meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 14 Mar 2019
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Da Tokyo a Milano. La tavola policentrica di Achille Castiglioni

Achille Castiglioni

Il discorso sul tema dell’abitare avviato dalla Fondazione Achille Castiglioni nel 2016 con la rassegna Dimensione Domestica è ora arrivato al suo terzo e ultimo atto. Inaugurato nel dicembre del 2018, anno del centenario dalla nascita di Achille (1918-2002), Dimensione Domestica atto III conclude un programma espositivo sviluppato nell’arco di tre anni che punta a offrire al pubblico una visione panoramica dell’idea di arredamento dei fratelli Castiglioni.

Se già dal 2006 è possibile visitare il loro studio in piazza Castello, oggi sede della Fondazione, e ammirarne gli oggetti più iconici – dalla lampada Arco fino al tavolino Basello -, quello che contraddistingue questa iniziativa articolata in tre atti è la possibilità di osservare gli elementi di arredo in una studiata coralità: tramite ricostruzioni fedeli di ambienti domestici allestiti dai due architetti e designers per alcune esposizioni nel corso degli anni.

Dopo l’Ambiente di Soggiorno (dalla mostra Colori e forme della casa d’oggi a Villa Olmo, Como, 1957) e l’Ambiente arredato per il Pranzo (dalla mostra La casa abitata a Palazzo Strozzi, Firenze, 1965), riprodotti rispettivamente nell’atto I (2016) e nell’atto II (2017) della rassegna, è ora la volta della Salle a Manger, realizzata in origine per la mostra Mobili Italiani a Tokyo del 1984 e attualmente riproposta nei locali della Fondazione fino al 18 marzo.

Achille Castiglioni

Achille Castiglioni

Tavoli, sedute, punti luce, servizi di piatti, posate, bicchieri e persino portavasi ornati di piante costituiscono questo “set” in cui tutto è apparecchiato per l’arrivo di ipotetici commensali. Il rigore della disposizione a semicerchio dei nove posti a sedere suggerisce che si tratti di una cena formale, in linea con l’atmosfera cerimoniale tipica della cultura giapponese. Eppure basta un colpo d’occhio per immaginare che se si mangiasse qui non ci sarebbe il rischio di prendersi troppo sul serio: perché i mobili disegnati da Achille Castiglioni hanno sottintesa una componente ironica, ludica e soprattutto, come sostiene Paolo Ferrari, denotano la volontà del loro autore di «suggerire comportamenti abitativi inconsueti».

Lo dimostrano la sedia Primate, qui proposta in pelle bianca, priva di schienale ma attrezzata di una sorta di pouf su cui bisogna inginocchiarsi, e il tavolino Cumano. Con il piano in lamiera verniciata, ha un piccolo foro multiuso nel quale infilare le dita per sollevarlo oppure, come si può vedere in questa Salle a Manger, far passare il tubolare metallico di una lampada. La stessa combinazione di utilità e design intelligente la si può cogliere anche nei bicchieri Ovio, muniti di un elastico per evitare il rumore degli urti, e nelle posate Dry (vincitrici del premio Compasso d’oro nel 1984).

Castiglioni

Dimensione Domestica atto III

Unico elemento dell’esposizione che non porta la firma di Achille Castiglioni (il fratello Pier Giacomo era scomparso nel 1968) è l’intarsio in laminato multicolore disegnato da Aoi Kono Huber posto al centro del pavimento: una sorta di tappeto rigido che, unificando visivamente i nove tavoli apparecchiati, completa la scena.

Oltre alla sala di Tokyo, la cui riproduzione è stata curata da Beppe Finessi e Marco Marzini, si possono osservare anche alcuni materiali d’archivio che permettono di farsi un’idea su cosa vi sia dietro ad un progetto di allestimento. Gli schizzi a matita e le tavole con segnati sopra appunti e annotazioni documentano la fatica, i ripensamenti, l’iter per arrivare alla soluzione finale; fotografie e lettere confidenziali tra Castiglioni e i suoi collaboratori testimoniano invece l’importanza del dato umano, di quello scambio di consigli ed esperienze di vita così prezioso per chi si impegna a progettare le “dimensioni domestiche” in cui abitiamo tutti i giorni.

Informazioni utili

Dimensione Domestica atto III

Fino al 18 marzo 2019

Fondazione Achille Castiglioni, Piazza Castello 27, Milano

Solo visite guidate sempre su prenotazione: dal martedì al venerdì, alle ore 10.00 – 11.00 – 12.00

Biglietto singolo: 10 Euro; biglietto ridotto: 7 Euro

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