meeting art istituzionale
Pubblicato il: sab 20 Dic 2014
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Wannenes fattura 2 milioni € nelle aste di dicembre

87

Lotto 87

Esemplari i risultati delle tre aste Wannenes di dicembre 2014, dedicate all’Asian Art (15 dicembre), all’Arte Moderna e Contemporanea (16 dicembre) e al Design (17 dicembre), che insieme hanno totalizzato 2.076.640 euro, con una percentuale di venduto per lotto del 61.6% e del 98,3% per valore.

La prima giornata è stata dedicata all’arte orientale, che da segmento di nicchia in questi ultimi anni ha assunto una dimensione globale nel mercato dell’arte, in conseguenza di una curiosità collezionistica cinese e dei mercati asiatici in generale che è proporzionata alla loro straordinaria ascesa economica e finanziaria. A fronte di una percentuale selettiva delle opere vendute (38,2% per lotti) spicca l’ottimo dato del venduto per valore (71.5%), un atteggiamento che visto concentrare l’attenzione su opere dal grande valore storico e artistico.

Una prova ci viene dal top lot della serata, un masso di giada bianca finemente intagliata con inclusioni ruggine della dinastia Qing, epoca Qianlong (1736 – 1795) per rappresentare una collina con pagode e terrazze tra alberi di pino e due immortali, che dopo una serie di rilanci, è stato battuto a 272.800 euro (lotto 87), e da una rara scatola in lacca policroma decorata con crisantemi, firmata ‘Yan Mao Zao’ e riferibile alla dinastia Yuan (1279-1368) esitata a 105.400 euro (lotto 81). Un raro schermo circolare in giada intagliata, Cina, dinastia Qing, epoca Kangxi (1662-1722), ha infine raggiunto 62.000 euro (lotto 89).

aste-fine-anno-Wannenes

LOTTO 81 SCATOLA LACCA CRISANTEMI

Protagonista una tela barocca del 1960 del ‘Pictor optimus’ Giorgio de Chirico raffigurante Cavalli spaventati dalla folgore esitata a 55.800 euro (lotto 242). Essere classico per il Pictor optimus significò attingere alle fonti dell’arte antica con citazioni dirette, come rivela il confronto con i reperti archeologici che avevano segnato la sua formazione giovanile con l’amato fratello Alberto Savinio: i cavalli, i centauri, gli elmi, le lance, le battaglie, le sfingi, sono tutte immagini tratte dal repertorio greco e latino. Per esempio i cavalli, tema privilegiato di de Chirico sia nei quadri sia nelle sculture, sono uno dei soggetti più ricorrenti nei vasi attici a figure nere.

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I cavalli sono il ricordo dell’infanzia, della fantasia e del mito, inteso come elegia del tempo perduto, di un enigma indecifrabile e struggente che induce alla riflessione introspettiva e misteriosa.

La piazza d’onore a Piccolo naufragio del 1956 di Osvaldo Licini a 47.120 euro (lotto 242), una delicata tecnica mista su carta presente alla XXIX Biennale Internazionale di Venezia del 1958, che racchiude l’essenza del suo mondo poetico, che partendo da una cultura visiva post impressionista e fauve, dopo l’incontro a Parigi negli anni Trenta con Kandinsky e Man Ray, punta verso un astrattismo lirico che al celebrale razionalismo geometrico contrappone colore, fantasia e segno con accenti espressionistici pre-informali, tra Klee e un surrealismo fantastico sui generis.

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Per concludere Lucio Fontana, con un bel piatto in terracotta invetriata del 1951 dal titolo “Guerrieri” dove l’artista fa emergere la figura umana come un avviluppo di materia e colore, battuto a 29.760 euro (lotto 92).

Le due sessioni del Design del 17 dicembre hanno confermato la dimensione internazionale del Dipartimento, con contatti telefonici e telematici ai quattro angoli del mondo. Ottima la percentuale di venduto per lotto con un 72,1% così come quella per valore con un notevole 142,1%.

Una splendida lampada da tavolo in ottone nichelato, cristallo specchiato e vetro cammeo Mappamondo di Pietro Chiesa per Fontana Arte del 1935 è balzata agli onori come l’opera che raccolto il maggior consenso con 32.240 euro (lotto 883). Nel 1935 le flotte riunite (Cosulich, Italia e Lloyd Triestino) commissionano all’azienda milanese una particolare lampada per le loro sedi di rappresentanza. Nacque così il Mappamondo disegnato da Pietro Chiesa, e sulla cui base vennero incisi i nomi delle tre compagnie.

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Nove sedie di Gio Ponti realizzate per Cassina negli anni ’50 hanno raggiunto 16.120 euro (lotto 849), mentre una lampada di Max Ingrand riferibile al medesimo decennio, in legno di mogano, cristallo molato, ottone e tessuto è stata battuta a 14.880 euro (lotto 895). Da segnare inoltre un carrello di servizio Bar Z del 1972 di Gabriella Crespi a 11.780 euro (lotto 918), e una coppia di lampade da terra LTE3 di Ignazio Gardella per Azucena degli anni ’50 a 8.680 euro (lotto 822).

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