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Pubblicato il: mer 19 Dic 2018
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Svelati i segreti del Codice Atlantico di Leonardo. Celebrazione del genio a 500 anni dalla scomparsa, a Milano

È l’anno di Leonardo. A 500 anni dalla scomparsa del genio di Vinci la Biblioteca Ambrosiana di Milano svela i segreti del Codice Atlantico, la sua più grande raccolta autografa, con ben quattro mostre. Con la durata di tre mesi ciascuna, le esposizioni offriranno al grande pubblico la possibilità di osservare da vicino i preziosissimi disegni che Leonardo elaborò dagli anni giovanili in Toscana alla morte, da cui fu colto in Francia nel 1519.

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 860 recto

La storia:

Architettura, urbanistica, idraulica, geometria, meccanica, medicina, ottica, anatomia, astronomia, arti figurative, tutte le discipline rientrano all’interno della collezione. Il Codice fu allestito alla fine del Cinquecento dallo scultore e medaglista Pompeo Leoni che recuperò gli autografi dagli eredi del fedele allievo Francesco Melzi. Le annotazioni e i disegni vennero assemblati su pagine di supporto il cui formato era riservato per realizzare atlanti geografici: da qui il nome. Attorno al 1622 il nobile mecenate Galeazzo Arconati acquistò dai discendenti del Leoni il manoscritto composito per poi donarlo successivamente, nel 1637, alla Biblioteca Ambrosiana. Con l’arrivo di Napoleone a Milano, la raccolta venne trasferita al Louvre per 17 anni fino a quando il Congresso di Vienna decretò il ritorno dei beni artistici ai luoghi da cui erano stati trafugati. Il Codice Atlantico tornò così all’Ambrosiana ma per un soffio: infatti, l’emissario della casa d’Austria addetto alla restituzione scambiò la grafia inversa di Leonardo per una cinese tanto che fu necessario l’intervento dello scultore Antonio Canova per il ritorno legittimo del manoscritto in Italia. Nel 1968 questo subì una radicale restaurazione durante la quale venne organizzato in dodici massicci volumi. Tuttavia, nel corso degli anni, la scelta risultò inadatta a fini conservativi e di studio, così nel 2008 il Collegio dei Dottori dell’Ambrosiana operò una sfascicolatura dei volumi a trasferì i singoli autografi all’interno di appositi passe-partout che ne facilitassero l’esposizione. 1119 fogli per un totale di 1750 disegni, testimoniano dopo 500 anni la grandezza di Leonardo da Vinci come artista e scienziato, nella città -Milano- in cui trascorse il periodo più lungo e proficuo della sua vita.

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 1069 recto

Le mostre:

– I segreti del Codice Atlantico, Leonardo all’Ambrosiana
(a cura del Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana)
18 dicembre 2018 – 17 marzo 2019

I primi fogli svelati sono quelli legati alla città di Milano, dalla celebre pianta della città agli studi per il tiburio del Duomo, passando per la preparazione del naviglio di San Cristoforo al progetto per il monumento equestre in onore di Francesco Sforza. Completano la prima esposizione studi prospettici e progetti architettonici-militari con altrettanti studi per la realizzazione del celebre progetto l’automobile di Leonardo”, oltre che disegni di balestre, fionde, mortai e castelli, fortezze e piazzeforti. Tra questi autografi -esposti nelle sale 1 e 2 della Pinacoteca e nella sala Federiciana– si trova anche la minuta della lettera scritta da Leonardo a Ludovico il Moro, dove il maestro elenca punto per punto le sue abilità come ingegnere militare, rilegando alle ultime righe le sue qualità di artista, tanto che i più considerano l’insieme di questa “sequenza bellica” un vero e proprio trattato di arte militare dedicata al Signore di Milano.

– I segreti del Codice Atlantico, Leonardo all’Ambrosiana
(a cura del Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana)
19 marzo – 16 giugno 2019

Il secondo appuntamento è dedicato agli studi di ingegneria civile con l’esposizione di documenti raffiguranti congegni idraulici, macchine per corde, per l’attività tessile, per la produzione di strumenti meccanici, punzonatrici e girarrosti automatici.

– Leonardo in Francia. Disegni di epoca francese dal Codice Atlantico
(a cura di Pietro C. Marani)
18 giugno – 15 settembre 2019

Attraverso una selezione di 23 fogli databili attorno al soggiorno francese alla corte di Francesco I, la terza rassegna illustra gli ultimi anni di attività di Leonardo: il focus approfondisce gli studi architettonici e idraulici che il maestro eseguì tra il 1516 e il 1518 in rapporto ai progetti per la nuova residenza reale di Romorantin. Quest’ultima, nello specifico, non ebbe tuttavia realizzazione ma il castello di Chambord, che proprio nel 1519 inaugura i lavori di edificazione, presenta chiare spie del progetto leonardesco. Altri autografi accompagnano con studi di geometria, lunule e stelle curvilinee.

– Leonardo e il suo lascito: gli artisti e le tecniche
(a cura di Benedetta Spadaccini)
17 settembre 2018 – 12 gennaio 2020

L’iter del Codice Atlantico si conclude con i disegni realizzati dal maestro e dagli artisti che gravitarono e si formarono attorno a questi. L’esposizione mette in rilievo il ruolo centrale che Leonardo svolse nell’introdurre a Milano nuove tecniche artistiche con l’apporto di miglioramenti e sperimentazioni a quelle già note. Due sono sono le direttrici che indagano all’interno della macro sequenza: la prima presenta le diverse modalità esecutive, dalle punte metalliche alle matite e dall’inchiostro ai gessetti colorati, secondo un percorso cronologico e storico-critico che mette in evidenza le singole personalità degli artisti coinvolti, mentre la seconda si basa sulle indagini diagnostiche eseguite in situ, presentate all’interno del percorso mediante macrofotografie e video.

Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 26 verso

Informazioni utili

Pinacoteca Ambrosiana
Piazza Pio XI, 2
20123, MI

Orari:
da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00; chiuso il lunedì
Ingresso:
intero: 15 €; ridotto: 10 €; scuole: 5 €; universitari: 10 €

Contatti:
tel. 02.806921
www.ambrosiana.it

[Prima immagine: Leonardo Da Vinci, Belle Ferronière, 1490. Dettaglio]

Svelati i segreti del Codice Atlantico di Leonardo. Celebrazione del genio a 500 anni dalla scomparsa all’Ambrosiana di Milano

 

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