meeting art istituzionale
Pubblicato il: ven 10 Mag 2019
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TOward 2030. La Street Art che parla all’ambiente e al sociale, a Torino

Goal n.14: Life Below Water - Mr Fijodor

Goal n.14: Life Below Water – Mr Fijodor

In lavorazione a Torino 17 murales grazie a TOward 2030. What Are You Doing?. Street Art e problematiche contemporanee si incontrano nelle opere di Zed 1, Truly Urban Artists, Vesod, Mr Fijodor, Camilla Falsini, Hula, Kash, Gerada, Dzimitryi Kashtalyan, Ufo Cinque, Louis Masai, Mantra, Il Cerchio e le Gocce, Hitnes, Monkeys Evolution, Ernest Zacharevic.

Prima che entrasse nei musei e salisse alla ribalta pubblica la Street Art conservava intatta la sua natura di monito potente e imprevisto, provocatorio e impattante nel suo conquistarsi un posto nel reticolo urbano. L’immediatezza del suo linguaggio e la chiarezza del messaggio veicolato hanno reso i muri delle città luogo di impegno sociale, di sensibilizzazione civica, di un’arte del cittadino per i cittadini. Addirittura, ricordando il celebre verso di The Sound of Silence di Simon & Gurfunkel “The words of the prophets are written on the subway walls”, possiamo rintracciare negli artisti di strada una particolare vocazione al discorso di massa, al coinvolgimento ampio, trasversale alle generazioni, in grado di farsi portavoce di sensibilità universali.

Goal n.4 - Quality Education - Vesod

Goal n.4 – Quality Education – Vesod

Su questo tono contenutistico si allineano (forse ormai solo parzialmente?) le opere di Banksy, certamente lo street artist più in voga del momento, come anche la grande iniziativa promossa dalla Città di Torino e da Lavazza: TOward 2030. What Are You Doing?. 17 murales realizzati dal centro alla periferia del capoluogo piemontesi sono cassa di risonanza visiva dei 17 “obiettivi di sviluppo” delle Nazioni Unite. Futurismo, astrattismo, pop, romanticismo: 17 stili unici e differenti per 17 opere (per ora ne sono state realizzate 9, le altre 8 verranno completate entro fine anno) che non temono di muoversi verso un futuro che accolga diversità e cambiamento (anche in termini artistici) e che sia disposto a confrontarsi con tematiche spinose.

La fame è la sofferenza denunciata dal collettivo Zed 1, che in Sconfiggere la povertà (Lungo Po Antonelli ) ha dipinto una borsa ricolma di terra arida, nella cui sterilità prosperano guerre e soprusi, al quale se ne oppone uno fresco di terra feconda, generatrice di idee, frutti e storie positive. Analoga preoccupazione per TRULY Urban Artists (Porta Palazzo), il cui campo rotondo accoglie un seme volumetrico creando un’opera astratta, metafora di una coltivazione e crescita sostenibile ed armonica. Un rinnovamento che parte dalla conoscenza si rintraccia anche nelle opere di Vesod – che in Perfect Circle (Lungo Dora Siena, angolo Via Ottavio Mario Mai) miscela Futurismo e Rinascimento sul muro del Campus universitario Luigi Einaudi – e di Camilla Falsini, autrice di una donna sintetizzata in geometriche e coloratissime forme che regge eloquentemente un libro. L’opera è dedicata a Christine de Pizan (corso Beglio 79), scrittrice di professione classe 1364, che sfidò norme e pregiudizi diventando forse la prima femminista della storia.

Goal n.5: Gender Equality -Camilla Falsini

Goal n.5: Gender Equality -Camilla Falsini

Tematiche sociali dunque, come la parità di genere e la povertà, che si intrecciano nel percorso lungo la città (da vivere in realtà aumentata grazie all’App Bepart) all’impellente problematica ambientale. Un primo allarme dello sfruttamento cieco dell’ambiente da parte dell’uomo è lanciato dal mosaico Vita sulla Terra ( Corso Palermo 40), dove Hitnes celebra la forza e assieme la fragilità dell’organismo terra rappresentando ogni sua parte come un tassello di un enorme mosaico; a questo risponde Vita sott’Acqua (Corso Regina Margherita) di Mr Fijodor: una balena di plastica è imprigionata su un muro di Corso Regina Margherita, metafora della inesorabile deriva verso cui ci stiamo indirizzando.

Goal1: No Poverty - ZED1

Goal1: No Poverty – ZED1

Un museo a cielo aperto, certo. Ma forse ancora di più TOward 2030 vuole essere un’indicazione, un guardare verso quelle che sono le criticità del mondo contemporaneo. Se le parole, quelle giuste, possono avere lo stesso valore di un’azione, allo stesso modo queste opere a misura d’edificio ci parlano di quelle che, nel caos urbano, nel caos delle nostre egocentriche miopi necessità, dovrebbero essere priorità assolute.

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