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Rebel Heart: Madonna conferma la sua sovranità

Rebel Heart: Madonna conferma la sua sovranità. Dopo gli improperi, messi temporaneamente da parte, contro ignoti hacker responsabili di ben due leak abusivi, è ufficialmente in distribuzione Rebel Heart, ultimo album in studio di Madonna, disponibile in cinque diversi formati: standard, deluxe, super deluxe, vinile e limited edition esclusiva per gli store Media World. Cover differenti, tracklist differenti, ma caratteri identici.

madonna rebel heart

Un bicchiere abbondante di Sassicaia 2011, lo stesso offerto le da Fabio Fazio a vantaggio di telecamere generaliste, darà ai vostri cuori quel ritmo adeguatamente sostenuto per l’ascolto dei brani che sembrano scandire, appunto, il battito di un cuore nato ribelle e rimasto tale.

Discograficamente parlando sono ben trentadue gli anni che separano Rebel Heart dal debutto del 1983. Molto è cambiato quanto a sonorità, impianto artistico e regia, ma questo tredicesimo capitolo della carriera di Miss Ciccone sembra volerci ricordare che in fondo una costante in particolare è rimasta invariata nel tempo: lo spirito anticonformista che la contraddistingue da sempre.

Parlare di anticonformismo nella musica pop potrebbe risultare persino azzardato, ma la condotta incurante del giudizio sociale convenzionale, dei paradigmi sessuali più banali e del politically correct come habitus mentale predominante è certamente sintomatica di anticonformismo autentico. Che tutto questo sia poi diventato mainstream grazie alla popolarità ineguagliabile raggiunta, inevitabilmente, dalla cantante è un male che scalfisce appena.

madonna rebel heart

Al di là della ridondanza di certi termini, Rebel Heart può intendersi allegoricamente come un atto sovrano, una dichiarazione d’autorità perentoria che sgombera il campo da ombre e malevole congetture. «Si prenda una volta per tutte atto dell’importanza su scala mondiale della mia figura» sembra ribadire Madonna canzone dopo canzone, ma soprattutto intervista dopo intervista.

Non ci sarà mai nessun’altra artista di sesso femminile che riuscirà a mettere in piedi una carriera anche solo lontanamente paragonabile alla sua, e poco importa se l’esegesi dei singoli brani non evidenzia nulla di entusiasmante, Madonna deve continuare a fare entertainment perché il mondo ne ha evidentemente ancora bisogno.

Nonostante le collaborazioni blasonate, con Nicki Minaj, Diplo, Avicii, e l’improbabile feat. Mike Tyson (che impoverisce una canzone, Iconic, potenzialmente tra le più interessanti dell’album), i pezzi migliori sono quelli che non vedranno mai la luce come singoli. Holy Water, con i suoi beat incalzanti e i suoi versetti intenzionalmente lascivi, è il dancefloor anthem che tutti gli strip club più torbidi stavano aspettando.

Inside Out è un tuffo nell’elettronica sincopata anni novanta, magistralmente modellata sul testo scritto con Jason Evigan e Mike Dean. Ci sono le canzoni che ti aspetti, graditissima ad esempio la tipica retorica madonniana di S.E.X., e quelle che non vorresti mai ascoltare come Autotune Baby.

madonna rebel heartC’è tutto il necessario a rendere questo disco un caleidoscopio funzionale all’interpretazione del personaggio Madonna oggi. Propensa verso manie di onnipotenza e aneliti d’eternità, ma al contempo assoggettata ad insicurezze e paure che da lei non ti aspetteresti, Madonna ha modificato più di chiunque altro il comune sentire nei confronti del pubblico pudore, dell’estetica pop e di ciò che consideriamo spettacolo oggi. La sua età per molti detrattori sembra essere un problema, ma è al contrario una benedizione perché altrimenti tutto questo non sarebbe mai potuto accadere.

 

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