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Pubblicato il: ven 04 Gen 2019
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Vice – L’uomo nell’ombra, Christian Bale nel nuovo film di Adam McKay

Vice – L’uomo nell’ombra, Chi è Dick Cheney? Christian Bale nel nuovo film di Adam McKay sulle ombre e le contraddizioni del potere

Adam McKay (La grande scommessa) decide di raccontare con Vice – L’uomo nell’ombra (nelle sale a partire dal 3 gennaio 2019) la storia di Dick Cheney (interpretato da Christian Bale), considerato l’uomo più potente del mondo negli anni tra i più controversi della storia contemporanea, quelli della Presidenza di George W. Bush. Chi è Dick Cheney? E, soprattutto, come è arrivato a essere una figura tanto vaga quanto influente?

Attraversando mezzo secolo il complesso viaggio di Cheney, da operaio elettrico del rurale Wyoming a Presidente de facto degli Stati Uniti, offre una prospettiva interna, a volte amara e spesso inquietante, sull’uso e l’abuso del potere istituzionale. Nelle mani capaci di McKay, la dicotomia di Cheney, tra amorevole padre di famiglia e burattinaio politico, è raccontata con intelligenza e audacia narrativa. Guidato dalla sua straordinaria e fedelissima moglie, Lynne, e avendo come mentore il brusco e spavaldo Donald Rumsfeld (Steve Carell), Cheney si insinua nel tessuto politico di Washington DC durante l’amministrazione Nixon, diventando Capo dello Staff della Casa Bianca sotto Gerald Ford e, dopo cinque mandati nel Congresso, Segretario alla Difesa per George W. Bush.

Nel 2000 rinuncia alla sua posizione di C.E.O. di Halliburton per ricoprire il ruolo di vicepresidente di George W. Bush (Sam Rockwell), con l’implicito accordo che avrebbe esercitato un controllo quasi totale. Un co-presidente in tutto e per tutto, tranne che per il nome.
Una figura, quella di Cheney, di cui prima di questo film (che a momenti dal gusto di ricostruzione documentaristica ne alterna altri da commedia brillante, osando rompere il quarto muro, per non parlare di alcune parentesi degne di uno spy movie) si conosceva molto poco.Vice - L’uomo nell’ombra Anche McKay, anche sceneggiatore della pellicola, non era molto ferrato in materia prima di approcciarsi alla realizzazione di questo progetto:  «Non sapevo molto di Dick Cheney, ma quando ho iniziato a leggere di lui, ne sono rimasto affascinato, da ciò che lo aveva guidato, da quali fossero le sue convinzioni. Più continuavo a leggere e più rimanevo sbalordito dal modo scioccante in cui Cheney arrivò al potere e quanto avesse influito sull’attuale ruolo degli Stati Uniti nel mondo».

Il regista dipinge con estrema cura il ruolo dell’ambiziosa moglie di Dick, Lynne, interpretata da Amy Adams: è proprio la compagna di Cheney difatti a spingere l’uomo a intraprendere un percorso che gli garantisse un lavoro e soprattutto una posizione in società, dando via a un’escalation di potere che lo porterà a essere considerato il vero Presidente degli Stati Uniti d’America a fronte di una figura, quella di Bush (Sam Rockwell) che rasenta la macchietta.

Vice – L’uomo nell’ombra, che riavvolge e velocizza –quasi giocando- la trama della storia in un ritmo ossessivo, racconta con abilità la storia di un uomo con poche competenze e una grandissima sete di potere che, spacciata per autorevolezza, gli basterà per prendere le redini di timoni sempre più importanti, fino ad arrivare alla guida –celata- di un intero Stato.

La scelta (vincente) di far interpretare Dick a Christian Bale, seguendolo dalla giovinezza fino ai suoi ultimi giorni, era premeditata sin della stesura della sceneggiatura; dice infatti McKay: «Ho scritto questa sceneggiatura pensando a Christian, non so chi altro avrebbe potuto interpretare questo ruolo. Se avesse deciso di non farlo, probabilmente non avrei realizzato il film».

Il trucco di Bale, curato da Greg Cannom, è una sfida tanto azzardata quanto riuscita: seguire le gesta di Cheney dai suoi vent’anni ai settanta abbondanti, tenendo conto che il vice e l’attore, a detta dello stesso truccatore, erano «l’esatto opposto in termini di struttura facciale e di forma della testa. Ma quando ha indossato il costume, si è messo gli occhiali ed è entrato nella stanza, è stato fantastico. Ero scioccato».Vice - L’uomo nell’ombra Bale, abile trasformista (edonista dal corpo perfetto in American Psycho, ai limiti di un’anoressia fantasmatica in L’uomo senza sonno e subito dopo possente i Batman per Christopher Nolan), è riuscito a calarsi perfettamente nei panni di un personaggio con cui ammette di aver familiarizzato nella fase di studio del copione: «Ho detto ad Adam che avevo bisogno di approcciarmi al personaggio da un punto di vista positivo. Lui deve riuscire a sorprendere le persone e attrarle, non importa di quale schieramento politico esse siano. E questo richiedeva un approccio di Cheney il più sincero possibile».

Lo studio cui evidentemente Christian Bale si è sottoposto per calarsi nei ponderosi panni di Dick Cheney ha dato i suoi frutti: guardando un qualsiasi video della storia politica e mediatica del protagonista, si stenta a distinguerlo dal protagonista de Il cavaliere oscuro.
Candidato a sei Golden Globes (tra cui Miglior attore, Miglior sceneggiatore, Miglior attrice non protagonista e Miglior film commedia o musical), Vice – L’uomo nell’ombra rappresenta una deliziosa riflessione –mai pesante, scontata o gratuitamente retorica- sugli effetti del potere.

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