meeting art istituzionale
Pubblicato il: mar 14 Mag 2019
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DA VENEZIA. Incendiare il Ponte dei Sospiri! Il dialogo di Jean Dubuffet con la città di Venezia

Jean Dubuffet

Jean Dubuffet e Venezia, Palazzo Franchetti| Foto Artslife

Jean Dubuffet e Venezia: due grandi protagonisti della storia dell’arte e una tormentata relazione. Nella cornice neogotica di Palazzo Franchetti fino al 20 ottobre 2019 è raccontata la ricerca pittorica di Dubuffet in tre sezioni attraverso il ricordo delle due precedenti esposizioni veneziane.

Venezia e Jean Dubuffet. Due nomi che accostati suonano come un ossimoro. La prima è la città dell’arte istituzionale, de La Biennale. Il secondo, artista sperimentatore e anti-tradizionale, ideatore dell’Art Brut, che si è sempre distaccato dalle consuetudini artistiche del secolo scorso ritenute aride e limitanti per concentrasi verso un’azione pittorica emotiva e psichica. I due curatori della mostra, Sophie Webel e Frèdèric Jaeger, si sono confrontati con un contesto imponente come quello di Palazzo Franchetti, distaccato dalle classiche retrospettive museali, ricoperto da tappezzerie veneziane e fastosi lampadari di vetro. Tra storia e modernità, le opere dell’artista francese dialogano con il passato (di Venezia e dell’artista stesso). Jean Dubuffet aveva già esposto a Venezia nel 1964 a Palazzo Grassi e nel 1984 all’interno del Padiglione Francese durante La Biennale. Ma già nel 1949 l’editore Bruno Alfieri gli propose di organizzare una mostra a Venezia. L’artista declinò l’invito, affermando che l’unico modo per ottenere un’atmosfera favorevole alle sue opere sarebbe stato “incendiare il Palazzo dei Dogi e il Ponte dei Sospiri”.

Jean Dubuffet

Jean Dubuffet e Venezia Palazzo Franchetti| Foto Artslife

Grazie alla presenza di molte opere che erano già state esposte nelle due precedenti personali di Dubuffet a Venezia, la mostra intende ricostruire in tre sezioni il suo percorso artistico. Dalla prima sala che si concentra sulle opere degli anni Cinquanta in cui l’artista francese sperimenta gli effetti della materia a cui appartengono i cicli di opere come Matériologies e Texturologies. La materia primordiale che si staglia sulla tela come unica risposta all’orrore dei conflitti mondiali, una poetica maturata solo negli anni ’40 dopo il silenzio tra le due guerre. Passando per il vero “nucleo centrale” approfondito tra il 1962 e il 1974 e presentato per la prima volta durante la mostra a Palazzo Grassi del ’64. Il ciclo L’Hourloupe (dal francese entourlouper, turlupinare) in totale contrasto con le opere del decennio precedente mostra, attraverso vivaci grafismi, una visione distorta della realtà che mette in continua discussione la percezione dello spettatore. Fino ad arrivare agli anni ’80, pennellate fluide e colori intensi, circa 15 dipinti appartenenti al ciclo Mires che fanno eco alla personale dell’artista all’interno del Padiglione francese curata da Daniele Abadie nel 1984. Dal giardino del Palazzo, inoltre, è possibile ammirare una scultura che fa parte del ciclo L’Hourloupe e si affaccia direttamente sul Canal Grande.

Jean Dubuffet

Jean Dubuffet e Venezia Palazzo Franchetti| Foto Artslife

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Jean Dubuffet e Venezia Palazzo Franchetti| Foto Artslife

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Jean Dubuffet e Venezia Palazzo Franchetti| Foto Artslife

Jean Dubuffet

Jean Dubuffet e Venezia Palazzo Franchetti| Foto Artslife

Informazioni utili

Jean Dubuffet e Venezia

10 maggio-20 ottobre 2019
Palazzo Franchetti, Venezia

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