Meeting Art
Pubblicato il: lun 11 Mar 2019
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Le top mostre di marzo a Roma. Da Leonardo a Balla, da Burri a Mapplethorpe


Da Leonardo da Vinci a Giacomo Balla, da Burri a Mapplethorpe, tra musei e gallerie, questo mese si inaugurano nella Capitale  una serie di mostre imperdibili.

Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza

Scuderie del Quirinale – Dal 13 marzo al  30 giugno 2019 

Dalla formazione toscana, al soggiorno milanese, fino al tardo periodo romano, la mostra ripercorre l’opera di Leonardo sul fronte tecnologico e scientifico e traccerà le connessioni culturali con i suoi contemporanei, per offrire una visione finalmente ampia di questa grande figura, spesso presentata come genio isolato.

Laboratori per bambini ma anche per adulti si affiancheranno alla mostra. Fino al 12 marzo è  possibile acquistare i biglietti d’ingresso alla mostra in promozione.

Informazioni

Scuderie del Quirniale  – Via XXIV Maggio 16
Telefono: +39 02 92897722
E-mail: info@scuderiequirinale.it

 

locandina della mostra su leonardo da vinci alle scuderie del quirnale

Locandina della msotra

Helen Frankenthaler. Sea Change: A decade of paintings, 1974–1983

Gagosian -Dal 13 marzo al 19 luglio

Il titolo della mostra dedicata a una  delle più grandi artiste americane del Dopoguerra, si collega alle dodici tele in mostra dipinte tra il 1974 e il 1983 ispirate dai paesaggi della casa presa in affitto nel 1974  affacciata sulle acque del Long Island Sound. Una fase significativa della vicenda artistica dell’artista famosa per il suo ruolo fondamentale nella transizione dall’Espressionismo Astratto al movimento Color Field.

La mostra si integra all’esposizione ospitata presso il  Museo di Palazzo Grimani durante la Biennale di Venezia 2019.

Informazioni

Gagosian
via Francesco Crispi 16, Roma

Helen Frankenthaler, Jupiter, 1976, Acrilico su tela, 106 x 74 1/4 in 269.2 x 188.6 cm. © 2019 Fondazione Helen Frankenthaler, Inc./Artists Rights Society (ARS), New York. Foto: Rob McKeever, Courtesy Gagosian

Helen Frankenthaler, Jupiter, 1976, Acrilico su tela, 106 x 74 1/4 in 269.2 x 188.6 cm. © 2019 Fondazione Helen Frankenthaler, Inc./Artists Rights Society (ARS), New York. Foto: Rob McKeever, Courtesy Gagosian

Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile

Galleria Corsini – Dal 15 marzo al 30 giugno 2019

In occasione del trentesimo anniversario della sua morte, il Guggenheim di New York dedicherà a Robert Mapplethorpe (1946 -1989) una retrospettiva lunga un anno mentre proprio in questi giorni, un’altra esposizione dedicata al controverso artista americano allestita presso il Museo Madre di Napoli sta registrando un notevole interesse da parte della critica e del pubblico.
Ora la raffinata irriverenza di uno dei più grandi maestri della fotografia del XX secolo sbarcherà anche a Roma per la mostra che la Galleria Corsini gli dedicherà dal 15 marzo al 30 giugno 2019. Organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation, la mostra raccoglie quarantacinque opere e si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Mapplethorpe (1946-1989): lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale. Un evento unico poiché questa è la prima volta che le fotografie di Mapplethorpe vengono esposte nel contesto di una quadreria settecentesca

Informazioni

Galleria Corsini, via della Lungara 10
Dal 15 marzo al 30 giugno 2019
Orari: dal mercoledì al lunedì dalle 8.30 alle 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00.
Giorni di chiusura: martedì, 25 dicembre, 1° gennaio
Biglietto Barberini Corsini: Intero 12 € – Ridotto 6 €

Self-Portrait, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Robert Mapplethorpe
Self-Portrait, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

Vetrine dall’Archivio di Duilio Cambellotti
Galleria d’Arte Russo – Dal 16 marzo al 6 aprile
Dopo la grande mostra monografica ospitata nei musei di Villa Torlonia e terminata da pochi mesi, la Galleria Russo ospita un’esposizione divisa in aree tematiche in grado di far conoscere nelle sue diverse sfaccettature, l’opera di uno degli artisti più versatili della prima metà del ‘900.
La mostra, che vede l’esposizione di duecento opere, tutte di proprietà dell’Archivio e nella maggior parte dei casi disponibili per il collezionista, si prefigge lo scopo di presentare materiali meno noti o del tutto inediti che mostrano il modus operandi dell’artista nelle varie fasi di definizione di un’idea grafica o plastica (dallo schizzo sommario all’opera finita) e la relazione sempre presente tra tecniche diverse.
Informazioni
La mostra sarà accompagnata dal catalogo a colori edito da Manfredi Edizioni con la riproduzione e le schede di tutte le opere esposte, arricchito dai testi critici dei curatori della mostra, Daniela Fonti e Francesco Tetro.
Galleria Russo, via Alibert 20 – Roma
Orari: lunedì dalle 16.30 alle 19.30; dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 19.30
Info www.galleriarusso.com
06 6789949 – 06 69920692
Ingresso gratuito

Duilio Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il manifesto Esposizione Nazionale di Torino del 1898, 1897 tempera, biacca, carboncino, porporina, matita su carta da disegno grigia, 113,5 x 79 cm

Duilio Cambellotti, Bozzetto esecutivo per il manifesto Esposizione Nazionale di Torino del 1898, 1897 tempera, biacca, carboncino, porporina, matita su carta da disegno grigia, 113,5 x 79 cm

Giacomo Balla. Dal futurismo astratto al futurismo iconico

Palazzo Merulana – Dal 21 marzo al 17 giugno

La vicenda artistica di Giacomo Balla (1871–1958) ha attraversato varie fasi. Dai primi quadri di matrice pointilliste, fino al ritorno al figurativismo, la sua creatività non è mai stata scontata ed è sempre stata in grado di anticipare  le nuove tendenze. Negli ultimi anni in particolare, molte mostre sono andate al di là del Balla futurista per focalizzarsi sugli altri aspetti della sua incredibile carriera costantemente tesa verso la sperimentazione. La mostra ospitata a Palazzo Merulana  si propone  di indagare un particolare passaggio di stile, che Giacomo Balla sperimenta intorno agli anni trenta – con un innovativo  processo che provoca un effetto ‘retinatura’ delle immagini a stampa dei giornali – in cui le immagini si associano a quelle dei media dell’epoca, intuendo la nascente iconicità dei personaggi mediatici protagonisti, molti anni dopo, della ‘pop art’ americana.

Al centro del progetto espositivo curato da Fabio Benzi, il ‘ Ritratto di Primo Carnera’ (1933), custodito all’interno della collezione permanente di Palazzo Merulana.

In mostra si riuniscono, oltre ad alcuni dipinti più esplicitamente futuristi eseguiti negli stessi anni, le opere eseguite con quella tecnica a “retinatura”, mettendole a confronto con le immagini dei divi, realizzate da grandi fotografi come Luxardo e Ghergo, e con le riviste dell’epoca.

Informazioni

Per tutta la durata della mostra Palazzo Merulana sarà aperto dal mercoledì al lunedì, dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19).
Modalità di partecipazione
Biglietto Collezione + Mostra
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00 (Giovani under 27, adulti over 65, insegnanti in attività, appartenenti a gruppi convenzionati)
Gratuito Bambini under 7, un accompagnatore ogni 10 persone, un insegnante ogni 10 studenti, disabile con accompagnatore
Scuole € 6.00 (per studente). Prenotazione obbligatoria turno ingresso scuole € 20.00
Gruppi € 8.00 a persona (min 10, max 25 persone) Prenotazione obbligatoria turno ingresso gruppi € 30.00
Info
info@palazzomerulana.it
+39 06 39967800

Locandina mostra su Giacomo Balla

Immagine Locandina della mostra

La ferita della bellezza. Alberto Burri e il Grande Cretto di Gibellina

Museo Carlo Bilotti- Aranciera di Villa Borghese – Dal 23 marzo al 9 giugno

Il progetto espositivo itinerante  ruota intorno a una delle pagine più significative dell’arte contemporanea del nostro paese e della vicenda artistica di Alberto Burri: il Grande Gretto di Gibellina, l’opera di Land Art più grande al mondo.

Dopo il terremoto nella Valle del Belice del 1968 il sindaco di allora, Ludovico Corrao chiamò a sé, tutti i più importanti artisti contemporanei dell’epoca. Diversamente dagli altri artisti concentrati sulla nascente ‘Gibellina nuova’, Burri si concentrò sulle macerie della vecchia città.  Come un enorme sudario, una distesa di cemento tiene salda la materia e i ricordi.  Le fratture di cemento che appaiono dall’alto riprendono il tema della lacerazione,  sempre presente nella sua opera. Se da un lato una selezione di opere dell’artista ripercorrono la poetica della ferita – della materia come dell’anima – una parte importante del percorso interpretativo sono le fotografie di Aurelio Amendolla, il fotografo che per eccellenza ha raccolto le immagini di Burri e che ha realizzato gli scatti del 2011 e del 2018 : un documento importante considerato che l’opera dell’artista è di fatto terminata solo nel 2015.

Nel percorso inoltre, il video di Petra Noordkamp – prodotto e presentato nel 2015 dal Guggenheim Museum di New York, in occasione della grande retrospettiva The Trauma of Painting – filma in un racconto poetico e di grande sapienza tecnica l’opera di Burri e il paesaggio circostante.

Una mostra da non perdere considerato anche che l’ingresso è gratuito!

Informazioni: 

Biglietto d’ingresso: ingresso gratuito alla mostra e al museo
Info: Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
con un prestito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
A cura di Massimo Recalcati con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi
Servizi museali Zètema Progetto Cultura
Prodotta da Magonza editore (www.magonzaeditore.it)
Con il patrocinio di Regione Lazio, Regione Sicilia, Comune di Gibellina, Fondazione Orestiadi, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri
Con il sostegno di Broker ufficiale; PL Ferrari; A Member of the Lockton Group of Companies

Gretto di Burri

Courtesy image Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese

 

 

 

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