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Pubblicato il: mar 18 Set 2018
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Da Parigi a Hong Kong, fino a New York: il viaggio della collezione Ebsworth da Christie’s

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Edward Hopper (1882-1967), Chop Suey, painted in 1929. Oil on canvas. 32 x 38 in (81.3 x 96.5 cm). Offered in An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection Evening Sale, November 2018

Christie’s ha scelto Parigi e non uno dei principali centri dell’arte quali New York, Londra o Hong Kong per presentare la collezione Ebsworth

E’ la prima volta nella storia della maison che viene scelta la Ville Lumiere per lanciare la vendita di una prestigiosa collezione di Arte Americana del XX secolo quotata più di $300 milioni, che ha fatto più volte parlare i giornali in queste settimane per varie ragioni. La collezione in questione è quella del tycoon americano Barney Ebsworth, presentata come “un straordinario risultato nella storia del collezionismo, che dispiega lo sviluppo dell’arte americana per tutto il XX secolo“, che include alcuni veri capolavori,  destinati sicuramente a bid da record. Fra questi: una intensa scena notturna di Edward Hopper (si dice sia la più importante ancora in mano di privati e non a caso ora reclamata dal Seattle Art Museum), gli energetici grovigli cromatici di Jackson Pollock e un enorme lavoro di Willem de Kooning.

Un piccolo assaggio con una selezione d’eccellenza è però già in mostra anche nelle gallerie di Christie’s a New York in occasione della Asian Sales, con delle  ‘chicche’ da veri intenditori, come il minuto assemblage di Rauschenberg degli anni ’50, con la squisitezza dei suoi accostamenti e dettagli.

Ecco alcune foto in anteprima:

 

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JOSEPH STELLA, Tree of My life, 1919

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ROBERT RAUSCHENBERG , Untitled, 1954

 

JOAN MITCHELL; 12 Hawks at 3 O'Clock

JOAN MITCHELL; 12 Hawks at 3 O’Clock,1960

 

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ALEXANDER CALDER, Le Coq (Hen),1944

 

UNA VITA NELL’ARTE ALLA RICERCA DELLA QUALITÀ E DELLA VERA BELLEZZA 

 

An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection

An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection

Nel real estate, dicono che contano 3 cose: location, location, location’  ‘Per me’ – dice Ebsworth –  Collezionare arte è qualità, qualità, qualità”

Aldilà del comprare solo il “the very best” o solo ciò che potrebbe essere appeso subito ai muri di un museo, le altre regole guida per Ebsworth nel collezionare sono state quelle di selezionare lavori solo di artisti morti, per potere scegliere i migliori da un’ampia e già completa selezione di opere, oltre a quella di focalizzarsi più sull’oggetto, piuttosto che su un artista. “Tutto ciò che conta è quanto potevo vedere in quel pezzo, e come potevo comprenderlo in relazione con tutta la serie di suoi lavori”  

E’ opinione comune fra gli esperti e gli specialisti della casa d’asta che la collezione messa insieme da Ebsworth abbia ad oggi solo pochi rivali per qualità, fra tutte quelle di Arte Americana. Fra i capolavori che può vantare questo illuminato collezionista/filantropo troviamo per esempio quello che è stato definito come “il più importante Hopper ancora in mani private”  Chop Suey (1929) stimato $70 milioni. Tuttavia non è solo per la sua eccezionale qualità e valore che il quadro ha fatto parlare di sé i giornali: dopo una settimana dall’annuncio è infatti emerso che il quadro era stato originariamente promesso in dono al Seattle Art Museum, a cui il collezionista aveva gà destinato importanti donazioni come l’opera astratta di Georgia O’Keeffe  Music—Pink and Blue No. 1 (1918) e una di Marsden Hartley, Painting No. 49 (1914-15), oltre a un capolavoro di Francisco de Zurbarán, La Fuga all’Egitto ( 1638-40) e  La Visitazione di  Philippe de Champagne (1643),che sono esposte nelle gallerie d’arte europea del museo.

Tuttavia, nonostante ora il museo reclami l’opera, una promessa di donazione non è vincolante e non c’è di fatto nessun formale contratto ad attestarla. Christie’s si è difesa spiegando che alla sua morte lo scorso aprile, Ebsworth ha affidato la gestione della sua collezione alla famiglia, che si è in seguito rivolta alla casa d’asta  per venderne solo una parte.

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Edward Hopper (1882-1967), Chop Suey, painted in 1929. Oil on canvas. 32 x 38 in (81.3 x 96.5 cm). Offered in An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection Evening Sale, November 2018

Non c’è dubbio che l’opera sia di qualità museale, tanto da essere inclusa in alcune delle più importanti retrospective di Hopper come quella al Grand Palais di Parigi nel 2012-13,  oltre alle precedenti mostre della collezione Ebsworth tenutesi nella National Gallery of Art di Washington e nello stesso Seattle Art Museum nel 2000.

La composizione, così come accade nel celeberrimo Nighthawks, rappresenta una scena della quotidianità di un diner della Grande Mela, distillata in una peculiare scena dalle qualità cinematografiche, che vede implicita però, nella sua narrazione, una malinconica riflessiva contemplazione dell’’insolazione sociale del nuovo scenario urbano moderno, dei nuovi ruoli sociali, e della tradizione dell’arte in relazione a tali cambiamenti. Sebbene infatti ci sia un confronto diretto tanto con l’impressionismo francese che con l’intera tradizione di pittura urbana,  Chop Suey e incorpora nei suoi giochi moderni di luci e di tonalità la specifica atmosfera dei dinners di  NYC, in un quadro più psicologico di complesse meditazioni che cattura tutto il zeitgeist della città, in un periodo di transizione verso la modernità e le sue contraddizioni.

Edward Hopper, Nighthawks

Edward Hopper, Nighthawks

Altri highlight della collezione rimandano invece la grande fioritura dell’arte americana soprattutto nel dopoguerra, con nomi come Jackson Pollock Willem de Kooning. Di quest’ultimo verrà offerta una monumentale tela di quai 2 metri, Woman as Landscape,  mentre del primo sarà in asta una splendida  Composition with Red Strokes, del 1950, ovvero del periodo di massima creatività dell’artista. La tela è considerata per questo uno dei suoi quadri più importanti,  una affascinante superficie astratta che nel suo denso intreccio di tracce pittoriche, dimostra tutta l’efficacia della  nuova tecnica appena avviata del dripping (stima $50 milioni).

Altri artisti Post-War includono nomi come: Joan Mitchell 12 Hawks at 3 O’clock ($14-16 milioni), Gray Rectangles di Jasper Johns ($20-30 milioni) e Franz Kline con Painting ($5-7 milioni). Ebsworth fu anche a lungo amico dell’artista Georgia O’Keeffe.  Gli fece anche da testimone al matrimonio e gli donò alcune delle sue tele più belle come Horn and Feather del 1937 ($700,000-1,000,000) e Beauford Delaney del1943 ($200,000-300,000). Altre opere degli artisti membri del Circolo di Stieglitz come una Still Life in the Street di Stuart Davis ( $500,000-700,000),  Calm After Storm off Hurricane Island di Marsden Hartley ($1.500.00-2,500,000) e il realismo di Charles Wheeler con Catwalk, del 1947, appartenuto prima a Nelson Rockefeller ($1,200,000-1,800,000).

Barney Ebsworth in his Seattle home, known as ‘An American Place’, with (behind him) Gaston Lachaise (1882-1935), Standing Woman, 1932. Bronze. 88½ in high. Offered in An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection Evening Sale in November 2018 at Christie’s in New York. Photograph: Brian Smale

Barney Ebsworth in his Seattle home, known as ‘An American Place’, with (behind him) Gaston Lachaise (1882-1935), Standing Woman, 1932. Bronze. 88½ in high. Offered in An American Place: The Barney A. Ebsworth Collection Evening Sale in November 2018 at Christie’s in New York. Photograph: Brian Smale

 

PARIGI NUOVO CENTRO DEL MERCATO EUROPEO DELL’ARTE? 

Altro aspetto che ha fatto molto parlare in queste settimane i giornali è stata la scelta della casa d’asta di organizzare la presentazione principale di una collezione di arte americana di tale livello a Parigi.  Innanzitutto, Christie’s ha voluto legarsi alla storia della collezione,  in qualche modo origini francofone: il giovane Ebsworth raccontava infatti di essersi inamorato dell’arte proprio durante la sua prima visita a Parigi e al Louvre, mentre ancora serviva l’esercito americano. Proprio nelle sale del museo era nato un amore spassionato e quasi ossessivo per i grandi capolavori d’arte. Ebsworth racconta infatti come nel camminare per le sale espositive del Louvre si trovò “nella piena meraviglia circondato da tali capolavori artistici”, a tal punto che “volle assolutamente capire le opere” . La sua storia è quella di un “patron” americano illuminato, il collezionista classico il cui modello deriva ancora dalla “Gilded Age”, che acquista arte per amore e passione dopo essersi documentato e aver frequentato il suo mondo, supportando poi in prima persona musei, fondazioni e artisti stessi nel perseguire la propria attività culturale e creativa. Ben lontano quindi dal modello del collezionista cosmopolita e investitore che sembra prevalere sempre più oggi.

Da quella visita a Parigi iniziò dunque il percorso di Ebsworth come autodidatta dell’arte, studiando nel tempo libero nelle varie biblioteche tutto quel che poteva e circondandosi di gente del settore prima di intraprendere i primi acquisti. Ebsworth comincia dapprima a collezionare dipinti olandesi e giapponesi, ma il suo gusto cambia in fretta e si evolve nel tempo e  con lo studio, ma soprattutto dopo il suo soggiorno a Rotterdam nel 1917.  Dopo una conversazione con Charles Buckley, direttore del St. Louis Art Museum, decide allora di concentrarsi solo Modernismo Americano, ancora sottovalutato, raccogliendo un’enorme quantità di lavori datati fra gli anni 20′ e 60′.

La città di Parigi però non portò a Ebsworth solo l’amore per l’arte, ma anche la sua prima moglie (francese) Martine. La scelta (romantica) di questa città come prima importante tappa del tour espositivo però non è solo legata al cuore e a questo racconto,  nella stessa settimana apriva anche la Paris Biennale (8-16 settembre) un fatto che sicuramente ha avuto un certo ruolo nella strategia di marketing della casa d’aste. Ora le opere proseguiranno il loro viaggio per mostrarsi ai collezionisti e voleranno a Hong Kong, Londra, San Francisco e Los Angeles.

In ogni caso, la scelta di annunciare una tale importante asta in Francia, ha portato il Financial Time a fare alcune interessanti speculazioni sulla situazione attuale del mercato dell’arte europeo e un possibile riassestamento nei suoi equilibri e i suoi centri: in particolare in questa scelta di Christie’s ha voluto vedere un possibile segnale a conferma di un passaggio prossimo di Parigi come nuova capitale dell’arte in sostituzione di Londra, a causa delle incertezze della Brexit. Molti fattori citati dal giornale americano rendono di fatto questo passaggio molto probabile.

Barney Ebsworth è stato nominato fra i  ‘World’s 200 Greatest Collectors’ come poi nella  ‘America’s Top 100 Collectors’, oltre ad aver contribuito sempre con generose donazioni e prestiti all’attività di molti musei americani, credendo fortemente nel valore educativo e civile dell’arte, come esperienza che doveva dunque essere accessibile a tutti coloro che fossero davvero interessati ad apprendere di essa e da essa.

«Non  si tratta di possedere il singolo  pezzo» diceva Ebsworth «guardando indietro al numero di opere incredibili con cui ho vissuto, il collezionare è stato l’esperienza emozionale e intellettuale che mi ha dato di più di ogni altra, nella mia vita»

La collezione rimarrà fino a fine mese a Parigi, per poi viaggiare fra  New York, Hong Kong, Londra, San Francisco e Los Angeles prima dell’asta prevista nella settimana dedicata al Postwar e Contemporary  (11/17 novembre), sebbene non sia astata ancora fissata la data precisa.

Christie’s – An American Place: The Ebsworth Collection

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Autore

- Dopo la laurea in Marketing & Management delle Arti alla IULM di Milano e alcune esperienze nel settore, Elisa Carollo sta seguendo un MA da Christie's New York con l'obbiettivo di professionalizzarsi sull'advisory e collection management a più livelli, nel contesto di pratiche a livello internazionale. Animata da un forte interesse per l'arte contemporanea e il suo mercato, collabora con ArtsLife per contenuti editoriali su tali tematiche fra Italia e estero


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