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Pubblicato il: lun 01 Dic 2014
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Bellissima, il mito dell’alta moda italiana al Maxxi di Roma

Bellissima

“Bellissima L’Italia dell’alta moda 1945/1968” – 2 dicembre 2014 –  3 maggio 2015, Roma

In principio è stata la mostra The Glamour of Italian Fashion di Londra ad aprire le porte all’Alta Moda italiana, in un periodo compreso tra il 1945 e i giorni nostri.

Ecco, ci voleva quest’esposizione dedicata al costume e del design a incoraggiare altre mostre qui in Italia dedicate al rapporto fra l’arte e la moda italiana, come Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968, che si terrà al Maxxi di Roma.

La retrospettiva è curata da Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tocchi, in collaborazione con Altaroma, e vuole rendere omaggio a oltre vent’anni di tradizione stilistica, in una mostra che ricrea le atmosfere di questo periodo che ha influenzato notevolmente sull’identità del nostro Paese.

Bellissima

Era il 12 febbraio 1951 quando andò in scena una sfilata organizzata da Giovanni Battista Giorgini (1898 – 1971), che entusiasmò i giornalisti e i buyer americani: era nata l’Alta Moda italiana.

Prima di allora era stata ideata la collezione della stilista Germana Marucelli, datata 1948, e ispirata al Surrealismo che avrebbe di sicuro unito l’arte alla moda stessa.

Perciò fu proprio la stilista, la pioniera dell’alta moda che comprese quanto le creazioni sartoriali sarebbero state valorizzate solo con l’intervento dell’arte tanto da creare un rapporto di committenza con gli esponenti del periodo, fra i quali Getulio Alviani – ideatore plastico e progettista −, con il quale lanciò la famosa linea «optical», influenzata dagli studi sul movimento effettuati dall’artista.

La linea optical, che letteralmente significa «ottico», è dunque ripreso dalla forma d’arte l’Op Art diffusasi, soprattutto, negli anni Sessanta.

Bellissima

Benché il 1951 sia stato persino l’anno di debutto del film neorealista realizzato da Luchino Visconti, Bellissima con Anna Magnani nel ruolo della protagonista, Maddalena Cecconi, che desidera un futuro di rosee attese per la figlia Maria.

Il film di Visconti trascina il suo spettatore nei fasti e nel miraggio dell’alta società e nel fascino prodotto dall’industria cinematografica di Cinecittà. E se di fascino e di bellezza s’intende parlare con la mostra di Roma, il titolo del film è senza dubbio indovinato.

Bellissima-Anna-Magnani

L’esposizione al Maxxi intende analizzare l’incontro delle menti creative appartenenti al periodo del secondo dopoguerra fino al 1968. A essere esposte sono dunque le creazioni di Fontana, Burri, Campigli, Scheggi, Accardi, Capogrossi, ma anche gli abiti d’epoca realizzati da Balestra, Capucci, Gattinoni, Fendi, Valentino, Mila Schön e le Sorelle Fontana, i gioielli di Bulgari e altri accessori come quelli creati da Gucci, Ferragamo e molti altri.

«L’Italia stremata dalla guerra riesce a fare della ricostruzione una vera rivoluzione, reinventandosi ha tutto campo», ha detto il direttore del Maxxi Arte, Anna Mattirolo, che inoltre ha affermato: «Perché è nella natura stessa del Maxxi, sinergia tra architettura e arte, aprirsi alla creatività a trecentosessanta gradi, quindi anche alla moda».

Bellissima

Malgrado gli anni della Seconda guerra mondiale siano stati determinati dall’inasprirsi della Chiesa nei confronti della moda femminile del tempo. I motivi, infatti, risalgono alla tendenza di indossare abiti più corti per sopperire alla mancanza di materie prime, ma soprattutto all’atteggiamento delle donne e al loro sempre più crescente desiderio di emanciparsi nella società.

Tuttavia il 1948 può essere considerato perfino l’anno decisivo che scandì l’inizio di una rilevante trasformazione nello stile, poiché fu l’anno in cui proliferò una nuova coscienza della creatività italiana.

Bellissima

Altrove la moda stava già producendo i suoi primi effetti importanti come lo stile realizzato da Christian Dior che il 12 febbraio 1947 presentò la sua prima collezione definita Corolle, e che avrebbe contribuito alla nascita del New Look. Tuttavia gli italiani non sono da meno e, infatti, proprio a Roma ci sono stati quei sarti che in seguito sarebbero diventati stilisti rinomati.

Gli eventi però non si esauriscono qui, così la mostra riporterà in auge gli anni Cinquanta e Sessanta. Anni in cui si sono susseguiti eventi decisivi come il Giubileo del ’50, che portò a Roma milioni di pellegrini, le Olimpiadi degli anni Sessanta e nel mezzo l’avvento della televisione nel 1954.

Comunque, il periodo degli anni Cinquanta si caratterizza per il benessere che pian piano si diffonde in Italia, e che coinvolge anche le donne che con l’influsso dato dal cinema acquistano la consapevolezza della propria identità e la speranza di essere diverse, magari più eleganti e ben curate.

Bellissima-Moda-1968

La donna recupera quindi la sua femminilità, grazie agli abiti dai tagli morbidi e arrotondati che ben si armonizzano con le rotondità del corpo.  Sebbene l’Alta Moda abbia riservato la sua attenzione all’élite della borghesia, in seguito è diventata più accessibile.

Ma si dovrà aspettare gli anni Sessanta per il prêt-à-porter che ha consentito una diffusione maggiormente capillare. E poi il 1968, anno di chiusura della prima stagione della moda italiana dalla quale scaturì un nuovo modo di vestirsi: anno di rivoluzione politica, periodo in cui l’uomo e la donna guardano con più attenzione al loro futuro.

Bellissima-Maxxi

Tutto ciò si affronterà nella mostra Bellissima, che, come già detto, si prefigge di evidenziare il rapporto fra la moda e la commistione artistica, definito in particolare dalla connivenza fra gli abiti esposti e le opere di artisti come Lucio Fontana, Paolo Scheggi, Massimo Campigli, Carla Accardi, Alberto Burri e Giuseppe Capogrossi.

In fondo gli abiti non sono altro che delle creazioni e lo stilista ne è l’artista.

Bellissima

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INFORMAZIONI UTILI:

Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1948 – 1968
Maxxi, Roma
Via Guido Reni, 4
Dal 2 dicembre 2014 al 3 maggio 2015

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Autore

- Maila Daniela Tritto è nata il 25 ottobre 1987. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della comunicazione e la laurea magistrale in Informazione e sistemi editoriali.


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