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Pubblicato il: mar 06 Dic 2016
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Record per una Merda d’Artista di Piero Manzoni da Il Ponte

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Nuovo record d’asta per una Merda d’Artista di Piero Manzoni aggiudicata a 220 mila euro* da Il Ponte a Milano

6 dicembre 2106 – La tornata pomeridiana dell’asta di arte moderna e contemporanea da Il Ponte a Milano è stata un successo (insieme a quella mattutina si è arrivati a un incasso di 5.450.000,00 € – 130% sul valore e  91 % di venduto).

Pochissimi invenduti e molte aggiudicazioni al di sopra delle stime. Già i primi lotti, alcuni disegni di Boccioni e una carta di Depero, sono stati contesi tra diversi bidders. Gara accesa soprattutto per “Cavallo e cavaliere”, un olio su cartone di Roberto Marcello Baldessarri del 1915 che è stato venduto online per 20 mila euro da una stima di 8/12 mila € e per un cartoncino di Mario Sironi che da 4 mila € è salito fino a 16 mila.

E ancora le offerte per due oli di Atanasio Soldati sono cresciute vorticosamente fino all’aggiudicazione a 32 mila per il “Senza Titolo” del 1946 e a 20 mila per quello del 1950. Erano rispettivamente offerti a 7/9 mila e 8/12 mila.  Simile distacco dalle aspettative anche per Ideo Pantaleoni (nuovo record d’asta). La sua scultura in acciaio del 1955 da una partenza di 4 mila euro è stata venduta per  20 mila (su commissione). Bene anche Carla Prina e Mario Radice.

Era posizionata al lotto 192 la “Macchina inutile” di Bruno Munari. La scultura in alluminio del 1956 non ha fatto scintille come quella venduta lo scorso giugno che da una stima di 15/25 mila euro era stata battuta a 190 mila, realizzando il nuovo record d’asta per l’artista milanese. Ma ha comunque raddoppiato il prezzo stimato. La “Macchina inutile” in catalogo questo pomeriggio, del 1956 e più piccola (cm 80 x 45), è stata venduta per 32 mila euro.

Lotto n° 192 BRUNO MUNARI  (  Milano  1907  -    1998  ) "Macchina inutile" 1956 scultura in alluminio, smalti e fili di nylon, cm 80x45 (misure variabili) Firmata e datata 1956 Provenienza Bruno Munari, Milano Centro Culturale Sincron, Brescia Collezione privata, Brescia Valutazione 10.000,00 - 15.000,00€

Come ha spiegato Freddy Battino, capo dipartimento de Il Ponte: «Munari libera le forme dalla staticità del dipinto. Sospendendo in aria le sue sculture passa  dalle due dimensioni (pittura) o tre dimensioni (scultura statica) alle quattro dimensioni dello spazio-tempo».

Oltre alla “Macchina inutile”, le altre opere di Munari in catalogo erano quattro, tutte aggiudicate. Il libro d’artista è arrivato a 10 mila euro  da una stima di 4/6 mila e la grande “Scultura pieghevole rossa” del 1951 che quotava 60/80 mila euro è stata venduta a un bidder al telefono per 85 mila euro.

Un bidder in sala ha conquistato per 22 mila euro un olio di Emilio Vedova  del 1960 e l’offerta che ha vinto un olio di Capogrossi del 1963 è stata di 48 mila euro (stima 24/28 mila). “Opus 40B ” di Gerard Schneider del 1955 è passata di mano per 47 mila euro. E ancora Emilio Scanavino da 10 mila è arrivato a 22 mila con un bid online. Alfredo Chighine con “Composizione” del 1960 ha cambiato proprietario per 13 mila euro. Una carta di Lucio Fontana è stata venduta a 21 mila euro ma era presentata a “solo” 5/7 mila. A fine catalogo, il maestro dello Spazialismo era presente anche con una ceramica (Madonna con Bambino) arrivata a 180 mila € e due sculture in bronzo lucidato (105 mila€).

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Super aggiudicazione per un olio e vetri su tavola dell’artista giapponese Shozo Shimamoto venduto al telefono a 26 mila euro. Il “Senza titolo” di Matta del 1970 ha fatto 35 mila € al telefono dopo grande fermento tra sala e telefono. Ma la competizione maggiore tra tutti i lotti in catalogo forse è stata per la piccola carta di Max Ernst “L’oiseau en cage” del 1924. Era stimata 25/35 mila € ma solo dopo diversi minuti è stata venduta a 79 mila € al telefono. Bene anche il Castellani rosso del 2006 che ha fatto 140 mila €,  la scultura in acciaio inox di Uncini (14 mila) e un Isgrò del  1975 (15 mila).

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E finalmente, nella nostra cronaca, arriviamo al lotto che ha conquistato la copertina del catalogo e il “trofeo” del record della serata, la Merda d’Artista n° 069 di Piero Manzoni ha centrato il top price per il “medium” a 220 mila euro. Fino a oggi il prezzo più alto pagato per uno dei barattolini era di 202.980 € (con i diritti 246.959 €). Era il numero 54 ed era stato venduto a Londra da Christie’s il 16 ottobre del 2015.

Prezzi alti anche per Pomodoro, Barucchello e Rotella.

Chiudiamo il racconto con l’aggiudicazione della Natura morta di Giorgio Morandi in sala, probabilmente a uno straniero, un acquerello su carta del 1963 venduto a 100 mila € e stimato 40/60 mila.

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***tutti i risultati citati nell’articolo si riferiscono all’hammer price

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Autore

- Giornalista pubblicista. Laureata in Scienze dei Beni Culturali (curriculum Storia dell’Arte) con specializzazione in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano.


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