meeting art istituzionale
Pubblicato il: mer 19 Ott 2016
Print Friendly and PDF

The Assassin. L’incredibile visione estetica di Hou Hsiao-Hsien

The Assassin, Hou Hsiao HsienThe Assassin, Palma d’argento (ovvero premio alla regia) a Cannes 2015. L’incredibile visione estetica di Hou Hsiao-Hsien, il cineasta cinese di Café Lumière.

Quella di The Assassin è una storia che affonda le sue radici nella storia e nell’estetica cinese. Ambientata nell’epoca della dinastia Tang (618-907) la vicenda racconta le gesta -e i turbamenti- di una donna cresciuta e istruita per essere una letale assassina, Nie Yinniang, interpretata da Shu Qi, attrice feticcio di Hou Hsiao-Hsien. Il regista di Café Lumière difatti l’aveva già diretta in Millennium Mambo e Three Times.
La protagonista, addestrata da Jiaxin -monaca guerriera e gemella della Principessa Jiacheng- ha il compito di assassinare i funzionari corrotti, come un vero e proprio sicario, ma i sentimenti rendono il suo compito più difficile del previsto…

Con The Asassassin, Hou Hsiao-Hsien, porta all’estremo la sua ricerca cinematografica, rendendo quella che su carta potrebbe sembrare una classica avventura Wuxia una vera e propria vertigine estetica. The Assassin, Hou Hsiao HsienThe Asassassin è un film costruito su chiasmi, su opposti: al lusso degli interni si contrappone la magnificenza del paesaggio naturale, alla violenza degli intenti la grazia delle immagini. Il cinema e la narrazione -come forme di esperienza estetica- si dipanano grazie a un ritmo lento, ma privo di vuoti. Quella di Hou Hsiao-Hsien è visione magica e poetica della realtà, ovattata. Porta alla memoria la poetica di Sergei Parajanov, il regista georgiano di, tra gli altri,  Il colore del melogranoLa leggenda della fortezza di Suram. Un cinema fatto di visioni, di diaframmi ottici che scompongono e mistificano le immagini – alberi, tendaggi, nebbia, atmosfera- ricche di dettagli, spesso misteriosi e allegorici, carichi di significati altri, trascendenti. The Assassin, Hou Hsiao HsienThe Asassassin è delicato come un acquerello, fulgido come una lacca. Le foreste di betulle e i laghi argentati della provincia dell’Hubei, della Mongolia Interna e del nord-est della Cina, richiamano alla vista l’eleganza, miracolosamente barocca e minimal, dell’arte tradizionale cinese. Un’alternanza di immagini incantate e magnetiche parlano al posto dei protagonisti, imperscrutabili, misteriosi, ma incredibilmente evocativi.

Avvenimenti misteriosi, forse magici, dialoghi criptici e duelli che sembrano balletti o corteggiamenti. Hou Hsiao-Hsien svuota la pellicola di tutto quel trambusto spettacolare di cui il Wuxia si era imbibito –La tigre e il dragone, Hero, La foresta dei pugnali volanti– e grazie al quale aveva ritrovato un nuovo successo nel mercato occidentale,  per restituirlo a una dimensione meditativa e trasognata. The assassin Hou Hsiao-hsien festival di cannes

>> Non per tutti – Mi aspetta più botte, ha commentato qualcuno in sala. Un paio di persone sono uscite. Qualcun’altro ha sospirato, giureremmo, un che cojoni.

5 (100%) 6 votes

Autore

Commenta con Facebook

Displaying 1 Comments
Have Your Say
  1. cris ha detto:

    nani sarebbe il caso di leggere bene i testi prima di lanciarli

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Cambi |istituzionale
Bertolami | 10 sett
Wannenes
WopArt 2019
Il Ponte