antipatiche, ecco le 7 sorelle maggiori di Maria Antonietta: Cristina Campo, Etty Hillesum, Antonia Pozzi, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva e Giovanna d’Arco.
La forma è quella di un Libro d’Ore medievale reso in una chiave, da lei stessa definita, stramba e laica per rendere omaggio ad alcune precise figure femminili, importanti per la sua formazione e ispirazione.

Attraverso le storie, le voci e le personalità di queste 7 donne (più una), Maria Antonietta affronta temi ricorrenti nella vita di tutti noi come quello delle aspettative, di come affrontarle e del coraggio di battersi, e lo fa in versi, in prosa e con dei collage rispettando una forma antica ma nello stesso tempo tanto attuale.

In coda aspettando il bus e in quei momenti di attesa che normalmente richiamerebbero lo scrolling selvaggio da social, non sarebbe del tutto fuori luogo estrarre dalla propria borsa questo strambo Libro d’Ore e farsi illuminare quel preciso momento della giornata dalle parole di queste 8 donne.

Per presentare al pubblico questa opera di omaggio alle sue muse ispiratrici, Letizia ha scelto il format del reading-concerto e proprio all’inizio del tour abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lei su questo nuovo progetto.Sette ragazze imperdonabili, il primo libro di Maria Antonietta

Com’è nata l’esigenza di comunicare al pubblico attraverso un nuovo (almeno per te) media, il libro? Come è nato Sette Ragazze Imperdonabili?
I libri fanno parte della mia vita da prima dei dischi. Sono stata prima una lettrice e poi un’ascoltatrice di musica: le parole sono venute prima di tutto il resto. Questa idea di scrivere un libro, soprattutto di poesia, era qualcosa che da sempre mi apparteneva.
Un sogno da realizzare insito in un percorso partito invece dai dischi e dalla mia attività di cantautrice, ma che si è evoluto in maniera naturale in questa direzione. Negli ultimi due anni avevo accumulato un bel po’ di poesie, mi ero presa un impegno con me stessa: scrivere una poesia al giorno, anche se non avevo in quel momento una particolare urgenza di dire una cosa specifica o anche se non mi sentivo particolarmente creativa.
È stato per me un esperimento di creatività, per capire quanto il mito dell’ispirazione fosse reale e quanto fosse un lavoro, cosa che credo fortemente e che è stata dimostrata da questo esperimento.
Sette Ragazze Imperdonabili è nato quindi dal materiale accumulato e dalla volontà di rendere omaggio a una serie di autrici e donne molto radicali che mi hanno ispirato tantissimo negli anni e con le quali avevo contratto una specie di debito.

Nella prefazione spieghi chiaramente cosa accomuna queste donne: il non essersi piegate ad uno stereotipo e il coraggio di battersi per i propri ideali.  Come le hai scelte? Come le hai incontrate nel tuo percorso di vita?
Diciamo che quando ho dovuto scegliere le protagoniste del mio libro la scelta è ricaduta su queste figure in maniera abbastanza lineare, non erano molte le candidate che sono rimaste fuori. Sono queste 7 le donne che mi hanno effettivamente accompagnata di più e in maniera più forte negli anni della mia formazione, di ora e di sempre.
Ognuna di loro l’ho incontrata per una casualità. Giovanna d’Arco, per esempio, è stata la prima e mi ci sono imbattuta grazie al film di Carl Theodor Dreyer (La passione di Giovanna d’Arco). Dopo aver visto il film mi sono appassionata alla sua figura, ho cominciato una ricerca compulsiva e un po’ ossessiva sulle fonti, saggi e articoli per andare a ricostruire la sua storia. Sylvia Plath invece l’ho conosciuta al liceo quando mi sono imbattuta in una sua poesia, Daddy, sull’antologia di letteratura inglese.
Quando cominci ad appassionarti a una serie di autrici ti rendi conto che pian piano si costruisce una specie di misterioso percorso in cui gli autori che preferisci sono legati ad altri autori che impari a conoscere. Cristina Campo, a esempio, ha tradotto un sacco di poesia e quindi alla fine ci arrivi per vie misteriose e capisci che gli autori a cui ti affezioni di più devono a loro volta aver avuto una particolare affezione per un altro autore con cui riscopri una familiarità.
Si costruisce via via una sorta genealogia affettiva tra tutte queste persone che scopri negli anni. Ma molto spesso è anche solo curiosità e azzardo.

Sette ragazze imperdonabili è una lettura che può essere affrontata in pillole adattandosi ai momenti della tua giornata, come a dire se ti sentissi un po’ sola ecco altre 7 ragazze (+1) a farti compagnia. Com’è nata questa scelta di replicare un “Libro d’Ore”?

La scelta di questo formato è abbastanza bizzarro e lontano dal nostro immaginario. Il Libro d’Ore è un libro di tradizione medievale, libro di preghiera e devozione privata. I nobili commissionavano questi libretti in cui la giornata veniva scandita secondo le ore liturgiche, dal Mattutino a Compieta, e per ogni ora il fedele poteva avere a disposizione delle letture, dei salmi. Era un modo per pregare, per riflettere e per farsi illuminare da una parola durante la loro giornata. Quando mi sono resa conto che in fondo anche il mio era un libro di devozione, allora ho pensato al formato del libro di devozione per eccellenza, essendo tra l’altro appassionata di medioevo non potevo non averlo in mente.
In un Libro d’Ore ci sono poesie, letture ma anche un corredo visivo. E quindi ho inserito poesie, racconti e immagini sotto forma di collage (visto che ovviamente non sono capace di fare miniature, purtroppo) e ne ho fatta una versione assolutamente laica e bizzarra che però ricalca il modello per questo senso di devozione.
Come incipit ad ognuna delle ore ho inserito un verso o una citazione delle rispettive autrici, perché effettivamente le loro parole hanno illuminato le mie giornate.

Seppur si affrontano temi universali e diciamo senza genere il tuo approccio è molto femminista. Pensi che per la donna oggi sia ancora più difficile farsi riconoscere e prendere sul serio, ad esempio nell’ambito musicale a cui appartieni?
La ricerca che faccio è sicuramente una ricerca femminista, però penso che ultimamente il femminismo corra il rischio di cadere in una trappola, quella di esplicitarsi e poi andare avanti per slogan. Il femminismo molto spesso ha una dinamica di scontro intrinseca, in cui si continua a rinfacciarsi una reciproca mancanza, colpevolezza e debolezza.
Per me, invece, il femminismo è una tensione alla comprensione, un modo per rendersi vicendevolmente comprensibili per andare insieme oltre, senza escludere nessuno da qualcosa o mettersi al riparo dentro ad un recinto di genere.
Non ho nessuna intenzione di dimostrare una superiorità morale o intellettuale di genere. I temi che affronto riguardano tutti, non c’è un genere che avrebbe la prerogativa di spiegare cosa sia l’amore, la solitudine o la difficoltà. Tutti temi che mi stanno a cuore e che comprendono ampiamente anche gli uomini.
Sicuramente è un dato, e non mi pare troppo un’interpretazione, che le donne ancora oggi scontano una difficoltà maggiore. Credo che la cosa più difficile per una donna stia nell’acquisire credibilità e nell’essere presa sul serio in quello che si sta facendo, soprattutto in campo artistico e in quello della scrittura.
Per fortuna sono sempre stata circondata da persone meravigliose lavorativamente parlando, ma in generale per una donna è più difficile raccogliere credibilità, per arrivarci te la devi sudare il doppio. Lo dico a malincuore: anche se penso che una donna non debba mai cercare delle scuse e degli alibi, bisogna però prendere atto che la credibilità, a volte, è una prerogativa più maschile che femminile.

Nel 2017 avevi già affrontato il format del reading con 5 appuntamenti di poesia cantata, come pensi che queste modalità di incontro con il pubblico possano cambiarne l’esperienza rispetto ad un concerto più classico?
L’esperienza del reading del 2017 era dedicata a delle poesie non mie, ma di quelle autrici che poi sono finite dentro al mio libro come la Dickinson o la Szymborska. Quando tiri fuori la poesia dal suo contesto più naturale, che è quello della forma scritta e della lettura solitaria, e la presenti, non solo con una lettura a voce alta e in compagnia di un pubblico, ma anche con un arrangiamento pensato ad hoc per quelle parole, è come se anche il pubblico più diffidente ne percepisse una freschezza nuova, un passo diverso.
È stato un esperimento molto divertente e che mi è piaciuto tantissimo, quindi quando ho scritto il libro ho pensato di replicarlo.
Nel tour di Sette ragazze imperdonabili leggerò alcune poesie e racconti accompagnati a delle musiche scritte ad hoc per questo spettacolo che faranno da ponte tra le varie letture in un effettivo concerto-reading. Il tentativo sperato è quello di far dialogare la poesia e la musica e di creare qualcosa di ibrido ma che aiuti a vincere un pregiudizio nei confronti della poesia, che per me rimane la cosa più incredibile di cui disponiamo e che troppe volte diamo per scontata.
In questo tour sono accompagnata da un musicista Daniele Rossi che si porta dietro una serie di strumenti interessanti come chitarra baritona, violoncello, tastiere e banjo. Ci siamo trovati a costruire delle musiche e degli arrangiamenti, sia per i brani che per le letture, che effettivamente ti portano in un’altra dimensione. Era quello che volevo fare anche per i brani, dopo tutto un tour in cui ti ritrovi a suonarli ovviamente nella stessa forma, rigenerarli in una nuova versione di veste e sapore ti serve anche per farne riacquistare freschezza.
L’esperienza è diversa sia per me che per il pubblico, è tutto molto meno fisico e c’è un altro tipo di interazione, differente, né migliore né peggiore.

Una ragazza imperdonabile dei giorni nostri chi sarebbe?
Sicuramente non è esattamente più una ragazza, ma per me lo sarà sempre. È stata la prima ragazza imperdonabile che ho conosciuto ed è Courtney Love.

Se dovessi chiederti chi ritieni essere un poeta o poetessa nello scenario della musica italiana oggi chi sarebbe?
Un grande poeta è sicuramente Edda (ndr, cantante e chitarrista milanese è stato la voce del gruppo Ritmo tribale formatosi negli anni 80 a Milano per poi iniziare una carriera da solista nel 2009).Sette ragazze imperdonabili, il primo libro di Maria Antonietta

Queste le prime date dei reading-concerti Sette Ragazze Imperdonabili 

11.05 Parma, Galleria San Ludovico – Inaugurazione Mostra Joan Cornellà
17.05 Firenze, In Flore – Dialoghi tra musica e letteratura (presentazione)
19.05 Urbino, Urbino e le Città del Libro
30.05 Soliera (MO), Festa del Racconto
01.06 Brescia, Sottovuoto Festival
02.06 Bologna, Biografilm
23.06 Correggio (RE), gARTen
28.06 Putignano (BA), Fatti di Storie
29.06 San Gimignano (SI), Nottilucente
11.07 Cagliari, Waves Festival
19.07 Vialfrè (TO), La Tempesta nel bosco @ Apolide Festival (presentazione)
20.07 Cortemaggiore (PC), Fillmore Festival
29.08 Roma, Giardino di Monk
27.09 Cori (LT), inKiostro – Chiesa di Sant’Oliva

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