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Pubblicato il: lun 01 Ott 2018
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DREAM: un viaggio nell’inconscio, a Roma. L’ultimo capitolo della trilogia del Chiostro del Bramante

Tsuyoshi Tane LIGHT is TIME 2014 Piattine in metallo e LED Dimensioni variabili Courtesy: Tsuyoshi Tane, Atelier Tsuyoshi Tane Architects Opera site - specific realizzata in collaborazione con Citizen ©Takuji Shimmura /image courtesy of DGT

Tsuyoshi Tane, LIGHT is TIME (PARTICOLARE), 2014, Piattine in metallo e LED, Dimensioni variabili, Courtesy: Tsuyoshi Tane, Atelier Tsuyoshi Tane Architects, Opera site – specific realizzata in collaborazione con Citizen, ©Takuji Shimmura /image courtesy of DGT

Impossibile scrivere la classica recensione perché sarà il vostro inconscio il vero protagonista della mostra. Se volete sapere perché vi consigliamo di visitarla, o meglio, di viverla, allora proseguite la lettura.

Bill Viola Sharon 2013 Video a colori in alta definizione, schermo, audio Courtesy: Bill Viola Studio

Bill Viola, Sharon, 2013, Video a colori in alta definizione, schermo, audio, Courtesy: Bill Viola Studio

Premettiamo subito che una recensione dettagliata sulla nuova mostra di Danilo Eccher  che chiude la fortunata trilogia iniziata con “LOVE. ” (2016) e proseguita con “ENJOY’ (2017),  non avrebbe senso e svuoterebbe il progetto del suo significato che è quello di un viaggio dentro se stessi. Ognuno la interpreterà in modo personale a seconda del suo vissuto e di quanto l’inconscio gli rivelerà opera dopo opera, sala dopo sala.

Christian Boltanski Le Théâtre d'Ombres 1985 - 1990 16 figurine (metallo, cartone, filo di ferro, nastro isolante, chiodi, spilli, legno e foglie), 4 proiettori, ventilatore e trasformatore Dimensioni variabili Courtesy: l’artista

Christian Boltanski, Le Théâtre d’Ombres, 1985 -1990, 16 figurine (metallo, cartone, filo di ferro, nastro isolante, chiodi, spilli, legno e foglie), 4 proiettori, ventilatore e trasformatore, Dimensioni variabili, Courtesy: l’artista

Ora penserete alla solita storia di  quelle opere contemporanee a volte indecifrabili che un po’ tutti facciamo finta di aver capito benissimo sfoggiando l’espressione più intelligente del nostro repertorio. Invece – questa è la bella notizia – in questa mostra tutto sarà estremamente semplice e armonioso, ogni significato si rivelerà quasi come una carezza  da una sala all’altra. Questo è un pregio oggettivo di questa esposizione: l’arte che si rivela attraverso un percorso introspettivo e multidisciplinare.

Christian Boltanski Le Théâtre d'Ombres 1985 - 1990 16 figurine (metallo, cartone, filo di ferro, nastro isolante, chiodi, spilli, legno e foglie), 4 proiettori, ventilatore e trasformatore Dimensioni variabili Courtesy: l’artista

Christian Boltanski, Le Théâtre d’Ombres, 1985 -1990, 16 figurine (metallo, cartone, filo di ferro, nastro isolante, chiodi, spilli, legno e foglie), 4 proiettori, ventilatore e trasformatore, Dimensioni variabili, Courtesy: l’artista

Tutto – dalle luci, ai suoni, dall’allestimento delle opere ai grandi cuscini per terra – è studiato per lasciarvi andare e chiudere una porta ideale al caos esterno- ben rappresentato da quella Piazza Navona invasa dai turisti che probabilmente avete attraversato per raggiungere il Chiostro – e aprire quella del vostro io. Tuttavia, il vero valore aggiunto che permette di togliere per qualche minuto la maschera pirandelliana che indossiamo ogni giorno,  è dovuto (inaspettatamente) alle audioguide. Non le solite, asettiche audioguide che vi raccontano anche le dimensioni dell’opera d’arte che vi trovate di fronte e che abbandonate di solito a un quarto del percorso. In questo caso infatti, saranno le voci di 14 attori italiani ad accompagnare il vostro viaggio interiore. Non vi sveleranno nulla degli artisti o delle loro creazioni ma ognuno racconterà una storia che riuscirà a mettervi in contatto non solo con l’opera ma anche con la vostra dimensione spirituale.

Henrik Håkansson A Tree (Suspended) 2016 Albero e cavi metallici h 400 x 130 x 150 cm Courtesy: l’artista e Galleria Franco Noero, Torino Veduta del l’installazione Kunstverein Freiburg Foto Marc Doradzillo

Henrik Håkansson, A Tree (Suspended), 2016, Albero e cavi metallici, h 400 x 130 x 150 cm, Courtesy: l’artista e Galleria Franco Noero, Torino, Veduta dell’installazione Kunstverein Freiburg, Foto Marc Doradzillo

In questo senso le opere degli artisti che partecipano alla collettiva- ci sono nomi anche piuttosto importanti – non sono le vere protagoniste ma una sorta di totem in grado di collegarvi con il cielo, l’invisibile, l’onirico, la magia. Svincolati dai confini didattici di dover capire chissà cosa e isolati dall’esterno, vi renderete conto di essere voi i veri protagonisti della mostra. Il viaggio lungo il percorso espositivo declinato nelle varie sfumature del sogno,  avrà varie tappe e susciterà diversi stati d’animo legati ovviamente al vissuto di ognuno.

Anish Kapoor Untitle d 2015 Alabastro 131 x 74 x 35 cm Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Foto Ela Bialkowska OKNO Studio

Anish Kapoor, Untitled, 2015, Alabastro, 131 x 74 x 35 cm, Courtesy: l’artista e
GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana, Foto Ela Bialkowska OKNO Studio

I 14 racconti inediti sono stati creati da Ivan Cotroneo (scrittore, sceneggiatore, regista) appositamente per la mostra e riescono incredibilmente a cogliere nel segno di tanti ricordi, sensazioni, paure che albergano nei nostri sentimenti più reconditi. Il fil rouge sembra essere ovunque un forte desiderio di liberazione : dal ricordo di quella storia d’amore tenuta nascosta al mondo, dagli impegni quotidiani, dalla tecnologia che ci ruba l’anima. Voglia di purificazione, di leggerezza,  di una pioggia d’oro, di perdersi nella bellezza della natura.
Le opere “totem” che attraverso il sogno – per la gioia del buon Freud – ci mettono in contatto con il nostro inconscio e la nostra dimensione spirituale (alcune  site specific altre ripensate per gli spazi del Chiostro del Bramante). assumono tante forme, tanti aspetti ma sono sempre sospese in un’atmosfera onirica: dall’albero sospeso alla pioggia d’oro, dall’uomo disteso a terra sotto uno sconfinato cielo stellato, alla caverna fatta di lana e pitture rupestri, dalle atmosfere surrealiste di un letto zodiaco alle  dimensioni astratte e geometriche.

Allestimento mostra DREAM -foto ArtsLife

Allestimento mostra DREAM – foto ArtsLife

Ognuno di voi avrà un’opera, un racconto che lo colpirà più di altri e magari tornerà indietro nel percorso per rivivere un certo tipo di sensazione.  E’ successo anche ai giornalisti presenti alla prima stampa dell’esposizione : alcuni sono entrati con l’aria di sufficienza pensando a una mostra a uso e consumo di un esercito di giovani selfie-addicted  ma sono usciti ben oltre i canonici 45 minuti teorici necessari per ascoltare i 14 racconti. Ognuno alla fine aveva la ‘sua’ stanza, la ‘sua’ opera, il ‘suo’ racconto.

lexandra Kehayoglou (Particolare dell’opera) What if all is 2018 Tessuto intrecciato a mano, 100% lana Dimensioni ambientali Opera site specific commissionata e prodotta da Dart - Chiostr o del Bramante, Roma Courtesy: Alexandra Kehayoglou Studio Foto Francisco Nocito

Alexandra Kehayoglou (Particolare dell’opera), What if all is, 2018, Tessuto intrecciato a mano, 100% lana, Dimensioni ambientali, Opera site specific commissionata e prodotta da Chiostro del Bramante, Roma, Courtesy: Alexandra Kehayoglou Studio, Foto Francisco Nocito

Ovviamente l’effetto non sarà lo stesso se nella ‘vostra’ stanza saranno presenti altre 20 persone che la pensano come voi, quindi vi consigliamo di visitare la mostra in giorni e orari dove avrete la possibilità di concentrarvi maggiormente sulle opere e sulle vostre emozioni. Lo stesso avvertimento vale per qualsiasi esposizione ma in questo caso risulta davvero determinante per apprezzare l’essenza del contesto.

Allestimento mostra

Allestimento mostra, Opera di Anselm Kiefer, foto ArtsLife

 

Non cadete però nell’inganno di pensare a qualcosa di leggero e giocoso fine a se stesso: il sogno è una cosa seria. Un progetto. Come spiega Eccher nel suo saggio del catalogo Skira che accompagna la mostra:

“Il ‘Sogno’ può  essere rappresentato come il progetto di un mondo parallelo, reale, veritiero, non si tratta solo di immagini deformi prodotte dalle paludi dell’inconscio, il Sogno costruisce una propria verità che la magia aveva scoperto e che l’arte continua a ricercare. Se il rapporto magia -scienza si è compromesso con la modernità, il soffio del pensiero magico sopravvive nell’intimità del processo artistico, della fede religiosa, della speculazione filosofica, sopravvive nella segreta dimensione della spiritualità”.

Danilo Eccher durante un’intervista durante la presentazione alla stampa di DREAM

Danilo Eccher durante un’intervista durante la presentazione alla stampa di DREAM, Foto ArtsLife

Gli artisti in mostra :

Bill Viola, Giovanni Anselmo, Mario Merz, Christian Boltanski, Doris Salcedo, Henrik Håkansson, Wolfgang Laib, Claudio Costa, Kate McGwire, Anish Kapoor, Tsuyoshi Tane, Ryoji Ikeda, Anselm Kiefer, Alexandra Kehayoglou, Peter Kogler, Tatsuo Miyajima, Luigi Ontani, Ettore Spalletti, James Turrell.

Le ‘voci del sogno’ sono di :

Valeria Solarino, Valentina Cervi, Matilda de Angelis, Marco Bocci, Simona Tabasco, Giuseppe Maggio, Matteo Oscar Giuggioli, Alessandro Roja,Alessandro Preziosi, Angela Baraldi, Brando Pacitto, Isabella Ferrari, Giulia Bevilacqua, Cristiana Capotondi.

Per i più piccoli, un progetto ideato e realizzato appositamente per loro  da Antenna International.

 

Informazioni

Dream. L’arte incontra i sogni 
a cura di Danilo Eccher

dal 29 settembre 2018  al 5 maggio 2019

Chiostro del Bramante, Roma -via Arco della Pace

Biglietti (audioguida compresa):

Acquisto biglietti online www.tichetone.it

Biglietto Intero € 14,00

Biglietto Ridotto € 12,00

Orari :

Da lunedì a venerdì 10,00-2o,00

sabato e domenica 10,00 -21,00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Per tutte le altre informazioni su  aperture straordinarie, altri tipi di biglietti ridotti e per le prenotazioni:

tel 0668809035

 

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