meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 10 Apr 2014
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Manzoni e le merde d’artista

slider-01In questi giorni Milano è tappezzata di scatolette di “merda d’artista”; in ragione di 3 una sopra l’altra. E’ l’immagine scelta per i manifesti della mostra di Piero Manzoni in corso a Palazzo Reale. Manzoni, scapestrato, morto troppo giovane, artista dada e concettuale, (il “vero Manzoni” cantano i Baustelle) deve essere ricordato e verrà ricordato per quella geniale defecatio, sebbene abbia prodotto anche altro.

Solo che dopo 53 anni, ormai storicizzata, la merda d’artista è un deja vu che non fa più pensare, non sbalordisce le bourgeois (abituati a ben altro), non è dirompente nei confronti dell’art system, neppure fa ridere come quelle barzellette che abbiamo ascoltato cento volte e di cui conosciamo bene il finale. Sembra la tiritera di quei reduci che insistono a raccontare dei loro eroismi di altri tempi.

Ebbene, ne saranno lieti i collezionisti che per 60mila euro possono fare bella mostra del contenuto netto di 30 gr. della preziosa materia. I visitatori della retrospettiva, come al solito, esclameranno: “Potevo farla anche io“.

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Autore

- Nel 2017 ha pubblicato "Costruito da dio. Perché le chiese contemporanee sono brutte e i musei sono diventati le nuove cattedrali" (Johan&Levi). E "100 anni di arte immonda" (ed il Giornale) Nel 2013 ha pubblicato "Ars attack. Il bluff del contemporaneo" (Johan&Levi). Nel 2014 ha scritto la pièce teatrale "Nerone. Duemila anni di calunnie". Nel 2015, la commedia "La grande guerra di Mario". Nel 2016, ha scritto per il teatro la biografia "Dannunzio Segreto".


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