Meeting Art
Pubblicato il: lun 04 Feb 2019
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Voci da Artefiera 2019. Patrizia Raimondi e Tatiana Yasinek

Danica Lundy, King of the forest, 2018, olio su tela

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Bologna. Un giro tra gli stand del nuovo anno “zero” di Artefiera (1-4 febbraio 2019). Le impressioni dei galleristi sulla nuova edizione targata Simone Menegoi, a cui abbiamo chiesto cosa li ha guidati nella scelta degli artisti presentati -tre per gli stand piccoli, sei per quelli grandi- e quali saranno i progetti futuri.

Patrizia Raimondi – L’Ariete artecontemporanea (Bologna)

Artefiera 2019 L'Ariete artecontemporanea

Nicola Samorì

Impressioni sulla nuova edizione: La fiera è migliorata rispetto agli anni passati sia dal punto di vista degli allestimenti che della qualità delle opere proposte, cosa che sembra notare -e apprezzare- anche il pubblico.

Il pezzo forte dello stand: In considerazione del numero limitato di artisti che era possibile presentare, la galleria ha cercato di creare una proposta ben amalgamata, consistente in tre artisti appartenenti alla stessa generazione ma ognuno con la sua tecnica. A essere valorizzato è il progetto nel complesso, che vede accostati uno scultore (Paolo Migliazza) e due pittori, uno più “tradizionale” (Rudy Cremonini) e l’altro che utilizza tecniche più innovative (Nicola Samorì).

Progetti per il futuro: Al centro dell’attività presente -e futura- dell’Ariete un posto di rilievo è occupato dallo scouting di giovani artisti poco o per niente conosciuti in Italia. Ne è un esempio la mostra di Jingge Dong, artista cinese scoperto proprio dalla galleria, ora in corso negli spazi di Bologna.

Tatiana Yasinek – C + N Canepaneri (Milano)

Danica Lundy, Canepaneri Gallery Artefiera 2019

Danica Lundy, Saw III, 2018

Impressioni sulla nuova edizione: Nonostante il tempo per girare tra gli altri stand sia poco per i galleristi, le prime impressioni sono comunque buone. Le novità sono apprezzate e seguite, tanto che la scelta sugli artisti da portare si è risolta nell’allestimento di una monografica.

Il pezzo forte dello stand: Saltano subito all’occhio i quadri sgargianti della giovanissima Danica Lundy, classe  1991, vincitrice del premio della Fine Arts Accademy di New York. Tutto lo stand è stato dedicato ai suoi lavori, in cui la noia della generazione odierna prende forma con dettagli curatissimi e colori luminosi.

Progetti per il futuro: Presentare una personale di un’artista così giovane lancia un chiaro messaggio sulla volontà di investire in lei e di seguirne la crescita. Dopo la mostra appena conclusa di Roger Hiorns -la sua prima personale in Italia- ci sarà posto sia per artisti classici come Fausto Melotti che per le nuove generazioni, come la giovane artista francese Gillian Brett.

*Danica Lundy, King of the forest, 2018, Galleria Canepaneri

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