meeting art istituzionale
Pubblicato il: mar 14 Mag 2019
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DA VENEZIA. Dai Fortuny al Padiglione Ghana, il meglio da vedere a Biennale Arte & C.

I Fortuny a Palazzo Fortuny (foto Luna Hoei Cini)

I Fortuny a Palazzo Fortuny (foto Luna Hoei Cini)

Una libera e immancabilmente parziale wish list da suggerire a chi arriverà a Venezia fra estate e autunno. Per districarsi in un’offerta artistica che non ha eguali al mondo

La prima considerazione capita di farla a ogni edizione della Biennale Arte di Venezia, ma quest’anno ci sembra se possibile più fondata che in passato: il profluvio di grandi mostre, fra antologiche di personaggi storicizzati, collettive di ricerca, focus su artisti da scoprire o rilanciare, che si vede in questo periodo in Laguna non ha eguali al mondo, specie se rapportato all’ambiente che è quello di una cittadina relativamente piccola, con poche diecine di migliaia di abitanti. Considerazione altrettanto scontata: nei pochi giorni dell’opening, tempestati da inaugurazioni, anteprime, presentazioni, è letteralmente impossibile per chiunque visitarle tutte. Ciò non ci frena tuttavia dal suggerire le migliori fra quelle che abbiamo visto, assieme a (non molti) spunti positivi dalla Biennale…

I FORTUNY A PALAZZO FORTUNY

Negli anni scorsi l’affascinante, sensuale, fiabesco palazzo, ed i suoi illustri ed eclettici inquilini, ammaliavano i visitatori restando sullo sfondo dello straordinario ciclo di mostre – da Artempo a Infinitum – congegnato dalla direttrice Daniela Ferretti (a breve una sua intervista su ArtsLife) con il collezionista e gallerista belga Axel Vervoordt. Quest’anno arriva la sublimazione, con la mostra che mette al centro proprio l’edificio ed i personaggi che gli danno il nome, da Mariano Fortuny y Marsal al più noto figlio Mariano Fortuny y Madrazo. Dipinti, tessuti, sculture, bozzetti, oggetti personali e da collezione: il tutto raccontato dal più bel catalogo d’arte che sia mai apparso sulla terra…

Il Padiglione del Ghana

Il Padiglione del Ghana

PADIGLIONE GHANA

Per il suo esordio alla Biennale Arte, lo stato africano non poteva scegliere una mostra migliore (avrebbe meritata almeno una menzione, altro che Belgio…). Una pattuglia ottimamente assortita di grandi artisti, da El Anatsui a Lynette Yiadom Boakye, a Ibrahim Mahama: con un’atmosfera straordinariamente identitaria, e la giusta “temperatura” creativa…

Jannis Kounellis, Fondazione Prada, Venezia (foto Luna Hoei Cini)

Jannis Kounellis, Fondazione Prada, Venezia (foto Luna Hoei Cini)

JANNIS KOUNELLIS ALLA FONDAZIONE PRADA

La prima grande retrospettiva dopo la scomparsa dell’artista, un curatore del calibro di Germano Celant, un’organizzazione come quella di Prada, capace di ottenere tutti i prestiti necessari e di curare il tutto sui massimi livelli. Non ne poteva uscire che una mostra perfetta, che – volendo proprio rilevare qualcosa – paga in qualche caso l’”horror vacui” che a volte assilla Celant: 3 o 4 opere in meno eliminerebbero anche le infinitesimali sbavature…

Sun Yuan e Peng Yu nella mostra internazionale della Biennale

Sun Yuan e Peng Yu nella mostra internazionale della Biennale

SUN YUAN E PENG YU AL PADIGLIONE CENTRALE DELLA BIENNALE

La mostra internazionale curata da Ralph Rugoff non entusiasma, diciamolo chiaro: e con il passare dei giorni lascia sempre più una sensazione di freddo, di omologazione, di smarrimento: dove va l’arte oggi? Sulla barca di Büchel o nei film di guerra di Marclay? Non mancano ovviamente eccezioni: come questo robot in gabbia che magnetizza gli sguardi appropriandosi della posizione principe nella sala centrale, “quasi come creatura catturata ed esposta”. Per gli autori Sun Yuan e Peng Yu “il liquido incontrollabile che la macchina cerca costantemente di contenere è un’incarnazione di quello che i due artisti considerano la fondamentale elusività dell’arte, il suo ostinato rifiuto di essere catturata ed incasellata”…

Helen Frankenthaler a Palazzo Grimani

Helen Frankenthaler a Palazzo Grimani

HELEN FRANKENTHALER A PALAZZO GRIMANI

Un percorso alla scoperta di uno dei grandi nomi della pittura americana del secondo dopoguerra, che ripercorre 40 anni di produzione attraverso poche opere (14, tutte provenienti dalla collezione della Helen Frankenthaler Foundation), ma capaci di restituire all’autrice una dimensione chiave nelle volubili dinamiche pittoriche degli USA dagli anni Sessanta in avanti…

Voluspa Jarpa al Padiglione Cile

Voluspa Jarpa al Padiglione Cile

PADIGLIONE CILE

Voluspa Jarpa estremizza l’ingaggio politico e sociale della sua arte, incarnando un approccio che abbiamo spesso criticato nella scena creativa internazionale di questi anni. Ma lo fa con una qualità, una raffinatezza e un’intensità tali da rendere la sua mostra all’Arsenale una delle (non molte) tappe da non mancare…

Alberto Burri alla Fondazione Cini (foto Luna Hoei Cini)

Alberto Burri alla Fondazione Cini (foto Luna Hoei Cini)

ALBERTO BURRI ALLA FONDAZIONE CINI

Valgono certe riflessioni già proposte per Kounellis: luogo prestigioso, curatore impeccabile (Bruno Corà, peraltro presidente della Fondazione Burri di Città di Castello), grandi mezzi per presentare alla platea biennalesca una delle mostre più complete mai viste del grande artista umbro. Dai legni al ferri, dalle plastiche ai cretti, un crescendo rossiniano che nell’allestimento culmina nell’ultima sala con uno straordinario enorme Cellotex…

Padiglione Francia, Biennale Arte 2019, Laure Prouvost

Padiglione Francia, Biennale Arte 2019, Laure Prouvost

PADIGLIONE FRANCIA

Molti hanno dovuto saltarlo, a causa delle lunghissime file che si sono create davanti all’ingresso fin dal primo giorno. E pochi hanno potuto metabolizzarlo con i tempi che richiede l’articolata partitura proposta da Laure Prouvost per quello che molti indicano come uno dei migliori padiglioni nazionali di questo 2019 a Venezia (anche qui ignorato dalla giuria). Che stravolge l’esistente fin dall’ingresso, spostato al piano interrato: mettendo poi in discussione concetti come nazionalità, identità, linguaggio, con grande coscienza dei mezzi ed equilibrio emozionale…

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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