meeting art istituzionale
Pubblicato il: ven 23 Feb 2018
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Tre cose che farò nel 2018. Renata Fabbri

Renata Fabbri

Renata Fabbri

Scopriamo i progetti per l’anno appena iniziato dei protagonisti del sistema dell’arte italiana: critici e storici dell’arte, direttori di museo, artisti, galleristi, collezionisti, operatori culturali

1. galleria. Lavorare per la crescita e il rilancio del mio programma artistico. Avviare nuove collaborazioni con artisti italiani e stranieri, avvicinarmi a nuovi linguaggi e realtà. Recentemente ho iniziato a collaborare con Bianca Baroni, una giovane curatrice con la quale sto lavorando per sviluppare una serie di progetti di respiro internazionale. In questo senso voglio aprirmi verso l’estero, sia per quanto riguarda la direzione della mia ricerca, che il pubblico e il mercato di riferimento della galleria. A partire dall’autunno del 2018 voglio iniziare a partecipare a diverse fiere estere ed inserirmi in circuiti nuovi. Negli ultimi anni ho lavorato con diversi artisti Italiani estremamente talentuosi e credo sia giunto il momento che il loro lavoro venga conosciuto ed apprezzato maggiormente anche fuori dall’Italia. Voglio sviluppare un programma ambizioso ed articolato, che punti ad una ricerca di alta qualità, sia dal punto di vista degli artisti presentati/rappresentati, sia dal punto di vista delle scelte curatoriali che definiranno la programmazione. In particolare voglio continuare ad enfatizzare pratiche artistiche che siano solide sul piano concettuale, ma desidero anche sperimentare con diversi format espositivi e progettuali. A tale proposito mi piacerebbe anche lanciare un programma interamente dedicato alla performance che si affianchi all’impianto espositivo principale.

2. sinergie positive. Investire il mio tempo e le mie energie in nuove sinergie positive, quindi valorizzare quei rapporti che mi arricchiscono, sia sul piano umano che intellettuale e professionale. Come tutti sappiamo il mondo dell’arte contemporanea è un ecosistema estremamente feroce e competitivo, a maggior ragione oggi che ci confrontiamo con un mercato globale. Per questo e molti altri motivi, una galleria giovane deve affrontare una vera e proprio giungla nel tentativo di costruire la propria reputazione/immagine, posizionare il proprio programma e mantenere la propria sostenibilità economico/finanziaria.
Tuttavia in questi anni ho avuto la fortuna di lavorare con tante persone che hanno creduto in me e nella mia visione, siano essi artisti, curatori, colleghi galleristi, amici e, primo fra tutti, mio padre. L’energia e la motivazione che queste persone mi hanno dato non ha prezzo, e ha sicuramente costituito una della risorse più importanti che ha spinto la galleria verso la sua crescita. Quindi per questo 2018 voglio attorniarmi di persone costruttive, con cui poter crescere e avere incontri e scambi gratificanti.

3. viaggiare. Ampliare i miei orizzonti, imparare mettendomi in questione, uscendo dalla mia confort zone e cercando il confronto, sempre e comunque. Quest’anno vorrei vedere sempre più progetti esteri ed entrare in contesti nuovi per arricchire la mia ricerca artistica e ampliare il mio network professionale. Ho già inaugurato il 2018 con un viaggio di lavoro a Londra, dove ho avuto diversi meeting molto produttivi con una serie di artisti, curatori e collezionisti residenti nel Regno Unito. Inoltre sono stata a Bruxelles dove ho partecipato all’inaugurazione di “Rendez-vous”, una mostra che ha coinvolto Serena Fineschi, Alessandro Scarabello e Hans Op de Beeckche presso il Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique. In primavera spero di recarmi a Berlino per la gallery week, inoltre sulla mia agenda ci sono ancora il Belgio dove incontrerò diversi collezionisti, la Spagna, la Danimarca e probabilmente anche Parigi. Tuttavia, oltre alle trasferte di lavoro, spero di fare un bel viaggio insieme alla mia famiglia e ai miei amici più cari, gite culinarie e, perchè no, anche viaggi rigeneranti per il corpo e lo spirito.


Renata Fabbri è una gallerista fondatrice e titolare dell’omonimo spazio Renata Fabbri arte contemporanea, fondato a Milano nel 2015. Con l’obbiettivo di “porre in relazione in modo stimolante e vitale la storia del XX secolo, come insieme di idee e di atti creativi sedimentati nel tempo, e il presente dell’arte e i suoi vari modi di essere ‘attuale’”

www.renatafabbri.it

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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