Meeting Art
Pubblicato il: dom 20 Gen 2019
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Monza a tinte pop. Villa Reale accoglie il mito di Andy Warhol, l’alchimista degli anni ’60

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

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Le varie sezioni tematiche ospiteranno le opere più iconiche – dalle lattine di zuppa Campbell alle celebri serie dedicate a Marylin Monroe – e approfondiranno temi ugualmente rappresentativi dell’universo creativo del genio di Pittsburgh.

Monza a tinte pop. Le icone glitterate di Andy Warhol inaugurano la stagione espositiva della Villa Reale (precisamente l’Orangerie, il Serrone). Dal 25 gennaio, un percorso espositivo di 140 opere ripercorrerà l’universo creativo di uno dei più importanti e influenti artisti  dell’intera storia dell’arte contemporanea, ancora attualissimo e in grado – come pochi- di portare in un museo tre generazioni diverse di visitatori. Dai nostalgici di quegli anni in cui tutto poteva accadere nella scintillante New York fino ai millennials che seppur inconsciamente hanno codificato l’arte seriale di Warhol nei numerosi rimandi che ancora caratterizzano il mondo dell’arte, della moda e della pubblicità.

Andy Warhol, Self-Portrait, Screenprint on Curtis Rag Paper, 114.3x88.9cm

Andy Warhol, Self-Portrait, Screenprint on Curtis Rag Paper, 114.3×88.9cm

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Le varie sezioni tematiche ospiteranno le opere più iconiche-  dalle  lattine di zuppa Campbell alle celebri serie dedicate a Marylin Monroe – ma approfondiranno anche altri temi ugualmente rappresentativi dell’universo creativo del genio di Pittsburgh. La sezione Il consumismo con gli oggetti del quotidiano e della serialità descriverà il Warhol alchimista che consegna all’Olimpo dell’arte le immagini simbolo della cultura di massa americana degli anni sessanta. La svolta creativa con l’uso della serigrafia fotografica, inaugurata con il ritratto iconico di Marylin in seguito alla sua morte nel 1962, sarà al centro della sezione Miti oltre il tempo. La passione  per la musica con le celebri copertine degli album realizzate da Warhol raffiguranti immagini e simboli passati alla storia come la banana di The Velvet Underground & Nico del 1967, i jeans di Sticky Fingers (1971) dei Rolling Stones e molte altre in Amore per la musica. Da producer a ideatore di cover.  In Personaggi celebri. A uso e consumo si trovano ritratti di Muhammad Alì, Mao Tse-Tung – anch’egli diventato un prodotto di consumo di massa – o la nuova serie di Marilyn. In Rivoluzione Sessuale si racconterà invece il Warhol testimone e importante artefice della liberazione dei costumi, attraverso la famosa serie Ladies and Gentleman del 1975. A queste si aggiungono le foto di Makos che ritraggono Warhol in abiti femminili e la proiezione del film Women in revolt del 1971, prodotto da Andy Warhol, girato nella New York del fermento della rivoluzione sessuale e doppiato nella versione italiana da Vladimir Luxuria.

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

Il percorso, che prevede un’ulteriore tappa con l’esposizione dei gioielli di Armando Tanzini dal gusto pop e contaminazioni africane ideati e prodotti in collaborazione con Andy Warhol, si chiude con la proiezione dell’ultimo film girato da Andy Warhol del suo viaggio da New York a Cape Code nel maggio del 1982.

Accompagna la mostra un volume (Silvana Editoriale) con testi del curatore, e testimonianze di Vladimir Luxuria, per gli aspetti legati alla rivoluzione sessuale e dei Nomadi, per quelli connessi alla musica e di Pietro Folena e Francesco Gallo Mazzeo.

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

La rassegna è curata da Maurizio Vanni, prodotta dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e dall’Associazione Culturale Spirale D’Idee in collaborazione con l’Associazione Culturale Metamorfosi, col patrocinio del Comune di Monza e della Regione Lombardia, con la partecipazione nel catalogo realizzato da Silvana Editoriale della The Andy Warhol Art Works Foundation for the Visual Arts.

Dopo Monza le opere della mostra saranno esposte in tre fra i più importanti e suggestivi spazi pugliesi: il Castello Normanno Svevo di Mesagne, Palazzo Tanzarella a Ostuni e Palazzo Ducale a Martina Franca (Dal 9 maggio e fino al 24 novembre).

I COMMENTI

“Apriamo la stagione espositiva del 2019 all’Orangerie con un “gigante” dell’arte contemporanea – dichiara Dario Allevi, Presidente Consorzio Villa Reale e Parco di Monza – Andy Warhol ha rivoluzionato il concetto di pop art, ma ha saputo anche indagare sull’America degli anni Sessanta, “cuore” del cambiamento culturale ed economico che si stava attuando in quegli anni. Una mostra di alto profilo culturale che rientra nel più ampio piano di promozione dell’intero complesso monumentale del Piermarini. I beni culturali, patrimonio di tutti i cittadini, per essere valorizzati devono essere “aperti” alla città, anche pensando a soluzioni innovative e partnership con soggetti privati che possano generare nuova economia e turismo di alto valore aggiunto”

Andy Warhol, Billy Squier, 1982, pigmenti serigrafici su carta, 152x101 cm

Andy Warhol, Billy Squier, 1982, pigmenti serigrafici su carta, 152×101 cm

“Certamente – afferma il curatore, Maurizio Vanni – Warhol era un artista che non si accontentava di ciò che veniva definita realtà, cercava una costante trasmutazione della materia nei suoi passaggi dalla fotografia iniziale alla seta (attraverso il processo serigrafico) verso un’ulteriore immagine su tela o su carta così simile, ma al tempo stesso, così difforme dalla precedente. Nelle serie dell’artista americano, la realtà veniva trasformata, fatta rinascere e virare verso qualcosa in cui tutti potevano riconoscersi: l’oggetto quotidiano che alludeva a qualcosa di altro rispetto alla sua funzione consueta pur rimanendo integro e riconoscibile”.

ndy Warhol, J Beuys, 1980-83, serigrafia su carta, 101.6x81.2

ndy Warhol, J Beuys, 1980-83, serigrafia su carta, 101.6×81.2

“In questa esposizione – ricorda Piero Addis, Direttore Generale della Reggia di Monza -, che rientra nell’ampio progetto di valorizzazione e promozione del compendio monumentale della Reggia di Monza, viene analizzata non solo la figura dell’artista ma anche il rapporto con la società dei consumi e l’evoluzione della cultura americana attraverso una selezione di opere della sua vastissima produzione, affiancate a quelle meno note. La Pop Art di Andy Wharol, come diceva egli stesso, “è amare le cose”. Adoro l’America…le mie immagini rappresentano i prodotti brutalmente impersonali e gli oggetti chiassosamente materialistici che sono le fondamenta dell’America d’oggi. E’ una materializzazione di tutto ciò che si può comprare e vendere, dei simboli concreti ma effimeri che ci fanno vivere”.

INFORMAZIONI

ANDY WARHOL. L’alchimista degli anni Sessanta
Monza, Reggia di Monza Orangerie (viale Brianza, 1) – 25 gennaio – 28 aprile 2019

Orari:
Martedì-venerdì, 10.00 – 19.00
Sabato, domenica e festivi, 10.00 – 19.30
Lunedì chiuso

Biglietti:
Intero: €10,00
Ridotto: €8,00 (over 65, ragazzi 7– 18)
Ridotto convenzioni: €6,00
Gratuito: bambini fino a 6 anni; diversamente abili; giornalisti accreditati, Icom

Info:
www.reggiadimonza.it

*Andy Warhol, Ladies and Gentlemen, 1975, acrilico su tela, 35.2x28cm

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