meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 15 Feb 2018
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Tre cose che farò nel 2018. Giuseppe Bertolami

Giuseppe Bertolami

Giuseppe Bertolami

Scopriamo i progetti per l’anno appena iniziato dei protagonisti del sistema dell’arte italiana: critici e storici dell’arte, direttori di museo, artisti, galleristi, collezionisti, operatori culturali

1. gallerista. Nel 2011 ho aperto la mia casa d’aste. Nel 2015 le ho cambiato il nome, scegliendone uno in cui non comparisse alcun riferimento alle aste. Ci chiamiamo Bertolami Fine Arts e non Bertolami Casa d’aste perché non volevo sentirmi limitato nella mia possibilità di intervento sul mercato dell’arte. Ora siamo pronti ad approfittare dell’ampio spazio di manovra ritagliato all’azienda intraprendendo una vera e propria attività di galleria, supportata, però, dagli innovativi strumenti di comunicazione che consentono alle moderne vendite all’incanto di arrivare in ogni angolo del pianeta. In Italia il sistema delle gallerie d’arte è in crisi, una crisi di cui si avvantaggiano le case d’asta, ma che non fa bene al mercato di settore. Il ruolo del gallerista rimane insostituibile ai fini della scoperta, riscoperta e valorizzazione degli artisti, il gallerista che sa fare il suo mestiere forma il gusto del pubblico, laddove la casa d’asta tende più che altro a decifrarlo e assecondarlo. Ha notato che le aste italiane tenutesi nell’ultimo anno si somigliavano un po’ tutte? Gli stessi artisti in vendita e le stesse clamorose assenze. Da questo presupposto è scaturita l’idea di un ciclo di mostre che sfruttasse i bellissimi spazi del piano nobile di Palazzo Caetani Lovatelli, la nostra sede romana, per presentare personalità di spicco dello scenario artistico italiano, tra loro anche profondamente diverse ma apparentate da un denominatore comune: la tenacia nel perseguire una personale ricerca tanto espressiva dello spirito del proprio tempo, quanto indifferente alle lusinghe delle mode del momento. Abbiamo iniziato da Carlo Lorenzetti, che ritengo uno dei più importanti scultori italiani viventi. La mostra è bellissima e merita una visita, c’è tempo sino al 28 febbraio.

2. e-commerce. Tra le case d’asta italiane Bertolami Fine Arts è stata una delle prime ad affiancare al calendario delle aste battute quello delle aste elettroniche, che vanno benissimo. Ci interessano anche le vendite on line a prezzo fisso. Nel 2017 abbiamo cominciato a saggiare il settore dell’e-commerce. Nel corso dell’anno sono sorti i nostri primi negozi virtuali all’interno di importanti portali internazionali di vendita on-line di oggetti d’arte e di pregio. Trarre un bilancio da un’esperienza così breve sarebbe imprudente, ma l’impressione è quella, assai confortevole, di muoversi in un comparto che premia la creatività d’impresa. È oramai fuor di discussione che all’interno di quell’immenso bacino ci siano opportunità interessanti anche per un mercato tradizionalmente elitario come quello del lusso e del collezionismo di qualità, per questo nel 2018 svilupperemo il settore, anche inaugurando ArtContainer, un portale tutto nostro.

3. nicchie di mercato. Chi mi conosce lo sa, adoro le nicchie di mercato. Bertolami Fine Arts è nata come casa d’aste specializzata in numismatica classica, un settore in cui siamo conosciuti a livello internazionale e che ci da grandi soddisfazioni. Le specializzazioni, anche le più complicate, ci interessano e nel nostro futuro acquisiranno una crescente importanza. Quest’anno abbiamo ottenuto un sorprendente successo a Londra con una vendita di avori e coralli antichi e debuttato nell’elitario bacino del collezionismo di ceramica antica con un’asta di primaria importanza. Il 2018 ci regalerà nuovi dipartimenti, tre sono già arrivati tra gennaio e febbraio: piccole nicchie preziose che ci faranno divertire: Glittica antica e moderna, Cornici antiche e Fashion, Luxury and Textiles, rispettivamente guidati da Gabriele Vangelli de Cresci, Fabrizio Canto e Ilaria De Santis.


Giuseppe Bertolami è titolare e amministratore unico di Bertolami Fine Arts. Opera in vari settori, anche quello dell’arte, nella gestione economico-finanziaria dell’attività d’impresa, è anche – e da sempre – un appassionato collezionista di numismatica classica e pittura e scultura italiane del ‘900. In una sala dedicata del Museo della Scuola Romana, ospitato negli ambienti di Villa Torlonia, le opere della sua importante collezione di arte romana tra le due guerre vengono esposte a rotazione. La sua attività imprenditoriale nel settore dell’arte lo ha visto esordire come gallerista nel 1996. Nel 2011 ha fondato Bertolami Fine Arts, oggi una delle prime dieci case d’asta italiane. È vicepresidente degli Archivi della Scuola Romana, istituzione fondata nel 1983 da Miriam Mafai, Netta Vespignani, Maurizio Fagiolo, Antonello Trombadori e Alberto Ziveri per documentare, catalogare e valorizzare la produzione artistica romana tra le due guerre.

https://www.bertolamifinearts.com/

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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