meeting art istituzionale
Pubblicato il: mar 19 Gen 2016
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Alexander Calder: Performing sculpture @Tate Modern Gallery

#SELFIEADARTE "uhm" #AlexanderCalder @TATE #London Red and Yellow Vane, 1934 @CleliaPatella

#SELFIEADARTE
“uhm”
#AlexanderCalder @TATE #London
Red and Yellow Vane, 1934
@CleliaPatella

Fino al 3 aprile 2016, la Tate Modern Gallery di Londra ospita la mostra “Alexander Calder: Performing sculpture“. Si tratta della più grande retrospettiva mai dedicata nel Regno Unito allo scultore americano, pioniere della scultura cinetica, che “inventò” negli anni trenta realizzando i suoi primi “mobile” (termine creato ad hoc da Marchel Duchamp in persona), ovvero strutture mobili – appunto – e dinamiche, costruite tramite l’assemblaggio di parti in metallo e fili.

Questo portò a una trasformazione radicale del concetto di scultura, che da oggetto tridimensionale diveniva quadrimensionale – grazie all’aggiunta della dimensione del tempo, dovuta al movimento – e che in seguito assunse anche ulteriori dimensioni con la possibilità di interazione (tramite le mani, dispositivi elettrici, correnti d’aria o anche il solo respiro umano) o di generare suoni.

Oltre ai mobile, che a suo tempo affascinarono anche Einstein – che una volta rimase a fissarne uno per quasi un’ora -, la mostra propone anche alcuni progetti che testimoniano le sperimentazioni di Calder in altri campi, quali cinema, teatro, musica e danza.

#SELFIEADARTE "uuh" #AlexanderCalder @TATE #London Snow Flurry, 1948  @CleliaPatella

#SELFIEADARTE
“uuh”
#AlexanderCalder @TATE #London
Snow Flurry, 1948
@CleliaPatella

#SELFIEADARTE "mmh" #AlexanderCalder @TATE #London Black Widow, 1948 @CleliaPatella

#SELFIEADARTE
“mmh”
#AlexanderCalder @TATE #London
Black Widow, 1948
@CleliaPatella

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Autore

- Salentina di nascita e milanese di rinascita, Clelia - figlia di due pittori - dopo il Liceo Artistico si dedica a radio e tv occupandosi di programmi musicali per i quali ha intervistato i grandi protagonisti della musica italiana. Ma l'arte rappresenta il suo primario interesse e da quattro anni ne scrive, prima con il suo blog Artos, ora per Artslife, Hestetika e IlGiornaleOff. Con Walk in Art ci racconta in tre minuti le mostre che la appassionano di più per ArtsLifeTV


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