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Pubblicato il: mer 08 Mag 2019
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Collezioni di terra e d’oro. I concetti spaziali metafisici di Lucio Fontana a Roma

I concetti spaziali di Lucio Fontana si confronteranno con i capolavori della Galleria Borghese in un interessante dialogo tra la spazialità metafisica della luce e il trionfo della materia.

Concetto spaziale, 65x81, olio, oro e vetri su tela, 1961, Collezione Merlini Copyright: Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2019

Lucio Fontana
Concetto spaziale, 65×81, olio, oro e vetri su tela, 1961, Collezione Merlini
Copyright: Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2019

Dopo la recente mostra sulla scultura di  Picasso, le opere di un altro maestro con un ruolo cruciale e di rottura nella storia dell’Arte del Novecento, si confronteranno con quell’unicum di fusione tra museo e opere che è Galleria Borghese. Sarà davvero interessante osservare i concetti spaziali di Lucio Fontana in dialogo con la prorompente carnalità delle opere del Bernini nello scrigno di tesori voluto da Scipione Borghese.

Non saranno però gli iconici ‘tagli’ sulle tele  i protagonisti della mostra ma una speciale produzione del maestro:  i Concetti Spaziali in oro e le Crocifissioni in ceramica, realizzati principalmente negli anni Cinquanta e Sessanta.

Il tema dell’esposizione che lega la mostra temporanea dedicata a Fontana  rispetto a una delle collezioni permanenti più importanti al mondo (per alcuni critici la più bella in assoluto) è la ricerca intorno al concetto di spazio. Da anni infatti,  la direttrice della galleria Anna Coliva, porta avanti – accanto all’obiettivo di rendere il museo sempre  più un luogo che intende aprirsi  alla contemporaneità e alla sperimentazione –  un progetto di ricerca in grado di trovare nuovi spunti di riflessione nel dibattito e nella conoscenza del tema toccato da ogni esposizione, evidenziati poi nei saggi dei  cataloghi che hanno accompagnato le varie mostre.

I concetti spaziali di Fontana in oro, se da un punto di vista meramente estetico potrebbero apparire in sintonia con i preziosi ornamenti barocchi della galleria, dal punto di vista concettuale tendono al superamento della materia. L’oro infatti, viene usato dall’artista  non nell’accezione  di massima esaltazione di ornamento ma, al contrario, come il non-colore di una spazialità metafisica, diretta emanazione di sola luce. Quindi come sintesi di luce e spazio.

Crocifisso in ceramica di Lucio Fontana

Crocifisso, 50x35x18, ceramica smaltata policroma, 1950-55, Karsten Greve
Copyright: Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2019

L’oro è anche il fil rouge che lega le prime opere figurative del maestro ai concetti spaziali degli anni sessanta:

“L’oro di Fontana è una materia ancora vergine impastata con fango. Scava una montagna per trovare una pepita” così scriveva lo scrittore Raffele Carrieri. Per questo motivo saranno affiancati agli ori una raccolta di terre-cotte incentrate sul  tema della crocefissione.

Le opere, in tutto una cinquantina fra dipinti a olio in oro e ceramiche, saranno visibili al pubblico dal 2o maggio al 18 luglio 2019.

Informazioni

Lucio Fontana. Collezioni di terra e d’oro

A cura di Anna Coliva

Galleria Borghese – Piazzale Scipione Borghese 5, Roma
20 maggio – 18 luglio 2019

www.galleriaborghese.beniculturali.it/it

 

 

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