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Pubblicato il: mar 31 Mar 2015
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Profumo di record: all’asta da Christie’s a New York un Picasso da $140 milioni

Pablo Picasso

PABLO PICASSO
Les femmes d’Alger (Version “O”)
oil on canvas
44.7/8 x 57.5/8in. (114 x 146.4cm.)
Painted on February 14, 1955
Stima: intorno ai 140 milioni di dollari
© 2015 Estate of Pablo Picasso / Artists Rights Society (ARS), New York

11 maggio 2014, New York

Potrebbe restare solo un ricordo il chiacchieratissimo Trittico di Bacon, “Three studies of Lucian Freud” che, battuto a $142 milioni da Christie’s nel novembre 2013, è diventato l’opera d’arte più cara al mondo. Il prossimo 11 maggio infatti a New York andrà all’incanto una tela di Pablo Picasso che vanta una stima stellare: $140 milioni.

Si tratta di “Les femmes d’Algère (Version O)”, quello che gli esperti chiamano il più iconico esemplare dell’omonima serie realizzata dal maestro del cubismo tra il 1954 e il 1955. 15 in tutto le versioni, codificate dalla lettera A alla O. Un titanico progetto che prende l’ispirazione dal passato per portare all’apice l’evoluzione stilistica dell’artista ed essere ricordato oggi come una pietra miliare della sua opera omnia, accanto alla rivoluzionaria “Les demoiselles d’Avignon” e il magniloquente “Guernica”.

Picasso guarda e omaggia infatti all’opera di Eugène Delacroix e in particolare proprio le sue “Les femmes d’Algère”, immaginando una conversazione con l’artista d’oltralpe da lui molto amato.

“Lei aveva in mente Rubens e ha dipinto un Delacroix – riporta M. McCully in “A Picasso Anthology: Documents, Criticism, Reminiscences” – Io dipingo “Les femmes d’Algère” con lei in mente e il risultato sarà ancora diverso”.

E’ così che nasce “Les femmes d’Algère (Versione O)” del maestro spagnolo, culmine di un grande progetto iniziato pochi mesi dopo la morte dell’amico Matisse, a cui Picasso dedica l’intera serie, considerandolo per le sue odalische l’erede di Delacroix.

Ma se il soggetto omaggia il pittore d’oltralpe, lo stile conferma la modernità picassiana e si presenta come un emblema del cubismo nel suo intrecciarsi di piani prospettici e geometrie sfaccettate, messe in risalto da tinte accese e violente in una geniale sintesi delle costanti ossessioni di Picasso.

Esposta nelle più importanti retrospettive in tutto il mondo, dal MoMA alla National Gallery di Londra, dal Grand Palais al Metropolitan, “Les femmes d’Algère (Version O)” sarà la stella dell’asta da Christie’s. Una vendita che secondo gli addetti ai lavori sarà “da ricordare”. Infatti l’ultima apparizione dell’opera sul mercato risale al 1997, quando la maison di Pinault l’aveva presentata come il faro dell’intera collezione di Victor e Sally Ganz, proprietari originali dell’intera serie dei 15 dipinti de “Les femmes d’Algère”. Ed era passata di mano per $31.9 milioni. 

Picasso, Nude, Green leaves and Bust (also known as Nude with Sculptor's Turntable; Nu au plateau de sculpteur) 1932

Picasso, Nude, Green leaves and Bust (also known as Nude with Sculptor’s Turntable; Nu au plateau de sculpteur) 1932

Con una stima così alta non è quindi difficile pensare che Picasso segnerà un nuovo record personale. La sua aggiudicazione più alta risale al 2010, quando da Christie’s a New York “Nude, Green Leaves and Bust”, un olio su tela del 1932 battuto per $106.482.500. Una cifra da capogiro che aveva reso Picasso l’artista più pagato al mondo. Ma solo per due anni. Nel 2012 lo scettro era passato dalle mani di re Picasso a quelle di Edvard Munch con un Urlo da $119.922.500. Ed è storia recente il Bacon da 142 milioni di dollari.

Tra le altre opere più care di sempre va ricordato “L’homme qui marche I” di Giacometti aggiudicato a 104,3 milioni di dollari nel 2010, e dello stesso Giacometti Chariot”, assegnato a novembre 2014 da Sotheby’s per $100,9 milioni.

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