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TOP 20 MOSTRE Biennale d’Arte 2019. Da Burri a Baselitz, da Letizia Battaglia a Gorky, gli appuntamenti da non perdere in laguna

Alberto Burri: Rosso Plastica M3, 1961, Plastica, combustione su tela, cm 121,5×182,5 (127,5×188,5×5,5). Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

May You Live in Interesting Times. A pochi giorni dall’apertura della 58^ Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia i riflettori puntano già in laguna. Dall’11 maggio al 24 novembre 2019, negli ambienti dell’Arsenale e del Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale, sotto la direzione di Ralph Rugoff e con 79 artisti, 90 partecipazioni nazionali, 21 eventi e due progetti speciali andrà in scena l’evento clou della stagione artistica mondiale. In occasione della rassegna musei, istituzioni, fondazioni, chiese e palazzi storici ospiteranno un ricco e variegato calendario di appuntamenti collaterali, dalle grandi antologiche dedicate a Luc Tuymans e Letizia Battaglia alle retrospettive su Alberto Burri e Arshile Gorky.

Ecco le mostre selezionate da ArtsLife da non perdere assolutamente.

Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo
17 aprile – 14 luglio 2019
Galleria dell’Accademia

Leonardo da Vinci, Studio di proporzioni del corpo umano, detto Uomo vitruviano databile al 1490

A 500 anni dalla morte del genio vinciano 70 opere, di cui 35 autografe, provenienti da collezioni e musei internazionali celebrano l’Uomo Vitruviano, simbolo di perfetta corrispondenza tra il cosmo e l’essere umano, a cura di Annalisa Perissa Torrini e Valeria Poletto. L’iter espositivo, che ripercorre le principali tappe di una crescita artistica, spirituale e umana, dai fogli giovanili Studi per un’adorazione dei pastori a quelli dell’ultimo periodo francese con Tre figure femminili danzanti, si focalizza su di un punto cruciale nello sviluppo di questo concetto tipico della corrente neoplatonica ripreso in pieno Rinascimento che in Leonardo sta alla base degli studi sull’anatomia umana.

Luc Tuymans. La Pelle
24 marzo 2019 – 6 gennaio 2020
Palazzo Grassi

Luc Tuymans, Ballone, 2017

La grande mostra in programma a Palazzo Grassi presenta oltre 80 opere dell’artista Luc Tuymans, tra i più influenti nel panorama internazionale contemporaneo, nella sua prima personale in Italia. Il percorso espositivo, curato da Caroline Bourgeois in collaborazione con lo stesso artista, ripercorre con una selezione di dipinti -provenienti dalla Collezione Pinault, e da musei internazionali e collezioni private– la sua intera produzione pittorica. Il titolo La Pelle si rifà direttamente al libro di Curzio Malaparte pubblicato nel 1949 e raccoglie una serie di immagini, dal 1986 a oggi, che spaziano dalla sfera personale a quella pubblica restituendo, attraverso una luce rarefatta e distaccata, una rappresentazione falsificata della realtà. L’esposizione include, inoltre, un’opera site-specific realizzata appositamente per gli spazi di Palazzo Grassi.

Adrian Ghenie. The Battle between Carnival and Feast
18 aprile – 18 novembre 2019
Galleria di Palazzo Cini

Adrian Ghenie, Figure with Dog, 2019, Oil on canvas, 250×200 cm (98,4 x 78,7 in) Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, London· Paris Salzburg © Adrian Ghenie

Si tratta della prima personale italiana dell’artista romeno Adrian Ghenie, classe 1977, che grazie alla partecipazione alla 56^ Biennale di Venezia, in rappresentanza del padiglione Romania, è stato consacrato a fama internazionale. Appositamente realizzate per la mostra a Palazzo Cini le 10 tele, caratterizzate da un peculiare uso sperimentale del colore e da una forte connotazione materica, sono dedicate alla storia veneziana, alla geopolitica e alle tematiche sociali più attuali, rappresentando le personalità che hanno influenzato il corso mondiale degli eventi.

La Natura di Arp
13 aprile – 2 settembre 2019
Collezione Peggy Guggenheim

Hans Jean Arp nel suo studio

“Spazio-dada alla natura-dada” alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia con la mostra La natura di Arp, una grande retrospettiva –con oltre 70 opere tra sculture in gesso, legno, bronzo e pietra, rilievi in legno dipinto, collage, disegni, tessuti e libri illustrati– dedicata al padre del dadaismo Hans Jean Arp in un anno molto particolare per la storia di una delle più significative collezioni del Novecento. Nel 2019 ricorrono, infatti, i quarant’anni dalla scomparsa della celebre Peggy che diede inizio alla sua collezione proprio acquistando l’opera Testa e Conchiglia del 1933 di Arp. L’esposizione si carica di importanti valenze simboliche considerando che anche i coniugi Patsy e Raymond Nasher -dal cui museo proviene la mostra presentata ora a Venezia- hanno dato inizio alla loro collezione con un bronzo dello stesso Arp del 1961, Torso con germogli.

Arshile Gorky. 1904 – 1948
7 maggio – 22 settembre 2019
Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro

Arshile Gorky, One Year the Milkweed, 1944

Arshile Gorky, One Year the Milkweed, 1944

La retrospettiva su Arshile Gorky (1904-1948) è la prima in terra italiana dell’artista americano, considerato una delle figure chiave dell’arte del XX secolo. La mostra, curata da Gabriella Belli e Edith Devaney, ne ripercorre la parabola attraverso un iter che parte dai primi lavori degli anni ’20, caratterizzati dalla profonda influenza che esercitarono su di lui le composizioni di Cézanne, fino ad arrivare al rinnovato incontro con la natura negli anni ’40, riscontrabile nelle rappresentazioni paesaggistiche della Virginia e del Connecticut realizzate durante le estati del 1942-45.

Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita
21 marzo – 18 agosto 2019
Casa dei Tre Oci

Shobha, Ritratto di Letizia Battaglia

Letizia Battaglia (1935), è una delle figure più significative del panorama fotografico italiano e la grande antologica, curata da Francesca Alfano Miglietti, ne ripercorre cronologicamente la profonda e continua ricerca sociale e culturale. Fotografa controcorrente, intellettuale e politicamente impegnata, ritrae donne, uomini, bambini e animali, indagandone, in una spregiudicata messa in discussione dei presupposti visivi della cultura contemporanea, la vita, l’amore, la morte. “La fotografia l’ho vissuta come documento, come interpretazione e come altro ancora […]. L’ho vissuta come salvezza e come verità”. (Letizia Battaglia)

My Life. Margaux Bricler | Andrea Hess | Valeria Manzi
Woman Art Venice – D3082
8 maggio – 24 novembre 2019
Domus Civica

Margaux Bricler, Agôn – Les linges d’Europe (panni di lana tinti con ossidi di ferro), 2018

Woman Art Venice – D3082, nella casa dello studente Domus Civica, nasce in occasione della 58^ edizione della rassegna biennale ed è uno spazio di ricerca e interazione dedicato alla creatività femminile. Mostre e residenze d’artista infatti offriranno la possibilità alle nuove generazioni di artiste emergenti, e non solo, di raccontare e raccontarsi nella propria dimensione umana e professionale di donna. Inaugurano la prima esposizione Margaux Bricler, Andrea Hess e Valeria Manzi con My Life, a cura di Andrea del Guercio e sotto la direzione artistica di Marco Liutprandi, in un raccontano per immagini dedicato al proprio lavoro e alla propria vita, creando una narrazione nello stesso tempo unica e differenziata, soprattutto per la varietà dei medium con cui comunicano.

Alberto Burri. La pittura, irriducibile presenza
9 maggio – 28 giugno 2019
Fondazione Giorgio Cini, isola di San Giorgio Maggiore

Alberto Burri: Rosso Plastica M3, 1961, Plastica, combustione su tela, cm 121,5×182,5 (127,5×188,5×5,5). Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri

La mostra Alberto Burri. La pittura, irriducibile presenza -il cui titolo si rifà alla celebre definizione dello stesso artista-, curata da Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, è un progetto concepito appositamente per la rassegna lagunare e ripercorre cronologicamente le più significative tappe del maestro della materia. 50 opere provenienti da importanti musei italiani e stranieri, dalla Fondazione Burri e da prestigiose collezioni private, ricostruiscono nella sua interezza la parabola storica di uno dei più grandi protagonisti dell’arte italiana ed europea del XX secolo, dai primi e rari Catrami (1948) e dalle Muffe (1948), presentati in stretto confronto con gli iconici Sacchi (1949-50), ai Gobbi (1950), per arrivare alle Combustioni (1953), i Legni (1955), i Ferri (1958), le contorte Plastiche (1960) e l’evoluzione straordinaria dei Cretti (1970), divenuti uno dei temi di ricerca più iconici di Burri, fino ai grandi Cellotex, realizzati fino a metà degli anni Novanta.

Förg in Venice
11 maggio – 23 agosto 2019
Palazzo Contarini Polignac

Estate Günther Förg, Suisse / VG Bild-Kunst, Bonn 2019. Courtesy Estate Günther Förg, Suisse and Hauser & Wirth | Günther Förg, Untitled, 2005. Acrylic on MDF, 55×45 cm.

Con la presentazione di oltre 30 opere del percorso multidisciplinare di Günther Förg (1952 – 2013), dai dipinti alle meno note sculture, Förg in Venice fa seguito alla mostra americana Günther Förg: a Fragile Beauty, realizzata nel 2018 dal Dallas Museum of Art in collaborazione con lo Stedelijk Museum di Amsterdam. Curata dalla storica dell’arte Elisa Schaar, l’esposizione prosegue e approfondisce la ricerca già avviata da Anna Katherine Brodbeck, curatrice capo del Dipartimento di Arte Contemporanea del museo di Dallas, ponendo l’attenzione sui metodi di espressione di un artista e intellettuale poliedrico.

Emilio Vedova di/by Georg Baselitz
17 aprile – 3 novembre 2019
Magazzini del Sale

Emilio Vedova e Georg Baselitz a Documenta, Kassel, 1982. Ph. Benjamin Katz

A cento anni dalla nascita di Emilio Vedova (1919 – 2006), Georg Baselitz, amico personale fin dai primi anni Sessanta, seleziona e cura una serie di opere significativamente rappresentative del maestro veneziano. Nello spazio dei Magazzini del Sale le opere sono installate, secondo il progetto di Baselitz, su due lunghe pareti frontali: su quella di destra sono presenti sei opere quadrate dalla pittura esplosiva e di grande impatto visivo, provenienti dagli anni ottanta; su quella di sinistra una serie di opere storiche di fine anni cinquanta e inizio anni sessanta: dallo Scontro di situazioni’59-II-1 realizzato a Palazzo Grassi nel 1959 in occasione della mostra Vitalità nell’arte ad alcune opere appartenenti a cicli di quegli anni, ciclo della Protesta (1953), Immagine del tempo (1958), Per la Spagna (1961-1962). In tal modo l’esposizione pone a confronto, con un intervallo di vent’anni, due periodi cruciali nella parabola di Vedova dimostrandone una dinamica continuità.

Pittura/Panorama. Paintings by Helen Frankenthaler
7 maggio – 17 novembre 2019
Museo di Palazzo Grimani

Helen Frankenthaler Foundation, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York. Photographs by Rob McKeever, courtesy Gagosian | Helen Frankenthaler, Riverhead, 1963, acrilico su tela, 208.9×363.2 cm.

Curata da John Elderfield, capo curatore emerito per la pittura e la scultura al MoMA di New York e Senior Curator per Gagosian, la monografica dedicata a Helen Frankenthaler (1928 – 2011) presenta un ventaglio di quattordici dipinti che offrono una panoramica generale sulla carriera dell’artista attraverso quarant’anni di storia, dal 1952 al 1992. I lavori, non ordinati cronologicamente ma suddivisi in quattro sequenze temporali, comprendono opere panoramiche che vanno da Open Wall (1953), quadro che ha anticipato il movimento Color Field degli anni Sessanta, alle tele intense e suggestive dei primi anni ’90, in un percorso ideale che indaga la relazione tra i concetti di pittura e panorama. L’esposizione si integra a quella intitolata Helen Frankenthaler. Sea Change: A decade of paintings, 1974-1983, in mostra alla Gagosian Gallery di Roma dal 13 marzo al 19 giugno 2019.

Peter Halley. Heterotopia I
8 maggio – 10 agosto 2019
Magazzini del Sale 3

Peter Halley con poster Heterotopia

Peter Halley con poster Heterotopia I

Heterotopia I è una grande installazione di 40 metri, un lungo tunnel che occupa la navata dei Magazzini del Sale, realizzata dall’artista e teorico newyorkese che ha concettualizzato il NeoGeo, il neo geometric conceptualism, creando una dei movimenti più influenti degli ultimi anni. A cura di Gea Politi, Heterotopia I è un ambiente immersivo in cui lo spazio è sospeso e neutralizzato, è un contenitore di luoghi fisici e mentali, è una dimensione altra, abitata o condotta da altri, secondo la definizione del filosofo francese Michel Foucault.

Jannis Kounellis
11 maggio – 24 novembre 2019
Fondazione Prada

Jannis Kounellis, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro 2016. Foto Michele Alberto Sereni

La grande retrospettiva dedicata a Jannis Kounellis (Pireo 1936 – Roma 2017) è la prima realizzata dopo la sua scomparsa e riunisce oltre 60 opere dal 1959 al 2015, provenienti da musei e importanti collezioni private italiane ed estere. La mostra, curata da Germano Celant, ricostruisce la carriera storica del maestro innestando un dialogo vivo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Cà Corner della Regina, sede della Fondazione.

Beverly Pepper. Art in the Open
11 maggio – 24 novembre 2019
Spazio Theits

Beverly Pepper, Todi Columns, Todi

Beverly Pepper, Todi Columns, Todi

La mostra Art in the Open, curata da Massimo Mattioli in collaborazione con Joseph Antenucci Becherer dell’Università di Notre Dame, rientra nel programma di uno strutturato omaggio alla pittrice e scultrice americana classe 1922. Intrapreso nel 2018 e orchestrato per tutto il 2019, il progetto, tra vari eventi, comprende l’apertura di una parco di scultura a lei dedicato a Todi, in Umbria. In esposizione, negli ambienti di Spazio Thetis dove sono già presenti in veste permanente varie opere di Beverly Pepper, le quattro grandi colonne originali conosciute come Todi Columns che l’artista donò ai Musei Civici di Venezia negli anni ’90.

Joan Jonas. Moving Off the Land II
24 marzo – 29 settembre 2019
Ocean Space (ex Chiesa di San Lorenzo)

Joan Jonas in front of Reanimation. Performance, 2010-2014, at HangarBicocca, Milan. Photograph by Franco Pagetti.

Inaugura i nuovi spazi espositivi di Ocean Space, nella suggestiva cornice dell’ex Chiesa di San Lorenzo, la mostra-evento di Joan Jonas, artista americana classe 1936 pioniera del genere della video arte. Dedicata alla ricerca e alla promozione di attività in favore della salvaguardia degli oceani, l’esposizione -promossa da TBA21 – Academy, una piattaforma itinerante che fa parte di Thyssen-Bornemisza Art Contemporary- nasce da una performance che l’artista eseguì nel 2016 e si correda di una serie di cinque installazioni video intitolate My New Theater, disegni, specchi, una teca di vetro di Murano e un’installazione sonora. La performance è programmata per martedì 7 maggio 2019 dalle 21 alle 24.

Alberto Biasi. La materia della visione 1959 – 2019
7 maggio – 2 giugno 2019
Scuola Grande della Misericordia

Alberto Biasi, Eco, 1974

La mostra dedicata ad Alberto Biasi (1937), a cura di Marco Meneguzzo, è un omaggio ai sessant’anni di carriera di uno dei più grandi maestri a livello internazionale nel campo dell’arte cinetica. Coerente e costante la ricerca di materie e materiali che nel corso della storia hanno caratterizzato l’opera di Biasi: la mostra analizza cronologicamente le tappe principali di questo percorso artistico che via via si focalizza sempre più sulla percezione visiva e l’interazione con lo spettatore. Tra le opere in mostra otto inedite imponenti creazioni sono in Alcantara.

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