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Pubblicato il: sab 13 Apr 2019
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Toulouse-Lautrec: lo spettacolo continua. Grande mostra alla Villa Reale di Monza

Henri de Toulouse-Lautrec Divan Japonais 1893 litografia a colori, 80,8x60,8 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1893, litografia a colori, 80,8×60,8 cm ©Herakleidon Museum, Athens Greece

Ancora attuali e affascinanti le figure iconiche di Toulouse-Lautrec. 11 sezioni raccontano la trama indissolubile che lega la vita e l’opera di un artista unico. Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière è alla Villa Reale di Monza, dal 10 aprile al 29 settembre 2019.

Quasi un secolo separa l’edificazione della Villa Reale di Monza (1777) dalle serate fumose ed allegre del Moulin Rouge e della Parigi della Belle Epoque. I teatri di fine Ottocento ospitavano gli spettacoli più disparati, dal cabaret alle tragedie greche, e offrivano gli incontri più sconvolgenti a chi era disposto a perdersi negli angoli meno illuminati della Ville Lumiere. Tra questi c’era un bizzarro personaggio che di serate non ne mancava una.

“Non importa di che spettacolo si tratti. Sono sempre felice quando sono a teatro!” esclamava Henri De Toulouse-Lautrec (1864-1901) durante la sua breve vita da nobile dimissionario, che alla patina avida del padre ha preferito quei cartelloni pubblicitari che hanno saputo veramente cogliere e rappresentare l’anima della Parigi di fine secolo. Oggi 150 delle sue opere sono in mostra a Monza, dal 10 aprile al 29 settembre 2019. Toulouse-Lautrec. La Ville Lumière unisce i toni pallidi e piatti dell’arte pittorico-grafica dell’artista con le pareti chiare della Reggia Reale in un passo a due degno di quelle serate a Montmartre.

Henri de Toulouse-Lautrec Aristide Bruant nel suo cabaret 1893 litografia a colori, 127,3x95 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

Henri de Toulouse-Lautrec, Aristide Bruant nel suo cabaret, 1893 litografia a colori, 127,3×95 cm © Herakleidon Museum, Athens
Greece

Lo immaginiamo vagare tra ballerine agghindate, attori scapestrati e altri fuggiaschi in cerca di un luogo dove evadere da un’esistenza mai accettata. Ebbrezza, musica e bellezza i nodi di raccordo tra la vita di Toulouse-Lautrec e la sua arte, che lui ha sempre posto sul medesimo piano. Ma se la prima è stata breve, condotta con dissolutezza e disprezzo per le convenzioni, la sua produzione artistica è diventata iconica ed immortale.

Henri de Toulouse-Lautrec Jane Avril 1893 litografia a colori, 124x91,5 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril, 1893, litografia a colori, 124×91,5 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

Stefano Zuffi ha curato ben 11 sezioni in cui le opere, provenienti dal Herakleidon Museum of Athens, tratteggiano il binario condiviso che arte e vita hanno percorso nell’esistenza di Toulouse-Lautrec. L’abilità tecnica (The study of engraving and lithography), le amicizie (Stars of the Parisian night scene: Jane Avril, Stars of the Parisian night scene: Aristide Bruant, Stars of the Parisian night scene: Yvette Guilbert), gli anni difficili degli incidenti e la malattia (Drawings from adolescence to adulthood), lo sdegno per la vita borghese (Satirical journals), la passione per il teatro e gli animali (The Moulin Rouge and Parisian shows, Horses and riders), il lavoro da illustratore (Books and publishing projects), le sfumature intellettuali (La Revue Blanche) e gli amori platonici e irrisolti (Toulouse and women).

Henri de Toulouse-Lautrec Cavaliere 1879-1881 penna e inchiostro su carta, 9,6x7 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

Henri de Toulouse-Lautrec, Cavaliere, 1879-1881, penna e inchiostro su carta, 9,6×7 cm © Herakleidon Museum, Athens Greece

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