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Pubblicato il: gio 02 Mag 2019
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Love Death & Robots, la prima serie antologica animata di Netflix

Love Death & Robots (LP)Love Death & Robots, la prima serie antologica animata di Netflix

La nuova creatura di Netflix è composta da diciotto cortometraggi di animazione di durata variabile, ma sempre breve; si va dai cinque ai quindici minuti circa. Questa volta la piattaforma riunisce David Fincher (regista di Seven e Mindhunter) e Joshua Donen (House of Cards, Mindhunter) per la produzione, e affida la realizzazione della serie a Tim Miller, regista di Deadpool.

Le diciotto storie sono state realizzate da dodici studi di animazioni diversi e scritti in maniera indipendente da autori diversi: tra gli altri, Ken Liu, John Scalzi e Joe Lansdale. Di fatto si tratta di una raccolta di corti animati che abbracciano vari generi (e vari stili) tra cui fantascienza, horror e commedia.

Amore, morte e robot sembrerebbero essere, già dal titolo (Love Death & Robots), i 3 ingredienti base di ogni singola puntata, in realtà l’amore e i robot si alternano nelle puntate, diventando più o meno protagoniste a seconda dei casi. La morte, invece, è ovunque: brutale, pervasiva, goduriosa, sanguinolenta.

Se volessimo dare una lettura univoca al pacchetto potremmo senza dubbio evidenziare la volontà dei creatori di fornire allo spettatore uno spaccato cupo e cinico del presente e del futuro prossimo a cui si affaccia l’umanità, rappresentata fra realtà virtuale, videogame e incubo distopico. Quello che è certo e che diverte è volontà di Netlflix di giocare e sovvertire i sempre più appiattiti canoni narrativi contemporanei. Alcuni corti osano sul design, altri hanno look da videogioco; in ogni caso a ogni puntata è riservata un’estetica distintiva.

Lo stesso Miller ha raccontato di aver utilizzato tutti gli stilemi che lo hanno ispirato negli ultimi anni ma che da sempre sono legati a un mondo e uno stile di vita nerd: «Categoria di cui ho sempre orgogliosamente fatto parte: film trasmessi solo in notturno, fumetti, libri e riviste di genere» ha confessato.

Questa nuova formula narrativa comporta un piacere nascosto per lo spettatore che può decidere se abbandonarsi a una maratona estraniante affidandosi all’ordine dettato da Netflix o, con uno scrolling attento delle anteprime, farsi attirare da preview e sinossi e costruire un personale flusso. Rispetto all’ordine promosso, nei mesi precedenti, la piattaforma di video streaming ha dovuto difendersi dall’accusa di proporre gli episodi di Love Death & Robots secondo una preferenza basata sull’orientamento sessuale di ciascun spettatore. La questione si è risolta in breve tempo con la dichiarazione di Netflix che l’ordine non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale degli spettatori, ma bensì è il risultato di un esperimento – reso possibile dal formato della serie – «per capire cosa funziona [meglio] per i nostri membri».

Ad ogni modo, il lavoro di Fincher e Miller è davvero un buon esperimento sia in termini di sperimentazione grafica (ed estetica) che nella scelta del formato a pillole, davvero molto attuale e fruibile ovunque.Love Death & Robots, la prima serie antologica animata di Netflix

Fra i molti episodi riusciti, qui di seguito una top 3 senza spoiler

La Testimone è uno degli episodi in cui è meglio esplicitato il conflitto tra dominio maschile e liberazione femminile, con una veste grafica davvero vincente; Il dominio dello yogurt è l’episodio più divertente e demenziale della serie in cui si racconta di una società ordinata perché governata da uno yogurt senziente. E infine l’episodio con cui si inizia, Il vantaggio di Sonny, con combattimenti clandestini tra mostri pilotati attraverso un legame neurale da punk stilosissimi.

Questa ambiziosa antologia unisce sperimentazione estetica e di fruizione a calde questioni contemporanee. Netflix segna ancora una vittoria per bravura, coraggio e sperimentazione.

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