Meeting Art
Pubblicato il: mer 17 Apr 2019
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Mimetizzarsi per resistere. In esclusiva la live performance di Liu Bolin al MUDEC di Milano

Performance Liu Bolin, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

“Alcuni diranno che sparisco nel paesaggio, io direi che è il paesaggio che s’impadronisce di me”

Camaleonte. Invisible man. Maestro del camouflage. Liu Bolin (1973) è l’uomo-artista che ha fatto della sua mirabile capacità di mimetizzarsi la sua peculiarità, la sua cifra stilistica riconoscibile e riconosciuta in tutto il mondo. Mimetizzarsi tra barconi di migranti, scaffali di supermercati, edifici anonimi, opere d’arte. Camouflage come resistenza politica e testimonianza, in un sottile gioco tra visibile e invisibile, analisi della tensione esistente tra l’individuo e la società. Perché tutto cominciò quando le autorità cinesi distrussero con un pretesto il distretto dell’arte di Pechino, Suojia Village, nel 2006, dove anch’esso produceva e creava. Si fece così ritrarre davanti alle macerie in una serie di scatti iconici dimostrando, oltre la condanna, la totale appartenenza, aderenza, al luogo. Una performance politica.

Nelle opere di Bolin si miscelano fotografia, body art e scultura. Una sintesi perfetta di pittura, fotografia e arti plastiche (l’artista nasce come scultore). L’artista posa infatti (come si può vedere nelle fotografie della performance pubblicata in questo articolo da ArtsLife) per ore davanti alla scenografia prescelta facendola sua. Si fonde. Siano un paesaggio, una tela o una qualsiasi cosa sia stata scelta per mimetizzarsi con essa. Occhi chiusi e silhouette appena visibile: una performance mimetica, in cui, grazie a un accurato body painting (risultato di ore di incessante lavoro dei suoi artisti-assistenti) il suo corpo risulta pienamente integrato con lo sfondo. Quel mondo della fotografia “prima dello scatto”, quell’universo di ricerca preparatoria che è essa stessa performance artistica, coinvolgimento emotivo, attesa dell’attimo perfetto, concentrazione intima e lavoro di squadra; e infine, scatto. Il processo creativo, terminata la preparazione (anch’essa facente parte dell’opera), viene fissata difatti con la fotografia.

Siamo stati nei depositi del MUDEC – Museo delle Culture, dove è ambientato il suo ultimo scatto, presente alla imminente mostra in loco. MUDEC PHOTO infatti ospita la seconda mostra fotografica dalla sua apertura (dicembre 2018 con Steve McCurry Animals) a oggi, e affida a Liu Bolin il compito di raccontare la sua arte in prima persona, con questa performance appositamente creata per il MUDEC che ha come sfondo i pezzi iconici della sua collezione permanente, a un mese dall’apertura della mostra “Visible Invisible” (aperta al pubblico dal 15 maggio fino al 15 settembre 2019).

Al MUDEC l’artista propone un progetto appositamente creato per Mudec Photo: cinquanta opere dell’artista, tra cui un inedito scattato al Castello Sforzesco di Milano e quello realizzato nel 2019 alla Galleria Borghese di Roma, nonché abiti e video di backstage esposti qui anteprima, oltre ai bellissimi lavori della serie Migrants. Attraverso le sue opere Liu Bolin cerca di sviscerare le contraddizioni dell’uomo contemporaneo e di indagare nel profondo il rapporto tra la civiltà creata dall’uomo e l’uomo stesso.

PERFORMANCE DI LIU BOLIN al MUDEC

fasi preparatorie

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Il primo impulso trasposto nelle fotografie di LiuBolin, che possiamo dividere in ‘serie’ sulla base del tema affrontato o del luogo oggetto dell’attenzione artistica del performer, è stato la ribellione nei confronti delle autorità, che nel 2005 stavano demolendo il suo studio nel SuojiaArts Camp per far spazio al progresso e al nuovo che avanza, distruggendo però tutto il mondo alle spalle dell’artista, e quindi anche la tradizione e l’identità di un popolo. Nasce la serie Hiding in the city, esposta in mostra. LiuBolin prosegue nella ricerca sulla sua vita e sui punti in comune con le vite degli altri, i temi sociali che racchiudono i luoghi da lui visitati e l’impatto del proprio messaggio artistico sulla società. Individuare dunque lo spazio giusto diventa fondamentale per comunicare il messaggio. È il caso della serie Hiding in the rest of the world, e soprattutto Hiding in Italy (2008-2019) dove all’importanza del luogo si aggiunge l’attenzione al confronto tra la visione della cultura orientale e quella occidentale, dove Cina e Italia rappresentano per l’artista le due culle della cultura rispettivamente asiatica ed europea, a cui si unisce il particolare amore e rispetto per il Bel Paese e l’attenzione che in generale l’Occidente presta alla conservazione della cultura.

In mostra anche le fotografie del ciclo Shelves, “scaffali”: di fronte a lunghe distese di scaffali di supermercati, colmi di beni di largo consumo, luoghi banali e tipici della nostra quotidianità, LiuBolin scompare tra scatolame e verdure, evocando un’immagine forte, ossessiva e totalizzante, come lo è il nostro bisogno consumistico in cui prodotto econsumatore finiscono per identificarsi e annullarsi.

PERFORMANCE LIU BOLIN al MUDEC

fusione nella scenografia

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

VISIBLE / INVISIBLE

Tra le fotografie più celebri, anche il ciclo Migrants – tema particolarmente caro al MUDEC – dove LiuBolin ha coinvolto altri performers, ovvero dei rifugiati ospiti di alcuni centri d’accoglienza in Sicilia. In questo caso, l’identificazione con lo sfondo lascia il posto alla spersonalizzazione dell’io e di un popolo, che non ha più volto se non quello della disperazione umana e della denuncia sociale.

Luoghi emblematici, problematiche sociali, identità culturali note e segrete: LiuBolin fa sua la poetica del nascondersi per diventare cosa tra le cose, per denunciare che tutti i luoghi, tutti gli oggetti, anche i più piccoli, hanno un’anima che li caratterizza e in cui mimetizzarsi, svanire, identificarsi nel Tutto: una filosofia figlia dell’Oriente, ma che ha conquistato il mondo intero, soprattutto quello occidentale.

Contraddizioni tra passato e presente, tra il potere esercitato e quello subito: è la lettura opposta e complementare della natura delle cose, documentata dalle immagini di Liu Bolin.

Denuncia? Riflessione critica? Contestazione politica e sociale? Le fotografie di LiuBolin hanno diversi livelli di lettura, oltre l’immediatezza espressiva. Dietro lo scatto fotografico che si conclude in un momento c’è lo studio, l’installazione, la pittura, la performance dell’artista: un processo di realizzazione che dura anche giorni, a dimostrazione di come un’immagine fotografica artistica non sia mai frutto di un caso, ma la sintesi di un processo creativo spesso complesso, che rivela la coscienza dell’artista e la sua intima conoscenza della realtà in tutta la sua complessità.

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin, foto ARTSLIFE

Performance Liu Bolin MUDEC, foto ARTSLIFE

Informazioni utili

VISIBLE INVISIBLE

MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)

15/05/2019 – 15/09/2019

Intero € 10 | Ridotto € 8

www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917 | mudec.it

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