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Pubblicato il: gio 05 Mag 2016
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Aldo Manuzio a Venezia: il genio che con il libro ha cambiato il Rinascimento

Manuzio, Venezia

Bartolomeo Veneto, Ritratto di donna, Francoforte, Städel Museum (particolare)

Il libro. Dai formati “atlantici” ai più piccoli e tascabili: nonostante l’utilizzo sempre più diffuso di schermi piatti tuttofare che possono contenere una quantità di documenti da fare invidia alla British Library di Londra, tutti al giorno d’oggi possediamo quantità, più o meno consistenti, di tomi. Ma quand’è che si è iniziato a parlare di libro?

Messa da parte l’invenzione della stampa a caratteri mobili ideata dal tedesco Gutemberg nel 1455, quando nasce il libro e quali sono stati gli effetti di questo nella società? Risponde bene a queste domande la mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia Aldo Manuzio, il rinascimento a Venezia. Fino al 19 giugno, il percorso espositivo curato da Guido Beltramini in collaborazione con Davide Gasparotto e Giulio Manieri Elia, racconta – in un florilegio di 100 opere tra libri, capolavori di pittura e scultura – la galassia di un grande editore ante litteram che, alla fine del Quattrocento, rivoluzionò la trasmissione della scrittura a Venezia e in tutta Europa.

Aldo Manuzio, Venezia

Anonimo intagliatore da Jacopo de’ Barbari – Veduta di Venezia a volo d’uccello Venezia, Museo Correr 2016 © Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia

Sulla vita di Aldo Manuzio non si sa molto; nato a Bassiano (nel Lazio) nel 1450, dopo gli studi umanistici e il periodo d’insegnamento ai principini di Carpi, Alberto e Lionello Pio, approda nella città lagunare per rimanervi fino alla morte, avvenuta nel 1515.

Ed è proprio dalla Serenissima che inizia il percorso espositivo nelle sale delle Gallerie dell’Accademia con la famosa veduta “di Venezia a volo di uccello” di Jacopo de’ Barbari. Non è da dimenticare che il periodo in cui Manuzio lavora sul suolo veneziano è un momento storico caratterizzato dalle ripercussioni della conquista ottomana di Costantinopoli del 1453; un contesto decisivo non solo per la fine dell’Impero Romano ma anche per le vicende editoriali di Aldo Manuzio con la diaspora dei numerosi studiosi di lingua greca che, fuggiti dalla loro città natale, trovano proprio a Venezia terreno fertile per le loro ricerche. Approdato alla Serenissima nel 1489, Manuzio si mette subito all’opera – chiamando in aiuto l’esperto editore Andrea Torresano – per coinvolgerlo nel suo progetto di rendere disponibili a stampa i classici greci e latini nella loro lingua originale.

Aldo Manuzio, Venezia

Lorenzo Lotto (Italian, c. 1480 – 1556/1557 ), Allegory of Virtue and Vice, 1505, oil on panel, Samuel H. Kress Collection

A porre le basi di questo ambizioso progetto fu la pubblicazione della grammatica greca Erotemata (opera che all’epoca era già molto nota, ricordato come il primo testo ad essere passato sotto il torchio). Al testo greco, Manuzio affianca quello latino, caratteristica che ricorre magistralmente in gran parte delle opere classiche per facilitarne la comprensione. Di fondamentale importanza è Erasmi Roterodami Adagiorum chiliades tres: oltre a scorgere il delfino attorcigliato ad un ancora – simbolo dell’intera editoria di Aldina insieme al motto “festina lente” – in questo testo spiccano i nomi degli intellettuali Erasmo da Rotterdam e Pietro Bembo, figure chiave nella carriera professionale dell’editore bassianese.

È Erasmo da Rotterdam che nei suoi Adagia racconta che il simbolo della produzione aldina proviene da una moneta dell’imperatore Tito regalata a Manuzio dal letterario veneziano Pietro Bembo.

Dalle commedie di Aristofane alle orazioni di Demostene passando per Tucidide, Luciano e Teocrito: il proliferare di testi classici non lascia indifferente il mondo dell’arte che viene travolto dai personaggi e dalle vicende mitologiche. Lo si vede bene nei Satiri rappresentati da Benedetto Montagna e Dürer e nella tavoletta di Lorenzo Lotto raffigurante l’Allegoria della Virtù e del Vizio. In linea con le pubblicazioni aldine legate alle grandi opere della poesia idilliaca, nel corso del Cinquecento, gli artisti veneti danno libero sfogo a fantasie arcadiche e pastorali tra le quali spiccano le opere di Tiziano con il suo Orfeo ed Euridice e Giorgione con la celebre Tempesta.

Aldo Manuzio, Venezia


Francesco-Colonna-Hypnerotomachia-Poliphili-Eton-The-Provost-and-Fellows-of-Eton-College-By-permission-of-the-Provost-and-Fellows-of-Eton-College

Certo non poteva poi mancare il libro illustrato più celebre della produzione di Manuzio: l’Hynerotomachia Poliphili – realizzato nel 1499 con un corredo di 72 incisioni anonime che sono state attribuite a Bendetto Bordon – romanzo di Francesco Colonna che racconta dettagliatamente la storia si Polifilo e del suo avventuroso viaggio onirico.

A coronare il genio di Aldo Manuzio sono senza dubbio i libri in formato tascabile. Un’invenzione tecnica sbalorditiva che accomunava il risparmio di carta – nello stampare in ottavo, ovvero dividendo un foglio in otto fogli più piccoli – ad una maggiore praticità. Una comodità fatta per la nuova classe emergente della borghesia (anche se abbiamo a che fare con stampe molto costose!) che non tardò a farsi immortalare da Tiziano, Palma il Vecchio e Parmigianino con una piccola “aldina” (questo era il nome delle stampe in ottavi) tra le mani.

Aldo Manuzio, Venezia

Palma-il-vecchio-Ritratto-di-giovane-donna-Lyon-Musée-des-Beaux-Arts-©-Lyon-MBA-–-Photo-Alain-Basset

Aldo Manuzio, il rinascimento a Venezia, da vita ad una riflessione che parte dall’invenzione del libro moderno per arrivare ad oggi: dalle più antiche tavolette in argilla ai manoscritti miniati, passando per gli incunaboli fino contemporanei e-book, la tecnologia trasforma la scrittura e la trasmissione del sapere ma non il perpetuare della conoscenza nei secoli.

Aldo Manuzio, Venezia

Francesco-Mazzola-detto-il-Parmigianino-Ritratto-duomo-con-petrarchino-Maison-dArt-Montecarlo

Manuzio, Venezia

Bartolomeo Veneto, Ritratto di donna, Francoforte, Städel Museum

INFORMAZIONI UTILI

Aldo Manuzio, il rinascimento a Venezia

Gallerie dell’Accademia, Venezia

Fino al 19 giugno

www.mostraaldomanuzio.it

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Autore

- Laureata in Conservazione e Gestione dei Beni Culturali e specializzata in Arte Contemporanea all'università Ca' Foscari di Venezia


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