meeting art 855 | 27 gen
Pubblicato il: mer 23 Gen 2019
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Il giorno nero degli artisti. Da Munch a Dalì, tutti i morti del “black day” del 23 gennaio

Salvador Dalí

Salvador Dalí

Per puro divertissement sottolineiamo ovvero che il 23 gennaio – oggi, e siete autorizzati a ogni forma di scongiuro – si caratterizza come giornata in cui storicamente sono morti moltissimi grandi artisti

Complici certamente le contingenze climatiche e metereologiche, in questo periodo dell’anno – fine di gennaio – si concentrano alcune di quelle “giornate” che ultimamente sembrano andare tanto di moda, ricorrenze alle quali si associa una valenza speciale e rappresentativa in qualche modo da celebrare. In questo caso, si tratta di “giornate” non propriamente felici, o positive: se l’appena trascorso 21 gennaio è stato individuato da qualcuno – in origine precisamente dal dottor Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff – come il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, fra pochi giorni arriveranno i fatidici “Giorni della Merla“, con il periodo tra 29, 30 e 31 gennaio considerato da sempre il più freddo dell’anno.

Joseph Beuys

Joseph Beuys

Pseudoscienza, con frequenti risvolti pubblicistici e commerciali? Ne siamo convinti anche noi. Eppure, ci capita di notare quella che è senza dubbio una coincidenza, e che sottolineiamo per puro divertissement: ovvero che il 23 gennaio – oggi, e siete autorizzati a ogni forma di scongiuro – si caratterizza come giornata in cui storicamente sono morti moltissimi grandi artisti. Il “black day” dell’arte, per usare una forma molto di moda. Si comincia dal 1760, quando il 23 gennaio scompare Gianantonio Guardi, pittore italiano fratello e maestro del più celebre vedutista veneziano Francesco. Si giunge al 1883, e nella stessa giornata muore Gustave Doré, il pittore e incisore francese noto fra l’altro per la celebre illustrazione della Divina Commedia, mentre nel 1917 si registra la scomparsa di Luigi Conconi, pittore e architetto italiano animatore della Scapigliatura milanese. 1944: il 23 gennaio scompare Edvard Munch, stessa data segna nel 1947 l’addio a Pierre Bonnard, nel 1986 a Joseph Beuys, nel 1989 a Salvador Dalí, nel 1998 a Victor Pasmore. E volendo c’è una “coda” nefasta che si allunga al 24 gennaio, che segna la dipartita di due giganti dell’arte italiana come Cimabue e Amedeo Modìgliani

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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