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Delvaux e il Surrealismo a Parma

Paul-Delvaux, La Rêve, 1935
olio su tavola, cm- 151×176

Chi è Paul Delvaux, al quale la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo non lontano da Parma dedica una mostra? Se cercate “Surrealismo” su Google e consultate Wikipedia avrete qualche informazione sull’ultima delle avanguardie storiche, nata col manifesto di André Breton del 1924; quella che tra tutte le rivoluzionarie correnti innovative dell’inizio del Novecento ha avuto un’onda più lunga e persistente.  Non è questo il modo di informarsi su argomenti di storia dell’arte, si sa, ma questa veloce consultazione del web offre un’idea di quale sia il livello di conoscenza comune e diffuso su un argomento. Ed ecco che a fatica, solo per chi abbia voglia di approfondire (e cioè non in molti), si arriverà al nome del pittore belga nato vicino a  Liegi nel 1897 e morto nel 1994, a novantasette anni. Delvaux  ha vissuto quasi un secolo e ha visto scorrere, anno dopo anno, decennio dopo decennio, tutto il contrastato, sofferto, drammatico Novecento. La sua figura, adombrata forse da quelle più eccentriche dello stesso Surrealismo, come per esempio il popolarissimo Salvador Dalì, è rimasto sempre “a parte”, come spiega Arturo Carlo Quintavalle nel catalogo curato da Stefano Roffi che accompagna la mostra (Silvana Editoriale, 215 pp.). Appartato cioè, rispetto alle strade maestre e alle correnti dominanti. E anche quando si muoveva all’interno di esse, come nell’onda lunga del Surrealismo, lo fa in modo contraddittorio. Così come non vi è linearità e consequenzialità tra ciò che l’artista stesso propone nei suoi scritti e nelle sue interviste come esegesi della propria opera e il palese rimando, fino al citazionismo, che le opere stesse contengono come debiti nei confronti di altri maestri. Insomma, in barba alla critica che cerca di semplificare ed etichettare gli artisti entro correnti e stili, Delvaux sfugge a tutto questo, e la visita alla mostra alla villa nel parco di Mamiano è interessante nella misura in cui non si cerchi di individuare il filo conduttore di tutta la sua lunga evoluzione artistica – perché forse non c’è -, e ci lasci piuttosto sedurre dalla bellezza di alcune proposte.

Paul Delvaux
Les Courtisane, 1944

Infatti, opportunamente, il curatore Stefano Roffi non ha inteso la rassegna come una vera retrospettiva, con opere in sequenza cronologica. Ha sentito piuttosto l’esigenza di accogliere il pubblico con un’introduzione sul Surrealismo, con documenti, fotografie, scritti, e un distillato di opere dei colleghi surrealisti: un De Chirico in realtà metafisico, del 1914, e uno del 1929 e quindi soggetto al ritorno all’ordine di epoca fascista, due tele di Magritte, una di Max Ernst e una serie di fotografie di Man Ray. Le circa sessanta opere di Delvaux, tra dipinti, disegni e incisioni,  sono poi divise per temi e argomenti. Colpiscono, queste davvero poco note, le tele con scene di desolati paesaggi urbani dei primissimi anni Venti, tutte giocate su sinfonie di grigi e bruni. E’ interessante inoltre scoprire, poco nascoste, le radici belghe del pittore: e quindi scorgere tracce evidenti dell’espressionismo di James Ensor, per esempio nella grande parata di figure in “Le nozze ad Antheit” del 1932 o nella “Venere dormiente” dello stesso anno. Non sono gli unici quadri che paino omaggi all’arte di un altro pittore: basti guardare “La tenda rossa” del 1934, impensabile senza Modigliani alle spalle. E quindi è inutile che il visitatore si intestardisca di individuare un vero e proprio stile nell’opera scandita in circa mezzo secolo da Delvaux, perché forse non c’è, e di certo qui non è semplicemente riconoscibile.

Paul Delvaux
The Railway Station of Luxembourg

INFO:

DELVAUX E IL SURREALISMO
Un enigma tra De Chirico, Magritte,
Ernst, Man Ray
23 marzo — 30 giugno 2013

Fondazione Magnani Rocca
Parma – Mamiano di Traversetolo

Curatela della mostra: Stefano Roffi
insieme al Musée d’Ixelles-Bruxelles
Curatela del catalogo: Stefano Roffi
Editore del catalogo: Silvana Editoriale

Paul Delvaux
Nozze ad Antheit, 1932

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