meeting art istituzionale
Pubblicato il: ven 10 Mag 2019
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AMART 2019. Una passeggiata tra gli stand della fiera degli antiquari milanesi

Si è aperta mercoledì 8 maggio la II edizione di AMART, la fiera degli antiquari milanesi.

Fino a domenica 12, sessantacinque gallerie espongono al Palazzo della Permanente il meglio delle loro collezioni. Gli stand sono raccolti, ma deliziosi. La moquette rossa fa risaltare le preziose poltrone, le sculture sinuose e la bella pittura racchiusa nelle cornici dorate. Tra un quattrocentesco fondo oro e un settecentesco scorcio di Venezia, fa capolino anche qualche lavoro di arte moderna e contemporanea, come da Umbria Artis (Spoleto) che a un “Trittico” di Turi Simeti (1986) affianca una tempera su tavola di Antoniazzo Romano e bottega dell’ultimo quarto del XV secolo. Amart spazia infatti dall’archeologia al contemporaneo, facendo incontrare opere eterogenee e appartenenti a luoghi ed epoche lontane fra loro. Rispondendo alla tendenza degli ultimi anni prediletta dalle giovani generazioni di arredare case dal gusto contemporaneo con pezzi di antiquariato.

amart "Trittico" di Turi Simeti (1986) e una tempera su tavola di Antoniazzo Romano e bottega

“Trittico” di Turi Simeti (1986) e una tempera su tavola di Antoniazzo Romano e bottega

Nello stand di fronte alla parete di Umbria Artis, vi sono le proposte della Galleria d’Arte Mainetti (Milano) specializzata nella pittura italiana del secolo XIX e del primo Novecento. Campeggia un grande dipinto di Alberto Pasini, una prima stesura a olio di un appunto di viaggio del 1851 quando fece la prima spedizione in Oriente sotto il governo francese. Si aggregò a una carovana di scienziati, botanici, letterati e storici che partì alla volta dell’Arabia Saudita, Persia, Iran, Iraq per risalire poi dall’Egitto. Da questi appunti di viaggio, presentò nel 1859 al Salone di Parigi alcuni dipinti e da lì diventò uno dei massimi esponenti della pittura orientalista italiana. Il grande dipinto quota 150 mila euro. Un delizioso acquarello su carta (31 x 24 cm) di Giovanni Boldini, “La visita”, stima invece 100 mila euro.

AMART Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

Proseguendo nella visita, si arriva da Studiolo Fine Art (Milano) che ha deciso quest’anno di partecipare alla mostra per la prima volta e che propone dipinti di antichi maestri, pittura e scultura del primo Novecento italiano. In vendita opere che vanno dai 1500 euro dei disegni di Anselmo Bucci al grande dipinto di Pelagio Palagi a 95 mila euro. Per la scultura, un lavoro di Carmelo Cappello del 1942, una delle opere della sua prima fase, che è offerto a 25 mila euro.

Carmelo Cappello

Carmelo Cappello

Una triade del nostro Novecento anche da Le Pleiadi (Milano): Enrico Bay, Giosetta Fioroni e Mimmo Rotella “guardano” un luminoso Gerolamo Induno che ritrae una “Popolana”. Ricchissimo lo stand di Altomani & Sons (Milano) che spazia dalla pittura alla maiolica antica e alla scultura. Di fronte ai preziosi coralli intagliati, il “Ratto di Proserpina” del Cavalier d’Arpino, affiancato dai lavori degli allievi lombardi di Leonardo da Vinci, come l’olio di Marco d’Oggiono raffigurante una “Madonna con bambino” che è posto di fronte al piccolo trittico di Simone de’ Crocefissi.

AMART Enrico Bay, Giosetta Fioroni e Mimmo Rotella

Enrico Bay, Giosetta Fioroni e Mimmo Rotella

AMART - Gerolamo Induno

Gerolamo Induno

Altomani & Sons (Milano)

Altomani & Sons (Milano)

Proseguendo oltre, si arriva all’incantevole stand della Società di Belle Arti (Milano) specializzata in pittura italiana della seconda metà del XVIII secolo e prima metà del XIX secolo. La galleria è tornata in fiera dopo il successo della prima edizione nel 2018 e ha portato una selezione di opere prevalentemente dell’Ottocento. All’ingresso un ritratto importante di Francesco Hayez che raffigura una nobildonna lombarda che tiene tra le mani un’incisione che ritrae il marito defunto. E’ del 1829, un anno importante per Hayez. Giuseppe de Nittis è in stand con un’opera di un periodo molto raro, quando arriva a Parigi. Si intitola “L’organetto” e raffigura due suonatori ambulanti che si trovano di fronte al cancello della villa della Malmaison che era appartenuta alla moglie di Napoleone. Un dettaglio curioso che non salta subito all’occhio, dal cancello sbucano i musi dei cani attratti dalla musica. Entrambe le opere sono offerte a 200 mila euro. Poi lavori di Ippolito Caffi, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati e Giovanni Fattori. Tra le chicche un piccolo lavoro di Raffaello Sernesi, “Case al sole”, del 1862.

AMART -Francesco Hayez

Francesco Hayez

AMART -Giuseppe de Nittis

Giuseppe de Nittis

Ci racconta Elisabetta Matteucci della galleria: «Sernesi è un pittore che muore giovanissimo. Quindi è molto ricercato, perché la produzione è veramente esigua. Muore dopo essere stato colpito in battaglia per le complicanze dovute a una palla di cannone. Una gamba andrà in cancrena e si spegne che non ha trent’anni. In alcune lettere strazianti che scrive alla madre dall’ospedale racconta “sono ferito ma sono felice perché soffro per l’Italia, per la Patria”. Difficilmente compaiono sul mercato opere di Sernesi e di Abbati (anche lui morto neppure trentenne). Quelle che ci sono si trovano in collezioni private o in musei. Questo dipinto viene sui 100 mila euro. E’ un quadro molto piccolo ma è di un periodo importate. E’ un quadro macchiaiolo, uno studio di luce e ombra. Un quadro molto simile con lo stesso soggetto è esposto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma».

AMART -Raffaello Sernesi

Raffaello Sernesi

Un bel ritratto di Federico Zandomeneghi è offerto a 200 mila euro. Alla fine degli anni Sessanta si trova a Parigi e fa parte del gruppo degli Italiens de Paris insieme a Boldini e de Nittis. Qui conosce Degas e Renoir e inizia a dipingere alla loro maniera. Le sue donne, rispetto a quelle sensuali, smaliziate ed emancipate di Boldini, sono candide fanciulle spesso con i capelli rossi. Colpisce lo sfondo, solitamente monocromo, mentre qui la giovane si trova in un giardino lussureggiante. Stima intorno ai 200 mila.

AMART -Federico Zandomeneghi

Federico Zandomeneghi

 

Il percorso prosegue al piano terra dove si trova la maggior parte delle gallerie, una quarantina. Molto presente l‘arte orientale, che troviamo ancora nell’ultimo stand del primo piano, dedicato in particolare a quella giapponese. Mastromauro Arte Giapponese (Milano) si occupa prevalentemente del periodo Edo-Meiji. Tra i lavori più preziosi un vaso Satsuma. Una vetrinetta ospitapiccoli capolavori in avorio, gli Okimono. L’offerta spazia da un minimo di 1500 euro fino a 45 mila.

AMART -Okimono in avorio

Okimono in avorio e altri oggetti giapponesi

Sognante lo stand di Phidias Antiques (Reggio Emilia – Milano), specializzata in pittura e scultura europee dell’Ottocento, con una intera parete dedicata alle fanciulle di Vittorio Matteo Corcos, il colorato olio “Italie” al centro, affiancato da manierate ragazze in abiti eleganti, “I tre assi” e “Fanciulla con i colibrì”.   Di fronte due bellissime scutlure di George Douvernet (1870 – 1955) in bronzo e avorio.

AMART - Corcos

Corcos

AMART -Corcos

Corcos

AMART -Corcos

Corcos

AMART -George Douvernet

George Douvernet

Tornabuoni Arte (Firenze – Milano) partecipa per la prima volta ad Amart e porta – insieme a tutta la sua esperienza di grandi fiere europee- mobili, oggetti e dipinti dalla prima metà del Quattrocento fino all’oggettistica dell’Ottocento. Spiccano due cassoni rinascimentali, uno senese, l’altro romano. Tra i pezzi più importanti un dipinto di Luca Giordano e un piccolo ma preziosissimo Vanvitelli, offerto a 380 mila euro.

AMART -GASPAR VAN WITTEL detto il VANVITELLI Amersfoort 1652/53-Roma 1736 Veduta di Castel Sant’Angelo a Roma olio su tela, cm. 36,5x50,5

GASPAR VAN WITTEL detto il VANVITELLI
Amersfoort 1652/53-Roma 1736
Veduta di Castel Sant’Angelo a Roma
olio su tela, cm. 36,5×50,5

AMART -LUCA GIORDANO Napoli 1634-1705 Olindo e Sofronia olio su tela, cm. 62x78

LUCA GIORDANO
Napoli 1634-1705
Olindo e Sofronia
olio su tela, cm. 62×78

AMART - COPPIA DI PUTTI Marmo scolpito Roma, fine del XVII, inizi del XVIII secolo altezza cm. 87 circa

COPPIA DI PUTTI
Marmo scolpito
Roma, fine del XVII, inizi del XVIII secolo
altezza cm. 87 circa

Esperienza di importanti fiere estere anche per Dario Ghio (Monaco) che partecipa per la prima volta ad Amart. Ha portato argenteria e oggetti da collezioni. La fascia dei prezzi va da 5 mila euro fino 200 mila. Anche Lampronti Gallery (Londra – Roma) e Maurizio Nobile (Bologna – Parigi) hanno in curriculum partecipazioni internazionali, prima su tutte Tefaf. La prima vanta oltre 50 anni di esperienza nel mercato internazionale dell’arte ed è specializzata in dipinti antichi italiani del XVII e XVIII secolo, con particolare attenzione alle vedute, specialmente veneziane. Nobile opera nel settore antiquario da quasi trent’anni dedicandosi alla ricerca e alla scoperta di dipinti, mobili e oggetti d’arte di artisti italiani o attivi in Italia dal XVI al XX secolo.

Se l’intento di Amart è di trasformare gli spazi della Permanente in una piccola “Wunderkammer”, una stanza delle meraviglie, gli antiquari ci sono riusciti anche in questa seconda edizione.

La fiera prosegue fino a domenica  12 maggio.

L’elenco completo degli espositori è su www.amart-milano.com

Museo della Permanente
Via Filippo Turati, 34, Milano.
Dal 8 al 12 Maggio 2019

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Autore

- Giornalista pubblicista. Laureata in Scienze dei Beni Culturali (curriculum Storia dell’Arte) con specializzazione in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano.


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