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Pubblicato il: sab 27 Apr 2019
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Immersione Libera. Un tuffo di contemporaneo nei Bagni Misteriosi di Milano. La mostra-evento raccontata da Giovanni Paolin

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Immersione Libera, contemporanea e misteriosa. La mostra evento alla Palazzina dei Bagni Misteriosi è stata -e lo sarà ancora fino al 18 maggio 2019– una delle più chiacchierate dell’Art Week milanese. Carte blanche e dodici artisti under 40, più quattro invitati da tre curatori occasionali, per omaggiare, demolire o interpretare la suggestiva cornice degli spazi ospitanti. Il progetto è di Marina Nissim, collezionista e mecenate di giovani talenti, che, dopo l’esperienza di Soy Cuba, torna nei Bagni del Franco Parenti a collaborare con Galleria Continua. Giovani non solo gli artisti ma lo stesso curatore, Giovanni Paolin -non dovrebbe meravigliare, eppure è così!-, da cui abbiamo avuto il piacere di farci raccontare il dietro le quinte di questo “libero” progetto che mette in scena logos e medium differenti per una ricerca immersiva nell’arte contemporanea. Dalle stampe incise su carta di Giovanni Chiamenti alle sculture surreali di Alfredo Aceto, dalle installazioni sonore di Francesco Fonassi ai video onirici di Valentina Furian, Immersione Libera è un mare aperto di spunti e riflessioni, non solo legati ai temi che vengono proposti ma al modo stesso di fare arte.

Ecco cosa Giovanni Paolin ha raccontato ad ArtsLife.

La prima domanda sorge spontanea, come è nata la collaborazione con Marina Nissim e in che modo è avvenuta la selezione degli artisti? La scelta di presentarne 12 ha un particolare significato?

Immersione Libera, dopo Soy Cuba, rappresenta il secondo progetto espositivo nato dalla collaborazione tra Marina Nissim e Galleria Continua; quest’opportunità mi è stata data dai suoi tre fondatori, che hanno suggerito il mio nome per il progetto. La selezione degli artisti deriva da un processo di ricerca durato mesi e che si è sviluppato in più fasi attraverso cui sono stati selezionati artisti provenienti da contesti diversi, che potessero dare una sorta di spaccato della produzione artistica contemporanea in tutte le sue declinazioni. Tutto è partito da tanti studio visit, dalle tante ore passate in viaggio e dalle grandi discussioni affrontate insieme. Non è possibile dare una riposta valida per tutti gli artisti, ognuno aveva una o più caratteristiche giuste per partecipare a questa mostra. La mia certezza più assoluta risiede nelle qualità umane di tutte le persone coinvolte, grazie alle quali so che lavoreremo al meglio anche oltre la sua conclusione. É necessario quindi specificare che in realtà gli artisti di Immersione Libera sono sedici. Ai dodici a cui fai riferimento nella domanda infatti vanno aggiunti: Lucia Cristiani, una mia invitata speciale, Benni Bosetto, invitata da Caterina Molteni, Lisa Delfino e Sacha Kanah, invitati da Treti Galaxie e Beatrice Marchi, invitata da Giulia Colletti. Fin da subito ho sentito la necessità di invitare altri curatori in mostra, provando a garantire una molteplicità anche da questo punto di vista.

Marina NISSIM e Giovanni PAOLIN © Melania Dalle Grave e Agnese Bedini per DSL Studio

Il taglio curatoriale paradossalmente è quello di non averne uno, immersione libera, appunto, nell’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni e sfaccettature, dalle suggestioni veicolate ai materiali e alle tecniche che oggettivizzano le varie ispirazioni, in che modo hai operato nell’orchestrazione di queste pluralità? Ci sono state delle difficoltà?

La mia grande fortuna è stata di lavorare ad Immersione Libera su due fronti differenti: quello curatoriale, in cui il mio compito era di restituire un percorso di mostra fluido, e quello produttivo, in cui ero forzato a concentrarmi sul lavoro di ogni singolo artista e della sua affermazione rispetto a tutti gli altri. Questa doppio ruolo mi ha permesso di interiorizzare subito tutti i progetti degli artisti, per cui orchestrare queste pluralità all’interno dello spazio è avvenuto quasi naturalmente. All’inizio l’unico elemento certo per tutti i partecipanti era proprio lo spazio completamente vuoto della Palazzina dei Bagni Misteriosi, che soprattutto per il suo grande fascino è stata una grande sfida per gli artisti. Qualcuno lo ha assecondato, altri lo hanno sfidato. Personalmente credo che la modalità di invito carte blanche per la produzione di nuove opere site-specific sia stata la chiave giusta che ci ha permesso di lavorare in maniera organica.

Raluca Andreea Hartea, Sogno, sorrido, cammino, piango, 2019 © Melania Dalle Grave e Agnese Bedini per DSL Studio

La promozione delle giovani generazioni in campo artistico è la forza motrice che già nel 2017 ha portato Marina Nissim a presentare, sempre nella Palazzina dei Bagni Misteriosi, 8 artisti emergenti cubani al parterre milanese con Soy Cuba, essendo anche tu un “giovanissimo” che giudizio puoi esprimere riguardo la situazione dell’ambito in cui lavori e, più in generale, del panorama artistico italiano under 40?

Ahah (ride). Mi piacciono le virgolette sulla parola giovanissimo! Potrebbero dare il via alla prima di tante e forse classiche domande su cui continuiamo a rimuginare; ti provoco: probabilmente un ragazzotto di ventinove anni non dovrebbe essere considerato un giovanissimo, oppure sì? È indubbio che in Italia, “situazione” a cui appartengo, ci siano dei problemi visto che molti artisti e curatori non riescono a lavorare con la dignità che meritano. Non serve Giovanni Paolin per sottolineare nuovamente tutto ciò che non va, basterebbe anche solo far riferimento alle questioni emerse in maniera ufficiale dall’ultimo Forum dell’Arte Contemporanea. Essendo io un ottimista di natura però credo che i primi piccoli passi si stiano facendo e l’impegno di persone come Marina Nissim verso artisti (e curatori) italiani emergenti debba essere applaudito con forza. Mi avvilisce pensare a quanto nel panorama artistico italiano under 40 tutti siano costretti a sgomitare con ansia ed essere tremendamente possessivi con ciò che riescono ad ottenere, nonostante le nostre possibilità siano comunque innumerevoli rispetto ad un paese come Cuba. Purtroppo siamo ancora incastrati in un piccolo sistema che sta cercando di trovare nuove possibilità di respiro ma di sicuro voglio essere parte attiva del cambiamento. La situazione sarà diversa superati i fatidici 40?

Antonello Ghezzi, Alla luna, 2019 © Melania Dalle Grave e Agnese Bedini per DSL Studio

Informazioni utili

Immersione Libera
dal 2 aprile al 18 maggio 2019

ideata da Marina Nissim
a cura di Giovanni Paolin
in collaborazione con Associazione Pier Lombardo, Galleria Continua, Teatro Franco Parenti

Palazzina dei Bagni Misteriosi,
via Carlo Botta 18,
20135, Milano

Appuntamenti collaterali 

[*Agreements to Zinedine, L’animale cerimoniale, 2019 © Melania Dalle Grave e Agnese Bedini per DSL Studio]

Immersione Libera, contemporanea e misteriosa. Tre domande a Giovanni Paolin, curatore della mostra evento più chiacchierata dell’Art Week milanese

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