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Pubblicato il: mer 06 Feb 2019
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Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto, a marzo al cinema

Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto: arriva al cinema il nuovo appuntamento della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital

Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto: sarà nelle sale solo il 25, 26, 27 marzo il film evento dedicato all’artista che lasciò tutto per seguire la sua ispirazione primitiva e reinventare completamente la pittura occidentale.

Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto, diretto da Claudio Poli (Hitler contro Picasso e gli altri), su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, vede anche la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini.
Ripercorrendo le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, ci guiderà infatti in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione e attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi più grandi capolavori: New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts.

Paul Gauguin, Parau api, 1892

Paul Gauguin, Parau api, 1892

Ad accompagnare lo spettatore gli interventi di esperti internazionali: Mary Morton, curatrice alla National Gallery of Art di Washington, Gloria Groom, curatrice all’Art Institute di Chicago, Judy Sund, docente della New York City University, Belinda Thomson, massima esperta di Gauguin, David Haziot, autore della più aggiornata e accreditata biografia su Gauguin.Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto

Gauguin a Tahiti. Il Paradiso Perduto trasforma in immagini quel libro d’avventura che fu la vita di Gauguin, ma è anche la cronaca di un fallimento. Perché Gauguin non poté mai sfuggire alle proprie origini, alle ambizioni e ai privilegi dell’uomo moderno. Fu sempre il cittadino di una potenza coloniale: dipinse tra le palme, ma con la mente rivolta al pubblico dell’Occidente.

Un paradosso che si riflette nel destino della sua opera, visto che i suoi quadri oggi sono conservati in grandi musei internazionali dove ogni anno milioni di persone si fermano di fronte alle tele di Tahiti, sognando il loro istante di paradiso, un angolo di silenzio in mezzo alla folla.

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