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Pubblicato il: mar 22 Gen 2019
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Il digitale in funzione dell’arte. Dai cataloghi ragionati ai tour virtuali: il connubio tra arte e digitale

Egon Schiele, Danae, 1909

Egon Schiele, Danae, 1909

Che il digitale sia parte integrante delle nostre vite è cosa indiscussa, ma molti fanno ancora fatica ad apprezzare il valore aggiunto che la tecnologia può apportare allo studio e alle ricerche di settore. In particolare, per quanto concerne l’arte e le sue storie, sono molteplici gli strumenti utili agli addetti ai lavori e agli appassionati, al fine di supportare la scoperta e viverla con occhi diversi.

Accanto ai cataloghi online e alle banche dati in cui reperire testi integralmente (o in parte) scaricabili in formato digitale, meritano menzione le nuove frontiere delle immagini in tre dimensioni e i virtual tour dei musei e dei luoghi d’arte. Vi proponiamo una piccola guida alla scoperta delle risorse digitali più interessanti e utili da provare, attraverso una piccola selezione di materiali:

Gli archivi e i cataloghi digitali

Per archivio digitale si intende un contenitore virtuale in cui l’utente può reperire immagini ad alta risoluzione o testi, siano essi libri o cataloghi. Sia per chi studia sia per chi è semplicemente appassionato alla storia dell’arte, è di sicuro molto utile accedere a queste piattaforme: se conoscete già Web Art Gallery saprete anche che, al suo interno, è possibile reperire foto delle opere in HD, impostando la ricerca a partire dall’autore, per poi sfogliare le sezioni dedicate ai vari periodi in cui si suddivide la relativa produzione artistica o addirittura confrontare le opere tramite l’opzione dual mode. L’arco cronologico in cui si inseriscono gli artisti presenti nel database va dal Medioevo al Barocco ed è possibile approfondire alcuni argomenti mediante tour dedicati.

Egon Schiele, Self portrait with long hair, 1907

Egon Schiele, Self portrait with long hair, 1907

WGA è uno strumento molto utile se si fa ricerca sui grandi maestri, al fine di reperire ottime e affidabili immagini, ma per studi più specifici potrebbe essere necessario scandagliare i cataloghi digitalizzati dei musei. Quasi tutte le più importanti istituzioni culturali sono oggigiorno dotate di questi indispensabili strumenti, mediante i quali è possibile reperire opera e relative caratteristiche tecniche, descrizione e cenni storici, foto in altissima risoluzione (anche scaricabili) e dati sulla catalogazione. Tra i più noti troviamo senza dubbio quelli del British Museum, del V&A Museum, del MET, della National Gallery e del Museo del Prado, tutte istituzioni con siti ufficiali d’avanguardia entro cui ci si può letteralmente perdere partendo dalla ricerca e approdando ai tour virtuali tra le sale dei musei.

Il futuro è digitale: al fine di preservare la memoria e rendere accessibili ad un maggior numero di persone le informazioni fondamentali sugli artisti e sulla loro produzione è possibile navigare anche all’interno di cataloghi online dedicati a singoli maestri. Per fare un esempio pratico si ricorda la notizia, divulgata qualche mese fa, della nascita di un catalogo ragionato sull’intera produzione di Egon Schiele, realizzato dalla studiosa Jane Kallir, autrice di un volume dal titolo Egon Schiele : The complete works edito nel 1998 e punto di partenza per il catalogo online oggi consultabile. La ricerca sulle opere di Schiele si può effettuare per anno, per titolo, per soggetto o per categoria, a seconda delle esigenze. Non solo opere pittoriche, ma anche schizzi a matita e sculture, per un quadro complessivo in grado di ripercorrere passo dopo passo l’evoluzione tecnica e formale dell’artista viennese. Il catalogo ragionato di Schiele funge bene da esempio ma è doveroso ricordare che ne esistono altri, come quello di Salvador Dalì (che ha richiesto 17 anni di ricerche, condotte da un team guidato da Montse Aguer, direttore del Dalì Museums), quello di Paul Cézanne (che raccoglie 940 opere dal 1860 al 1906), la prima parte di quello dedicato a Edgar Degas (che vedrà il suo completamento nel 2020 con un corpus complessivo di circa 2000 opere) e quello dedicato all’opera di Sol LeWitt (1350 opere). Anche in Italia ci sono segnali positivi in questa direzione: a distanza di dieci anni dalla pubblicazione del catalogo ragionato cartaceo relativo alla produzione di Arnaldo Pomodoro, l’omonima Fondazione sta lavorando ad una versione digitale e interattiva che raccolga le opere dell’artista seguendo gli esempi già sperimentati a livello internazionale. La Fondazione fa sapere che si tratterà di un work in progress in continua evoluzione e che sarà possibile visitare la prima sezione, dedicata alla scultura, a partire dai primi mesi del 2019.

Google Arts & Culture

Da qualche tempo è stata divulgata la notizia sull’opzione Art Selfie che, tramite riconoscimento facciale, ricerca i visi a noi più somiglianti all’interno delle opere d’arte. Oggi disponibile in tutto il mondo, questa funzione è la più ludica tra tutte quelle presenti sulla piattaforma Google Arts e anche la meno utile, sebbene sia divertente provare a scoprire se sia mai esistito un nostro sosia tra i personaggi immortalati nel corso della storia. Sono invece molto più interessanti tutte le altre caratteristiche del sito, che offre agli utenti uno sguardo sull’arte a tuttotondo: percorsi interattivi e di approfondimento, immagini in altissima definizione (su Google Arts è possibile zoomare tanto da riuscire a vedere le piccole crepe del colore), collezioni museali e mostre virtuali.

È ancora fruibile online la mostra in 3d dedicata a Vermeer, la quale racchiude tutte le opere del pittore olandese in un’unica esposizione, riunendo 36 dipinti provenienti da 18 musei dislocati in 7 diversi Paesi. Il potere del digitale è questo: è uno strumento accessibile ad un numero elevatissimo di utenti, che permette di accedere a informazioni dislocate in qualsiasi parte del mondo. Meet Vermeer non è solo una mostra in realtà aumentata, ma una vera e propria macroarea dedicata al pittore della Ragazza con l’orecchino di perla in cui trovare interessanti spunti per lo studio e curiosità; non si tratta di un unicum: tra i temi di maggior successo ricordiamo Faces of Frida, altra macroarea dedicata interamente all’arte e alla vita dell’artista messicana.

Edgar Degas, At the Milliner s, 1881, The Metropolitan Museum of Modern Art

Edgar Degas, At the Milliner s, 1881, The Metropolitan Museum of Modern Art

Panoramiche ad arte

Grazie alle foto panoramiche a 360° visitare luoghi d’interesse culturale comodamente seduti a casa propria è ormai realtà: Italy Art propone un tour virtuale tra le bellezze del nostro paese e con un solo click è possibile ammirare Piazza San Marco, la Fontana di Trevi, le Terme di Caracalla e moltissimi altri luoghi, godendo di una risoluzione altissima e della possibilità di guardarsi intorno proprio come se si fosse lì di persona. Una novità che viene seguita anche da 360Visio, la quale propone numerose full immersion nelle bellezze del mondo. Certamente il modo migliore per apprezzare l’arte è quello in loco, ma condividere queste meravigliose foto è pur sempre un modo per accedere alla conoscenza e scoprire nuove mete.

Per i tour virtuali a 360°:

www.italyart.it

www.360visio.com

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