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Pubblicato il: lun 13 Mag 2019
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Arte africana, arte universale: 270 opere, 27 musei una grandissima mostra a Bologna

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Oltre 270 opere esposte, 27 musei coinvolti a livello internazionale, un viaggio nella storia lungo quasi un millennio. Per la prima volta in Italia una mostra che racconta l’arte africana come prodotto artistico unico nel suo genere e non solo come risultato di una produzione seriale dal valore prettamente etnografico.

EX AFRICA. Storie e identità di un’arte universale ha aperto le sue porte il 29 marzo e sarà visitabile fino all’8 settembre 2019; allestita presso i locali del Museo Civico Archeologico di Bologna questa grande mostra è il risultato di un lunghissimo lavoro di ricerca, portato avanti dai curatori Ezio Bassani e Gigi Pezzoli insieme a numerosi altri studiosi, sia italiani che stranieri.

L’intento di raccontare l’arte africana collocandola cronologicamente, e contestualizzandone le specificità secondo il relativo contesto culturale, è stato perseguito suddividendo la mostra in 9 sezioni tematiche; un percorso volto alla scoperta dei numerosi aspetti di una produzione autoctona, delle influenze subìte, dei contatti e delle contaminazioni intercorse tra popoli nel corso dei secoli.

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Non solo, dunque, statue rituali e feticci di un mondo lontano, ma vere e proprie testimonianze dell’evoluzione di una coscienza artistica che sottintende l’esistenza di canoni, maestranze e  tecniche. La mostra riflette sulla produzione artistica africana che si colloca tra l’XI e il XXI secolo, archiviando i pregiudizi hegeliani che la vedevano come rozza, primitiva e anonima per far spazio ad una concezione di arte universale permeata da un’aura per nulla differente da quella dell’arte occidentale. Tutti gli artisti, anche i più antichi, hanno un’identità.

Basti pensare alla struttura di mostre pionieristiche come Primitivism in 20th Century of Art: Affinity of The Tribal and the Modern  (1984) – completamente incentrata sul concetto di “primitivismo” e, dunque, contemplante artisti occidentali che subirono il fascino dell’arte tribale e ne trasmisero i segni in pittura e scultura, relegando le testimonianze di arte africana presenti all’interno dell’esposizione del MET all’anonimato e all’indefinita provenienza – o Les Magicien de la terre (1989) – in cui, nonostante gli sforzi messi in atto affinché le diverse culture venissero rappresentate in una condizione di parità di diritti, il risultato fu quello di trasmettere l’idea di un’Africa imbevuta di magia ed esotismo, che produce arte non riconosciuta come tale – per comprendere quanto il progetto di Ex Africa colmi con coscienza e perizia alcune delle più profonde lacune formali e di significato proprie di questi primi, emblematici, esempi del XX secolo.

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Come afferma lo stesso Pezzoli, la struttura espositiva è quella di un insieme di storie: partendo dalle antiche statue lignee rituali, rappresentanti figure o personaggi di potere, si approda alle reciproche influenze del contatto tra popoli africani e coloni portoghesi, avvenuto nel XV secolo; più avanti si rivive l’ambigua e fuorviante atmosfera della prima mostra italiana dedicata all’arte africana, realizzata in occasione della XIII Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia nel 1922; scorrono veloci le testimonianze di artisti occidentali influenzati dalle maschere africane durante i primi anni del ‘900 e, dopo esser passati per la contemplazione delle sculture vodu, si arriva agli artisti africani contemporanei, autori di forti opere di denuncia.

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

In buona sostanza, come si legge nella presentazione ufficiale della mostra, «Ex Africa presenta il valore dell’arte africana, ricostruendone il contesto storico e culturale da cui essa trae origine, giungendo alla eredità e influenza nella pittura europea d’inizio Novecento con il primitivismo e la cosiddetta Art Nègre, fino a toccare gli ambiti dell’arte contemporanea africana».

L’esposizione è stata dedicata allo stesso Bassani – studioso esperto di arte africana scomparso nell’agosto 2018 proprio durante la progettazione dell’evento – ed è stata resa possibile dalle collaborazioni con importanti istituzioni museali, tra cui i Musei Vaticani, il Weltmuseum di Vienna, il Museo delle Civiltà – Museo preistorico etnografico “Luigi Pigorini” di Roma, il National Museum of Denmark di Copenhagen, il Museum für Weltkulturen di Francoforte, il Museum Fünf Kontinente di Monaco, il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze e i Musei Reali di Torino, il Museo Civico Medievale di Bologna, il Rautenstrauch-Joest Museum di Colonia, Museum Rietberg di Zurigo. 

Ex Africa. Ph. Credits Fabio Ezio Solinas

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Informazioni utili 

Ex Africa. Storie e identità di un’arte universale, a cura di Ezio Bassani e Gigi Pezzoli

Dove: Museo Civico Archeologico di Bologna
Quando: dal 29 marzo all’8 settembre 2019

Orari: Lun, Mer, Giov, Ven 10 – 19 | Sab, Dom 10 – 20 | Mar chiuso.

Biglietti: Intero 14 € / Ridotto 12 €

Ulteriori informazioni su orari e biglietti sono disponibili sul sito ufficiale della mostra

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