meeting art istituzionale
Pubblicato il: mar 18 Apr 2017
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Tra Uomo e Natura. La ricerca dell'”estericità” di Yuval Avital

 Yuval Avital

Yuval Avital

Nell’ambito del progetto curatoriale foreignness, la Fondazione La Fabbrica del Cioccolato inaugura il prossimo 22 aprile “Three Grades of Foreignness” di Yuval Avital. Frutto di un’accurata attività di ricerca sul territorio svolta dall’artista israeliano (nato a Gerusalemme nel 1977 e residente a Milano) nel corso della sua permanenza in Valle di Blenio, Avital presenta tre opere in dialogo con gli spazi espositivi della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato, realizzate con lo scopo di esplorare la complessa relazione che intercorre tra uomo e natura.

Ne deriva un lavoro profondamente integrato nell’ambiente della Valle, in cui Avital approccia con estrema lucidità e attualità il tema curatoriale foreignness [estericità] facendo emergere le modalità con cui uomo e natura divergono, si scontrano e si ricongiungono continuamente, rendendo dapprima l’essere umano estraneo al contesto naturale e in conflitto con quest’ultimo, per poi ricondurlo alla natura primordiale alla quale esso stesso appartiene e in cui esso trova origine. Il percorso della mostra si snoda attraverso un mosaico di suoni, immagini e luci nel quale il pubblico si muove alla scoperta di tre installazioni interconnesse rappresentanti tre differenti fasi del rapporto uomo-natura: alienazione, conflitto e ricongiungimento.

Nella prima installazione, FOREIGN BODIES, il corpo umano viene raffigurato come elemento intrusivo ed estraneo a una natura utopica. Sette ballerine professioniste, provenienti da corpi di ballo di rinomati centri teatrali internazionali quali La Scala, Bejart e Shan-Wei, compaiono in sette proiezioni video parallele, filmate e dirette dall’artista in numerose scene girate in più di trenta luoghi della Valle con il supporto di due esperte guide alpine locali. Le loro trasformazioni in organismi tremanti incarnano metafore corporali del desiderio di riconnettersi con la natura e dell’inevitabile distanza da essa, apparendo come figure sole, animalesche e meccaniche, mimetizzate e disturbanti allo stesso tempo. Il quadro, comprendente oltre sette ore di filmati, è completato da una partitura elettronica polifonica di più di 90 minuti composta da registrazioni di suoni provenienti dalla Valle, elaborati e distorti.

Uomo e natura entrano in conflitto nella seconda installazione, LANDS. Qui un cerchio di terra agricola si presenta circondato da un anello di altoparlanti mediante i quali viene diffusa una molteplicità di suoni, sia verso il centro che verso l’esterno. La terra agricola delimitata dai confini artificiali rappresenta una lotta dovuta, da un lato, all’impossibilità di scindere le nostre radici dalla natura e, dall’altro, al tentativo umano di controllare e plasmare quest’ultima. Assistendo a LANDS ci si sente immersi in un contesto naturale in cui il canto degli uccelli, il ronzio degli insetti e la brezza popolano l’ambiente. Ma la percezione cambia in fretta: il cinguettio viene gradualmente sostituito da imitazioni meccaniche perturbanti; la parola “land” inizia a risuonare in una varietà di lingue, pronunciata da voci computerizzate; il vento si trasforma in tempesta. Si fa in seguito ritorno alla natura e poi ancora all’artificio, in un andirivieni di suoni che scatena una lotta finalizzata a riconquistare, almeno in parte, una bellezza e una purezza perdute. Il pubblico è invitato a camminare sul terreno, sedersi, sdraiarsi e costruire un percorso individuale, cambiando la propria percezione di ascolto e divenendo attivamente partecipe della performance sonora.

L’ultima installazione, REH’EM (grembo in ebraico), ricongiunge infine uomo e natura, incanalando il pubblico nell’oscurità di un ambiente chiuso, simbolo del grembo materno, dove i suoni legati alla gestazione e alla nascita della figlia di Avital, Alma, si alternano ai suoni dei movimenti sismici della terra, accompagnati dalla proiezione di immagini diafane fluttuanti.

Informazioni utili

Fondazione La Fabbrica del Cioccolato

cosa: inaugurazione esposizione “Three Grades of Foreignness” – progetto foreignness [estericità]

quando: sabato 22 aprile 2017, ore 17:00

servizio bus: per inaugurazione navetta gratuita. Seguiranno informazioni sugli orari.  

artisti: Yuval Avital

direzione artistica: Franco Marinotti

durata: dal 23 aprile 2017 al 01 luglio 2017

ingresso: gratuito, dal mercoledì alla domenica, dalle ore 12:00 alle 19:00 o su appuntamento: requests@chocfact.ch/+41 79 794 00 16

contatti: requests@chocfact.ch www.chocfact.ch +41 91 972 27 14

indirizzo: Stabili Cima Norma | Strada Vecchia 100 | CH-6717 Torre-Blenio

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