meeting art istituzionale
Pubblicato il: ven 23 Feb 2018
Print Friendly and PDF

Scarponi da museo. I doposcì italiani Moon Boot entrano nella collezione permanente del MoMA di New York

Lo scarpone Moon Boot Total White, esposto al MoMA

Lo scarpone Moon Boot Total White, esposto al MoMA

I celebri scarponi saranno esposti nella sala Architecture & Design nella mostra “Items: Is Fashion Modern?” al fianco di altri 111 capi e accessori che hanno fatto la storia della moda

Chiunque varchi la soglia Museum of Modern Art, sulla 53ª strada di New York, avrà una dimostrazione plastica della grandezza e della risonanza globale del design italiano. Tanti sono gli oggetti nati dalla creatività tricolore finiti nelle collezioni del MoMA, dalla Fiat 500 di Dante Giacosa alla Vespa di Corradino D’Ascanio, alla Olivetti Lettera 22 di Marcello Nizzoli. Ora questa tradizione – o questo onore, visto il prestigio indiscusso del museo – si rinnova grazie ad un oggetto che molti faticano ad immaginare esposto in qualche sala museale: un paio di scarponi doposcì.

Il Moma di New York

Il MoMA di New York

Ma non un paio qualsiasi: bensì i celebri Moon Boot, prodotti dal brand italiano Tecnica Group, esposti al MoMA nella sala Architecture & Design nella mostra “Items: Is Fashion Modern?” al fianco di altri 111 capi e accessori che hanno fatto la storia della moda. “Si tratta di un riconoscimento straordinario al valore artistico e culturale di un brand come Moon Boot. Dalla sua comparsa sul mercato nel 1969 Moon Boot è entrato nella vita quotidiana di tutti noi. Un accessorio che ha superato la sua mera funzione estetica, divenendo simbolo dello stile e del design italiano nel mondo”, ha dichiarato Alberto Zanatta, Presidente Tecnica Group.

www.moma.org

5 (100%) 1 vote

Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


Commenta con Facebook

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Il Ponte
Cambi |istituzionale
Bertolami | 10 sett
WopArt 2019
Wannenes