Meeting Art
Pubblicato il: ven 10 Mag 2019
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DA VENEZIA. L’atmosfera di un paesaggio. I panorami astratti di Helen Frankenthaler a Palazzo Grimani

Olio su tela grezza non tagliata, helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019

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Grandi macchie di colore animano le sale di Palazzo Grimani, che fino al 17 novembre ospiterà PITTURA/PANORAMA. Paintings by Helen Frankenthaler 1952 – 1992. Un percorso alla scoperta di uno dei grandi nomi della pittura americana del secondo dopoguerra.

Dopo una lunga assenza Helen Frankenthaler torna in laguna, rompendo il “silenzio” di 53 anni che ha seguito la sua presenza al Padiglione americano della XXXIII Biennale (1966). E lo fa con una mostra filologica, che ripercorre 40 anni di produzione attraverso serrati confronti tematici, da cui emerge l’evoluzione che lo stile dell’artista ha subito negli anni. Poche opere (14, tutte provenienti dalla collezione della Helen Frankenthaler Foundation), ma valorizzate al massimo da un allestimento articolato in coppie di dipinti in dialogo tra loro.

helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019, Pink Bird Figure, 1961 Olio su tela

Pink Bird Figure, 1961 Olio su tela

La pittura della Frankenthaler segna una sorta di “ponte” tra un prima e un dopo della storia della pittura. Tra l’Espressionismo Astratto, l’arte americana per eccellenza nel secondo dopoguerra, e il più tardo movimento del Color Field, di cui le ampie stesure di colore dell’artista sono una chiara premessa. La sua opera non si nutre però solo delle influenze a lei contemporanee -quelle della Scuola di New York e dell’astrattismo- ma va più indietro, fino a giungere a far riferimento ai maestri italiani del ‘500 e all’uso che questi facevano del colore.

Riverhead, 1963 Acrilico su tela, helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019

Riverhead, 1963

Sempre coerente nei suoi punti fondamentali, ossia l’ampio uso del colore e la sua stesura “a macchia”, la sua pittura subisce comunque un’evoluzione negli anni. Tra le sale si alterano tele totalmente invase dal colore a quadri dove invece prevalgono linee sintetiche e nette, arrivando poi ad esempi dove queste due soluzioni si fondono senza soluzione di continuità, mantenendo inalterato il ritmo complessivo dell’opera.

New Paths, 1973 Acrilico su tela, helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019

New Paths, 1973

Un incontro, quello con l’arte astratta, che avviene negli anni ’50, appena Helen esce dall’accademia. Sono i dipinti di Pollock, fautori della “rivoluzione” dell’epoca, i primi ad ispirarla. Ad essi si rifarà per la realizzazione della grandi tele che però, nel suo caso, non vengono riempite dal dripping, ma da estese campiture di colore che sembrano dilagare senza confini. Un risultato possibile grazie alla tecnica dello soak-stain, letteralmente “imbibizione a macchia”, brevettata dall’artista per creare delle astrazioni quasi panoramiche (da cui il titolo della mostra) che cercano di rompere la bidimensionali della tela. Colori molto diluiti vengono versati direttamente sulla tela, che invadono a macchia d’olio, interrotti soltanto dalla mano dell’artista che indirizza il loro fluire.

Brother Angel, 1983 Acrilico su tela, helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019

Brother Angel, 1983

Le scelte in fatto di tecnica e di colore fanno si che, nel dibattito che all’epoca animava la scena artistica newyorkese in merito alla pittura come parete o come finestra, Helen Frankenthaler si ponesse in una situazione intermedia, scegliendo di non scegliere tra i due, ma di adottare un’arte che potesse essere finestra e parete allo stesso tempo, una sorta di muro aperto sul paesaggio esterno.

Barometer, 1992 Acrilico su tela, helen frankenthaler palazzo grimani venezia 2019

Barometer, 1992

*Open Wall, 1953

Informazioni utili 

PITTURA/PANORAMA. Paintings by Helen Frankenthaler 1952 – 1992

Dal 7 maggio al 17 novembre 2019

Museo di Palazzo Grimani, Castello, 4858A, Venezia

Da giovedì a domenica, 10.00 – 19.00

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