meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 16 Mag 2019
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La Superficie Accidentata. Al via la rassegna di videoarte di Fourteen ArTellaro

Fourteen ArTellaro, Luca Vitone - Per l'etenità - coutesy l'artista

Fourteen ArTellaro, Luca Vitone – Per l’etenità – coutesy l’artista

Torna la rassegna di videoarte curata da Gino D’Ugo nel suggestivo borgo ligure di Tellaro. Fra gli artisti presenti Luca Vitone, Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Massimo Mazzone, Giovanni Gaggia

A partire dal 18 e il 19 maggio Tellaro si animerà grazie alla rassegna di videoarte curata da Gino D’Ugo, titolata La Superficie Accidentata e che si svolgerà tra il caratteristico spazio ed “osservatorio per l’arte contemporanea” Fourteen e l’antico oratorio sconsacrato Inselàa. “La superficie accidentata è una superficie che non presenta più la caratteristica dell’immacolato, del semplice, dell’inespressivo e del vacuo. Ha i segni e la memoria di accadimenti, è un luogo sconnesso e impervio, ha i suoi rilievi e le sue profondità, le sue scomodità se non i suoi tormenti. Spalanca le finestre e abbatte le superfici per vedere cosa c’è dentro se non dietro. Non consente che qualsivoglia cosa attecchisca facilmente e maggiore è la sua profondità maggiore diventa il lavoro volto a svelare i suoi enigmi e le sue memorie. Così la white box di Tellaro si prepara all’accidente creativo o forse a svelare accidenti sociali e psicologici del nostro quotidiano o del nostro remoto”. È così che il curatore – e artista – Gino D’Ugo racconta cosa sia tale “superficie accidentata”, nella vacuità del nostro tempo, del nostro immaginario, ristretto a limiti percorsi secondo un’ingabbiatura che obnubila il sapere, la volontà di conoscenza e di analisi del reale e del nostro tempo. Ecco, pertanto, che D’Ugo ha immaginato una conversione dello status quo invitando circa trenta artisti ad una corale riflessione che si svolgerà attraverso il medium del video. La rassegna, che prenderà avvio nello storico Oratorio sconsacrato Inselàa, edificio a picco sul mare del XVI secolo, proseguirà poi nello spazio Fourteen, dove le opere video, suddivise in loop da 5 ed 8 video per sessione, ruoteranno per un mese, con cadenza settimanale, sino al prossimo settembre. Gli artisti invitati fondono le loro peculiarità, le loro differenze, al fine di “mostrare” per frammentarietà od omogeneità quanto sia necessario proteggere l’essenzialità del pensiero, dell’azione e dell’interpretazione mediante l’arte.

Fourteen ArTellaro, Filippo Berta HOMO HOMINI LUPUS - courtesy l'artista

Fourteen ArTellaro, Filippo Berta HOMO HOMINI LUPUS – courtesy l’artista

La rosa di artisti prevede alcuni nomi già noti a Fourteen ArTellaro, come Sandro Mele, Alessandro Brighetti, Massimo Mazzone, Nicoletta Braga, Christian Ciampoli – che torna in collaborazione con Silvia SbordoniMarina Paris con Alberto D’Amico. A tali “azioni artistiche” s’accompagnano esperienze ex post, come Solarium, la post produzione video dell’installazione del 2018 di Iginio De Luca o il backstage dei Radio Zero, ma anche il video di Giovanni Gaggia, Tutto l’inizio, la fine, interamente ideato e girato sul territorio. Cosa similare accade anche per i lavori presentati da Daniela Spaletra e Luca Monzani. La superficie accidentata, prevede, inoltre, una tensione verso vocazioni dirette alla visione “politica” dell’arte e, a tal riguardo, concorrono i video del Colectivo Democracia o di Alain Urrutia, o quello di Luca Vitone. Tuttavia, al richiamo etico tendono anche i lavori di Elena Bellantoni, Filippo Berta, Silvia Giambrone, Giampaolo Penco, Mauro Folci e Laura Pinta Cazzaniga. Chiudono, poi, video che si interrogano su quella che può intendersi come l’accidentalità del nostro tempo: ed ecco le opere di Philipp Gufler, Simone Cametti, Anuar Arebi, Elena Nonnis, Franco lo Svizzero, Alice Schivardi, Federica Gonnelli, Fabrizio Cicero, Fiorella Iacono, Sonia Andresano e Calixto Ramirez Correa. Fourteen ArTellaro si conferma come vero “osservatorio” ove l’azione di pensiero e di arte giunge per irradiarsi non già e non solo nella dimensione estetica, quanto, piuttosto, in quella di coscienza, contro l’assopimento della ragione critica.

Azzurra Immediato

Fourteen ArTellaro, THE BEAUTY AND THE BEAST, Elena Bellantoni – courtesy l’artista

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Autore

- Azzurra Immediato, storica e critica d’arte, nasce a Benevento e vive a Bologna dove ha studiato Arte al DAMS e successivamente Storia dell’Arte Medievale e Moderna, presso l’Alma Mater Studiorum. Approda al contemporaneo dopo anni di lavoro nelle HR, collaborando con giovani riviste online, scrivendo di arte, design, teatro e cinema. Ha seguito e segue diversi artisti emergenti e non, da diversi anni coopera con alcune gallerie in veste di critico, in particolare nel lavoro di ideazione, scrittura e redazione di cataloghi e libri d’arte, curatela per mostre monografiche e collettive; lavora, inoltre, ad allestimenti e progetti artistici d’altra natura. La sua passione per la fotografia le permette di tendere verso la ricerca di nuovi linguaggi e negli ultimi anni, oltre alla propria affezione, ha curato e diretto alcune mostre in collaborazione con fotografi italiani e stranieri, in musei nazionali o festival, insieme con progetti di beneficenza e arte terapia dal patrocinio universitario. Assegna alla cultura un ruolo centrale nell’esistenza umana e alla curiosità per il mondo un valore da non dimenticare mai.


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