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Pubblicato il: mer 03 Apr 2019
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Rubens a Siviglia. Tutta la violenza della sua pittura in due capolavori provenienti da Torino

Peter Paul Rubens, dettaglio di Deyanira tentata dalla Furia

Peter Paul Rubens, dettaglio di Deyanira tentata dalla Furia

Due grandi opere di Rubens viaggiano da Torino fino a Palazzo di Lebrija, Siviglia. I dipinti sono posti in dialogo tra loro e con le opere conservate nel museo. Dal 4 aprile al 22 settembre.

Pittore d’eccellenza del Seicento fiammingo, Peter Paul Rubens intrattiene con la Spagna una relazione che oggi si arricchisce di un nuovo capitolo. Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane. è in mostra dal 4 aprile al 22 settembre al Palazzo di Lebrija, Siviglia. Rubens dipense, tra le altre, anche per la corte reale spagnola, dove strinse amicizia con un altro grande pittore barocco come Diego de Velàzquez. Ora ritorna nella penisola iberica sulle orme del progetto “Capolavori dalle Collezioni italiane”, che prevede di ospitare nella casa museo di Palacio de Lebrija diverse opere provenienti da grandi musei italiani.

Peter Paul Rubens, Deyanira tentata dalla Furia

Peter Paul Rubens, Deyanira tentata dalla Furia

Protagonisti di questa specifica mostra due capolavori del Musei Reali di Torino – Galleria Sabauda: Ercole nel giardino delle Hesperides e Deyanira tentata dalla Furia. Nel primo imponente dipinto Ercole, sconfitto il serpente guardiano Ladone, si appresta a raccogliere i pomi d’oro custoditi nel giardino delle Esperidi, completando così la sua undicesima fatica. Ercole calpesta vittoriosamente la testa del feroce serpente che giace esangue ai suoi piedi, mentre ha ancora la zampa avvinghiata alla clava, nell’ultimo disperato tentativo di resistere alla forza sovrumana del semidio.

La seconda tela, sempre di grande formato, raffigura Deianira, sposa di Ercole (che ricorda le fattezze della seconda moglie di Rubens, Hélène Fourment), mentre riceve una tunica impregnata del sangue del centauro Nesso dalla dea della vendetta Furia. Non sospettando nulla, Deianira offrirà poi il manto in dono ad Ercole, provocandone la morte atroce e uccidendosi a sua volta per il rimorso.

I due lavori si collegano inoltre ad alcune opere del Palazzo. Per quanto riguarda Ercole nel giardino delle Hesperides, il legame è di natura geografica, dal momento che il meraviglioso giardino abitato dalle ninfe sarebbe stato situato, secondo il geografo Estrabòn, proprio nel sud della Spagna. La figura di Ercole, riconduce invece al più grande mosaico del museo, dedicato a suo padre Zeus.

Ercole nel giardino delle Hesperides

Ercole nel giardino delle Hesperides

Per quanto concerne Deianira, l’opera è posta in dialogo con altre due figure di rilievo della mitologia greca: il Busto giovanile di Afrodite, replica dell’originale di Fidia scolpito dal suo discepolo Agoracrito di Paros nel V secolo a.C, e il marmo raffigurante Minerva, con l’elmo sul capo e con un gorgoneion che le decora il petto raffigurante la testa di Medusa, offertole da Perseo.

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