Meeting Art
Pubblicato il: sab 20 Apr 2019
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Franz Marc, August Macke e il Blaue Reiter. Doppia retrospettiva a Parigi

Franz Marc La Cascade (Femmes sous une cascade), 1912 Collection particulière © Maurice Aeschimann

Franz Marc La Cascade (Femmes sous une cascade), 1912 Collection particulière © Maurice Aeschimann

Una doppia retrospettiva celebra la breve carriera di due dei più interessanti esponenti del Blaue Reiter, caduti sul Fronte Occidentale assieme a tanti altri colleghi. Circa cento opere, con prestiti dall’Europa e dagli Stati Uniti; per la maggior parte mai esposte in Francia. Al Musée de l’Orangerie di Parigi fino al 17 giugno 2019.

Parigi. In quel lontano 1910 il futuro dell’Europa si annunciava tutt’altro che luminoso: la Belle Époque aveva raggiunto i suoi limiti fisiologici, e le ambizioni politiche degli Imperi Centrali e delle potenze dell’Intesa si misuravano nella ristretta area balcanica, in attesa di farlo nella prospettiva più vasta di una guerra europea. La diplomazia segreta era a lavoro per dividere i popoli, ma il mondo dell’arte si manteneva ben lontano da simili aberrazioni. Nonostante si cominci a guardare alla Germania come a una minaccia per la pace europea, Monaco di Baviera rimaneva una città culturalmente vivace che esercitava un certo fascino sul resto d’Europa; qui era nata la prima Secessione che si diffuse successivamente a Vienna, Praga e persino Roma. Adesso, negli anni Dieci del nuovo secolo, era uno dei centri più importanti della corrente espressionista, e si preparava a diventare il fulcro del nascente astrattismo tedesco.

Franz-Marc-Paysage-avec-maison-et-deux-vaches-1914-Merzbacher-Kunststiftung-©-Merzbacher-Kunststiftung

Franz-Marc-Paysage-avec-maison-et-deux-vaches-1914-Merzbacher-Kunststiftung- ©Merzbacher-Kunststiftung

Ispiratore del nuovo corso, il russo Vassily Kandinsky, che a Monaco aveva trovato una seconda patria, nonché la compagna Gabriele Münter, e qui fondò il celebre movimento del Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro, dal titolo di un suo dipinto), caposaldo dell’arte europea del Novecento. Alla base di questa nuova direzione pittorica, un’urgenza spirituale dettata dalla difficoltà dei tempi, dal clima esasperato dell’Europa dei nazionalismi bellicisti; si voleva ricreare un clima di speranza, di dialogo, di fratellanza, che riportasse l’umanità a pensare e ad agire su basi più etiche. Fra i seguaci più entusiasti del Blaue Reiter, Franz Marc (1880-1916) e August Macke (1887-1914), colleghi e amici che a Monaco hanno trovato l’ambiente ideale per sviluppare le loro ambizioni artistiche. Infatti, il cosmopolitismo della città si traduceva anche nella circolazione del recente pensiero artistico francese, parigino perlopiù, in particolare il fauvismo e l’orfismo di Delaunay e Apollinaire, e la corrente cubista sviluppata da Picasso e Braque dopo un attento studio di Cézanne. Un ambiente che sia Marc sia Macke conoscevano bene, per aver soggiornato nella capitale francese negli anni precedenti.

August Macke Cruche blanche avec fleurs et fruits, 1910 Kochel am See, Franz Marc Museum, collection particulière © Walter Bayer, München

August Macke Cruche blanche avec fleurs et fruits, 1910 Kochel am See, Franz Marc Museum, collection particulière © Walter Bayer, München

Ma la svolta arriva nel 1911: Kandinsky, che abitava a Monaco di Baviera dal 1896, vuole proseguire sulla strada della modernità, andando oltre l’esperienza del Neue Künstlervereinigung München, fondato appena due anni prima. E in quest’avventura coinvolge sin dall’estate Franz Marc, cui illustra l’idea di un almanacco da pubblicare, in cui spiegare le ragioni del nuovo movimento: si gettano le basi del Blaue Reiter, e per tramite di Marc vi approderà anche Macke. Fondando il Blaue Reiter, Kandinsky intendeva trovare il punto d’incontro fra le correnti dell’avanguardia pittorica europea, ovvero il Fauvismo, il Cubismo, il semisconosciuto Orfismo, le prime avvisaglie dell’Astrattismo, di cui era stato egli stesso protagonista. Lo scopo non era soltanto di carattere artistico, ma ne celava anche uno più squisitamente etico, rispondendo all’urgenza di frenare, in qualche modo, le tendenze separatrici che agivano in Europa; non casualmente, le esposizioni inaugurali del movimento, tenutesi nel 1912, ospitano non soltanto le opere dei suoi membri, ma anche quelle di Picasso, Braque, Rousseau, Schönberg, Vlaminck, Gontcharova e Larionov. Nell’Europa che va disgregandosi sotto la spinta del nazionalismo esasperato, Kandinsky avverte la necessità di una patria comune per gli artisti, in particolare per quelli impegnati nel recupero di una spiritualità che riavvicinasse l’umanità alle sue radici. Il Positivismo di fine Ottocento ha ormai segnato il passo, la Secessione non è riuscita a recuperare le radici morali del passato, mentre l’Espressionismo è preda di una pessimistica angoscia che non lascia adito alla speranza.

August Macke, Promeneurs au bord du lac II, 1912. New York, Neue Galerie © Neue Galerie, New York

August Macke, Promeneurs au bord du lac II, 1912. New York, Neue Galerie © Neue Galerie, New York

La grande mostra parigina illustra in maniera approfondita i differenti approcci dei due artisti tedeschi all’interno del Blaue Reiter: Marc sviluppa una concezione spirituale dell’arte e del rapporto con la natura, mentre Macke si mantiene sulle corde più razionali delle questioni di forma. Entrambi, però, sono fautori di una pittura potente e poetica insieme, che fa del colore una delle sue ragioni principali. Sulle loro tele si dispiegano universi domestici e naturali, sempre caratterizzati da una dolce intimità, evasioni bucoliche e idilliache verso una dimensione mentale che cancellasse la violenza dei tempi. Nella sua passione per gli animali, Marc rivela l’insofferenza per la brutalità della civiltà moderna. Macke è invece meno sognatore e più mondano, prediligendo soggetti come donne davanti alle vetrine in una pubblica via, la folla che passeggia in città, colorate scene circensi. Dipingendo, si cimenta in giochi di prospettiva inusuali, moltiplica i punti di fuga e i fuochi della scena. Parimente, nelle pitture astratte, il colore si erge a protagonista, riempiendo le superfici fra le linee continue. Dal loro punto di vista, Marc e Macke sono propugnatori di una pittura serena, dall’andamento musicale, in cui i colori tracciano complessi spartiti che tendono all’infinito, verso tutte le dimensioni, una pittura esultante, ardente, luminosa; possiede il medesimo fuoco dei romantici tedeschi, una sorta di moderno Sturm und Drang. Quanto però questo entusiasmo poggiasse su basi assai fragili, lo dimostra questa frase: «Ovunque, i giovani artisti si mandano dei segnali; basta uno sguardo, una stretta di mano, e subito ci si comprende». Sono parole scritte da Marc nel gennaio del 1912, nell’Almanacco del Blaue Reiter. Purtroppo, alla profonda vicinanza artistica franco-tedesca non corrispondeva quella politica, e nel 1914 gli eserciti dei due Paesi si combatteranno aspramente fra la Marna, le Ardenne e la Mosa; August Macke e Franz Marc, costretti a scegliere fra l’arte e la patria, scelsero la seconda e partirono volontari per il fronte. Dal quale non potranno più tornare.

August Macke, Les Jouets du petit Walter, 1912 Francfort-sur-le-Main, Städel Museum © Städel Museum - U. Edelmann - Artothek

August Macke, Les Jouets du petit Walter, 1912 Francfort-sur-le-Main, Städel Museum © Städel Museum – U. Edelmann – Artothek

La mostra ha il pregio sostanziale di esporre, a fianco delle pitture di Franz Marc e August Macke, quelle di molti loro contemporanei, come Derain, Vlaminck e Rousseau, dando così la misura della portata di una generazione di artisti che, probabilmente, fu l’ultima ancora capace di sognare senza ricorrere alla violenza.

Franz-Marc-Composition-I-1913-Privatbesitz-Schweiz-Depositum-im-Zentrum-Paul-Klee-Bern-©-Zentrum-Paul-Klee-Bern-Bildarchiv

Franz-Marc-Composition-I-1913-Privatbesitz-Schweiz-Depositum-im-Zentrum-Paul-Klee-Bern-©-Zentrum-Paul-Klee-Bern-Bildarchiv

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Autore

- Laureato in Studi Internazionali, è saggista di storia militare, critico d’arte, di teatro e di jazz per alcune riviste di settore. Svolge anche attività di curatore indipendente


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