Meeting Art
Pubblicato il: gio 04 Apr 2019
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Dare vita e luce all’argilla inerte della carne umana. La mega retrospettiva di Horst P. Horst a Reggio Emilia

Horst P. Horst, Evelyn Tripp, New York 1951, cm 44,6x35. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

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«La moda è un’espressione dei tempi. L’eleganza è un’altra cosa ancora». | Horst P. Horst, 1984

Il fil rouge di Fotografia Europea 2019 comprende i molteplici possibili legami che si instaurano nel corso della vita di un uomo: in apertura il 12 aprile 2019, anche la retrospettiva dedicata al maestro di stile Horst P. Horst rientra nel programma di questa nuova edizione che si preannuncia densa di interessanti appuntamenti per gli amanti della fotografia.

A cura di Walter Guadagnini e realizzata in collaborazione con la Galleria Paci Contemporary di Brescia, l’esposizione avrà l’obiettivo di raccontare i sessant’anni di carriera di uno dei più grandi fotografi di moda del XX secolo e le relazioni che ne hanno condizionato il percorso artistico ed esistenziale.

Horst P. Horst, Lisa Fonnsagrives-Penn, Vogue, June 1940, cm 80x105 cs. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Horst P. Horst, Lisa Fonnsagrives-Penn, Vogue, June 1940, cm 80×105 cs. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Horst P. Horst. A beautiful image ripercorrerà le tappe salienti del suo operato, ricordando anche il momento in cui, nel 1939, il fotografo fu costretto a partire per gli Stati Uniti, lasciandosi alle spalle una Parigi divenuta familiare; con la seconda guerra mondiale ormai alle porte il legame costruito con la capitale francese si spezzò bruscamente, segnando la fine di un florido periodo e l’inizio di una nuova vita in America.

Così scriveva Horst su quel drammatico ricordo: «Ho lasciato lo studio alle quattro del mattino, sono tornato a casa, ho preso il bagaglio e sono salito sul treno per Le Havre delle sette per imbarcarmi sul “Normandie”. Tutti sentivamo che la guerra era imminente. Troppe armi, troppe chiacchiere. E si sapeva che qualsiasi cosa fosse successa, la vita non sarebbe più stata come prima. A Parigi avevo trovato una famiglia e un modo di vivere. I vestiti, i libri, l’appartamento, tutto doveva essere abbandonato».

Il fotografo tedesco divenne cittadino americano a tutti gli effetti nel 1943, cambiando il suo cognome da Bohrmann a Horst. Famoso per le sue collaborazioni con il mondo della moda e per gli innumerevoli scatti realizzati per rinomate copertine come Harper’s Bazaar, House and Garden e Vogue, ha ritratto la comunità artistica parigina degli anni Trenta e il suo nome si è legato ad alcune delle più note personalità del Surrealismo, collaborando ad esempio con Salvador Dalì e immortalando le creazioni di Elsa Schiaparelli.

Horst P. Horst, Mainbocher corset, Paris 1939, cm 40,5x50,5. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Horst P. Horst, Mainbocher corset, Paris 1939, cm 40,5×50,5. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Uno dei suoi più celebri scatti, Mainbocher Corset (1939), risale proprio a questa fase della sua carriera ed essendo l’ultima foto del periodo parigino avrà un ruolo centrale nella mostra di Palazzo Magnani.

Unitosi a Vogue nel 1931, ben presto divenne il fotografo principale della rivista di Condé Nast, prendendo gradualmente il posto del suo mentore, George Hoyningen-Huene.

Horst – maestro di stile, amante della bellezza e dell’eleganza – si mostra fin da subito al passo con i contemporanei progressi tecnici nel campo della fotografia e realizza per Vogue anche numerosi scatti dai colori sgargianti, senza mai porre in secondo piano l’equilibrio e l’attenzione alla composizione tipici del suo operato.

Fin dal principio la luce assume un ruolo fondamentale nelle fotografie di Horst e questo particolare emerge ancor più negli scatti di nudo degli anni Cinquanta: come affermò Mehemed Agha, art director di Vogue America, «Horst prende l’argilla inerte della carne umana e la modella nelle forme decorative della sua stessa invenzione. Ogni gesto dei suoi modelli è pianificato, ogni linea controllata e coordinata a tutto il quadro. Alcuni gesti sembrano naturali e incuranti, perché attentamente provati; gli altri, come il dio di Voltaire, furono inventati dall’artista perché non esistevano».

Horst P. Horst, Evelyn Tripp, New York 1951, cm 44,6x35. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Horst P. Horst, Evelyn Tripp, New York 1951, cm 44,6×35. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia – Porto Cervo, IT)

Informazioni utili

Dove: Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 31 – Reggio Emilia
Quando: dal 12 aprile al 9 giugno 2019

Orari: Sabato e Domenica h 10-19

Biglietti: Intero 10 € / Ridotto 8 € / Biglietto unico Fotografia Europea 15 €

Ulteriori informazioni su orari e biglietti sono disponibili sul sito di Palazzo Magnani e all’interno del programma di Fotografia Europea 2019 – Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi.

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