meeting art istituzionale
Pubblicato il: ven 27 Mar 2015
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Mudec, si parte. Il Museo delle Culture ha finalmente aperto a Milano

MUDEC‐ Museo delle Culture

MUDEC‐ Museo delle Culture
La piazza coperta dalle geometrie libere e organiche – particolare  
© PHOTO OskarDaRiz

MUDEC, il Museo delle Culture, ha finalmente aperto a Milano
nonostante le polemiche dell’architetto David Chipperfield

 

“Ansaldo è una tragedia: la città ha pagato per un museo vuoto e gigantesco”. Così tuonava David Chipperfield già nel 2013 in un’intervista rilasciata a La Repubblica. A due anni da questa affermazione il progetto dell’archistar inglese ha aperto le sue porte anche se le polemiche non si sono ancora placate.

David Chipperfield

David Chipperfield

È di solo due settimane fa la minaccia di Chipperfield di togliere la firma al progetto e di venerdì scorso, 20 marzo, la diffida al Comune di Milano dall’accostare il Museo al suo nome per via dei contrasti sulle finiture dell’edificio. Secondo l’architetto il Comune non avrebbe eseguito il progetto alla lettera. In particolare Chipperfield  trova “inaccettabile” il modo in cui è stata posata la pietra di copertura dei pavimenti: “[…] non è una delle solite lamentele da architetto. Ma un grave errore che perfino mia madre noterebbe. Le lastre sono state mischiate come un mazzo di carte”.

MUDEC‐ Museo delle Culture

MUDEC‐ Museo delle Culture
La piazza coperta dalle geometrie libere e organiche – particolare delle vetrine polilobate  
© PHOTO OskarDaRiz

Nonostante ciò, the show must go on.

Così il Mudec, Museo delle Culture, dopo una quindicina d’anni ha preso forma ed è aperto al pubblico da oggi, 27 marzo 2015, senza la benedizione dell’architetto e senza l’allestimento delle collezioni permanenti, ma con due mostre temporanee, “Africa. La terra degli spiriti ” e “Mondi a Milano”.

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Foto © ArtsLife

Lo stesso progetto nel corso del tempo è cambiato. Nel 1999 l’allora assessore alla cultura Salvatore Carrubba aveva lanciato il bando di concorso per la riqualificazione dell’area, dal 1966 proprietà del gruppo Finmeccanica-Ansaldo, per trasformarla nella “Città delle Culture”. I lavori sono iniziati nel 2008 dopo la fase di progettazione dal 2001 al 2007.

Diversi anni dopo Stefano Boeri lo voleva trasformare nell’“Hub del contemporaneo”, mentre Filippo Del Corno (attuale assessore) è tornato al progetto originario, con qualche modifica e con l’apertura a un partner privato, 24ORECultura, che avrà il compito di occuparsi delle esposizioni temporanee e della gestione dei servizi di accoglienza e intrattenimento, lasciando la ricerca scientifica al Comune. L’apertura anticipata è da collegare, un po’ come tante manifestazioni in questo periodo a Milano e dintorni, ad Expo.

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Foto © ArtsLife

Le due mostre sono state infatti ideate in occasione dell’esposizione universale, con la quale – dal 1° maggio –  arriveranno molti “mondi” in città: ecco che “Mondi a Milano” vuole proprio raccontare – per così dire –  l’antefatto e tenere come punto di riferimento le precedenti esposizioni, tra Ottocento e Novecento.

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Foto © ArtsLife

La mostra illustra come il capoluogo meneghino abbia accolto e divulgato al grande pubblico le diverse culture non Europee nel corso degli eventi espositivi, dalle mostre di arti industriali nella seconda metà dell’Ottocento, fino alle Biennali e Triennali degli anni Venti e Trenta del Novecento.

Come ha sottolineato il professor Antonello Negri, l’intento è proprio quello di accompagnare il visitatore attraverso le diverse esposizioni realizzate a Milano seguendone il filo storico per scoprire il gusto collezionistico che ha caratterizzato la nascita e la formazione delle Raccolte etnografiche che saranno allestite permanentemente da ottobre 2015. Partendo con l’Esposizione storica d’arte industriale del 1874, il percorso si snoda fino ad arrivare alla prima vera Esposizione internazionale della città, la mostra del Sempione, dove venne ricostruito un intero quartiere del Cairo, con tanto di abitanti trasferiti a Milano che interagivano con i visitatori, un esempio di interazione tra culture molto forte.

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Veduta dalla terrazza del Cafè Restaurant Cartolina   Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli

I materiali esposti sono molto eterogenei, si passa dai dipinti di Pompeo Mariani e dei pittori orientalisti, agli oggetti d’arredo, fino agli animali selvatici, stoffe e ceramiche. L’ultima parte è incentrata sugli aspetti architettonici urbanistici, con la ricostruzione della “zeriba” di Paolo Masera.

Pompeo Mariani

Pompeo Mariani
Mercato al Cairo (Venditrici di arance)
1881 (PARTICOLARE) olio su tela, 72 x 57 cm
Collezione Carlo Bagnasco, Bordighera, Fondazione Pompeo Mariani
Foto © ArtsLife

 

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Foto © ArtsLife

 

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

 

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

 

La seconda mostra “Africa. La terra degli spiriti” è dedicata all’arte africana dal Medioevo a oggi: oltre 270 pezzi per un percorso -con un allestimento molto suggestivo- che, come ha spiegato Natalina Costa (AD 24ORECultura) “affianca capolavori celebri alla cultura occidentale a opere della tradizione culturale e religiosa del continente africano”.

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

Si snoda in sei sale e vuole dare conto di due livelli interpretativi dell’arte africana, uno da un punto di vista “occidentale” e uno, per così dire, “interno”.

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Foto © ArtsLife

Nella prima sala campeggia l’illuminante pannello con la citazione di Paul Guillaume da “L’art nègre e le avanguardie del ’900” (Parigi, 1926) che illustra la come gli europei abbiamo scoperto l’Africa e come da allora, l’arte occidentale non sia stata più la stessa:  “Vent’anni fa sembrava che l’arte moderna avesse esaurito le sue energie e stesse morendo per una lenta asfissia. L’ispirazione e la vitalità dell’Impressionismo se n’erano andate. Picasso e Matisse avevano rivelato il loro talento, ma né l’uno né l’altro aveva ancora manifestato compiutamente la propria personalità. Qualche nuovo motivo, qualche fertile influenza erano indispensabili perché sia l’uno che l’altro potessero mettere a frutto i propri talenti…. È stato allora che, come per miracolo, l’arte di una regione lontana, incompresa e disprezzata, apparve all’orizzonte, e tutto quanto ne fu trasformato. In un tempo incredibilmente breve le energie compresse furono liberate, una nuova e intensa vitalità si manifestò in tutti i campi dell’estetica; e l’arte europea, che era sembrata appassita, fiorì una volta di più…”.

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

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Foto © ArtsLife

Ieri mattina, 26 marzo, si è svolta la cerimonia di intitolazione del Largo delle Culture: la piazza che si affaccia sul quartiere ex Ansaldo all’incrocio tra le vie Bergognone e Tortona, è diventata ufficialmente “Largo delle Culture”, proprio per “sottolineare la nuova identità di quella zona, in grado non solo di accogliere e rappresentare i diversi linguaggi artistici della cultura internazionale di ieri e di oggi, ma anche di trasformarsi in straordinario laboratorio della creatività artistica, musicale, performativa del presente e del futuro”.

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Foto © ArtsLife

Nella serata di ieri  mille cittadini hanno potute visitare gratuitamente le due esposizioni e visitare il Museo.  È partita così l’avventura Mudec, tra mostre, ricerca e divulgazione per oltre 17.000 metri quadri e sotto la direzione di Marina Pugliese.

Per tutte le informazioni su orari delle due mostre e degli shop e sui costi dei biglietti, si può visitare il sito internet www.mudec.it

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INFORMAZIONI UTILI:

MUDEC – Museo delle culture
Milano – via Tortona 56
Infoline: 02.54917

MOSTRE

– AFRICA – La terra degli spiriti
27 marzo / 30 agosto 2015

-MONDI A MILANO. Culture ed esposizioni, 1874 – 1940
27 marzo / 19 luglio 2015
Comitato scientifico composto da Fulvio Irace (Politecnico di Milano, Facoltà di Design), Anna Mazzanti (Politecnico di Milano, Facoltà di Design), Mariagrazia Messina (Università degli studi di Firenze), Antonello Negri (Università degli Studi di Milano), Carolina Orsini (Museo delle Culture), Marina Pugliese (Servizio Polo Arte Moderna e Contemporanea) e Ornella Selvafolta (Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura I).

Orari
LUN 14.30-19.30 | MAR, MER,VE,DOM 09.30-19.30 | GIO, SAB 09.30-22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
BIGLIETTO UNICO PER L’ACCESSO AL MUSEO
VISITATORI INDIVIDUALI
€ 15,00 INGRESSO SINGOLO INTERO con audioguida gratuita

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Autore

- Giornalista pubblicista. Laureata in Scienze dei Beni Culturali (curriculum Storia dell’Arte) con specializzazione in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano.


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