Meeting Art
Pubblicato il: dom 25 Nov 2018
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Venezia 2019. Da Tiepolo a Gorky (e un’attesissima Biennale). Tra record e anticipazioni, la stagione artistica in Laguna

Jacopo Tintoretto, Estate, 1555 ca., olio su tela, 105,7

Jacopo Tintoretto, Summer, Italian, 1518 – 1594, c. 1555, oil on canvas, Samuel H. Kress Collection

Tintoretto segna un record per Palazzo Ducale, mentre la città lagunare si prepara per un 2019 tra classico e moderno. Il nuovo anno si apre con Tiepolo e Canaletto, mentre colpisce la svolta astratta di Gorky, alla Cà Pesaro da maggio. Un programma dalla pieghe internazionali dunque, reso possibile anche dalla collaborazione dei Musei Civici di Venezia con  National Gallery of Art di Washington.

Tintoretto e Venezia, un legame che non muore mai. In due soli mesi di esposizione, la mostra dedicata a Tintoretto a Palazzo Ducale, curata da Robert Echols e Frederick Ilchman con la direzione scientifica di Gabriella Belli, ha raggiunto oltre 80mila visitatori. Un successo ottenuto anche grazie al sodalizio stretto con la National Gallery of Art di Washington, che continuerà anche dopo la chiusura della mostra a gennaio, con l’esposizione che si sposterà nella capitale statunitense.

Le celebrazioni per il Cinquecentenario della nascita di Jacopo Robusti e della collaborazione tra la Fondazione Musei Civici di Venezia e la National Gallery of Art di Washington, proseguono con il cortometraggio Tintoretto: Artista del Rinascimento Veneziano, con la consulenza scientifica dei curatori della mostra a Palazzo Ducale e di Susannah Rutherglen, ricercatrice associata della National Gallery of Art. Il documentario percorre in trenta minuti la straordinaria carriera del Maestro al culmine del Rinascimento.

Gianbattista Tiepolo, Nobiltà e Virtù

Gianbattista Tiepolo, Nobiltà e Virtù

L’attività espositiva di palazzo Ducale riprenderà poi a febbraio, con l’idea di coniugare la grande arte del passato con suggestioni più recenti. Si inizia dunque con la grande mostra dedicata a Canaletto e Giambattista Tiepolo e al Settecento veneziano. L’esposizione ripercorrerà l’intero secolo, caratterizzato da una straordinaria civiltà artistica e divenuto un mito nostalgico dopo la caduta della Serenissima. Accanto alle opere dei due grandi maestri ci saranno opere di scultori e pittori veneziani e eccellenze nel campo delle arti decorative, oltre a coloro che sono riusciti a trasportare quelle istanze nella modernità, come Piranesi e Antonio Canova.

Arshile Gorky

Arshile Gorky

Dal rinascimento al settecento, e da li all’astrattismo. A maggio la Ca’ Pesaro ospiterà la prima retrospettiva italiana di uno dei grandi protagonisti del movimento dell’Espressionismo astratto statunitense: Arshile Gorky (1904-1948). A cura di Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, e Edith Devaney, curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra. L’esposizione offrirà ai visitatori circa 80 opere tra dipinti e lavori su carta. Dalle prime opere degli anni Venti, nelle quali era ancora legato agli studi dei grandi maestri del recente passato, a quelle della sua maturazione artistica, con la loro gamma di surreale, astratto e figurativo.

Biennale Arte 2019

La 58. Esposizione Internazionale d’Arte si intitolerà May You Live in Interesting Times, un’espressione della lingua inglese che è stata a lungo erroneamente attribuita a un’antica maledizione cinese, che evoca periodi di incertezza, crisi e disordini; “tempi interessanti” appunto, come quelli che stiamo vivendo. Dall’11 maggio al 24 novembre 2019 (pre-apertura 8, 9 e 10 maggio) ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia.

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